DOCTOR WHO - Recensione 10x02 "Smile"

 

Dopo il secondo episodio forse possiamo dirlo, o magari è troppo presto? Doctor Who sta ritrovando finalmente lo spirito che tanto ci era mancato nelle scorse due stagioni (o è stata soltanto la nona a rovinare tutto?) e la ventata di freschezza che Bill ha portato con sé era decisamente ciò di cui avevamo bisogno.

Quanto mi mancavano le vecchie esclamazioni stupite - it's bigger on the inside! - e le solite domande che ogni nuova arrivata (o nuovo arrivato) poneva, prima o poi. In fin dei conti, Clara conosceva bene il Dottore quando si è rigenerato e noi non abbiamo mai potuto assistere a una delle tradizionali e immancabili conversazioni fra Dottore e companion, insomma.. questa è la prima volta non soltanto per Bill, ma anche per Twelve!

Ora bando ai convenevoli e cominciamo!
L'episodio non è certo uno dei più esplosivi e sensazionali che abbiamo visto, e forse non è nemmeno al livello di The Pilot, ma tutto sommato è un buon episodio classico. La trama è semplice ma con elementi estremamente originali direttamente collegate con l'oggi (comunicazione attraverso emoticon, sounds familiar?) e come ignorare la strizzata d'occhio a puntate vecchie come The Empty Child/ The Doctor Dances oppure The Girl Who Waited?

L'episodio ha inizio con il botta e risposta tipico, con Bill che pone domande a raffica e il Dottore che risponde, in modo serio (qualche volta) o elusivo (molto spesso). Tanto per cominciare, come mai non c'è un volante nel Tardis? Quanto gli è costata una macchina del genere? Ah, wait, l'ha rubata.
Nardole si intromette subito, ricordando al Dottore che ha fatto una promessa (c'entra per caso il misterioso caveau? Ha a che fare con River?), e che non può ricominciare ad andare a zonzo per l'universo. Ma Twelve se ne infischia e offre a Bill una scelta: past or future?


Capitiamo in un futuro non specificato, in un pianeta non specificato, in una delle tante colonie umane che, a quanto pare, ha scoperto il segreto della felicità. Ma gli unici ad accogliere il Dottore e Bill sono i Vardy, dei nano-robot, e le loro interfacce, dei "proper robot" (come li definisce Bill) che comunicano attraverso emoji.

Premettendo che il Tardis ci porta sempre a metà strada fra dove vogliamo andare e dove c'è bisogno di noi, ci deve sicuramente essere qualcosa che non va in questo Eden per umani del futuro. La risposta è presto detta: i robot sono stati inviati per costruire un mondo adeguato al genere umano, un mondo felice, che gli umani abiteranno; ma per qualche motivo si sono rivoltati contro i propri costruttori, polverizzando tutti i "pastori", una comunità di persone scelta per preparare la colonia, assieme ai robot, prima dell'arrivo del resto dell'umanità. Ma per quale ragione?

E' Bill ad aiutare il Dottore a rispondere a questa domanda, trova il "luogo di sepoltura" di una donna, morta di vecchiaia, e una sorta di diario di viaggio, che contiene tutta la storia dell'umanità, compresi gli eventi accaduti ai coloni. I robot, progettati per far sì che le persone fossero felici, non sapevano che cosa fosse il dolore e, trattandolo come un virus, procedevano ad eliminarlo, uccidendo chi ne fosse "affetto". Più persone morivano e maggiore era il dolore che gli altri provavano, perciò in due giorni i "pastori" erano stati tutti polverizzati.

Per eliminare il problema alla radice e disfarsi dei robot-assassini prima che altri umani vengano massacrati, il Dottore decide di far saltare tutto in aria ma presto si rende conto che lo sbarco è già avvenuto, le persone sono già atterrate e si stanno svegliando dalle proprie celle criogeniche. Per prima cosa tenta di spiegare ai coloni svegli la situazione, ma nessuno gli dà ascolto, anzi, corrono tutti a prendere le armi (che novità) per disfarsi dei robot, la situazione precipita ma nel parapiglia il Dottore ha una delle sue idee geniali: fare un reset dei robot (li spegne e li riaccende in sostanza). I Vardy hanno sviluppato una propria coscienza, autoidentificandosi come specie, quindi sono vivi! Gli umani dovranno ora imparare a convivere con queste nuove forme di vita, nel mondo creato, in origine, per loro ma che ora appartiene ai robot.


Il Dottore aveva già affrontato una situazione simile.. Deja vu?
Vi ricorderete sicuramente della coppia di episodi The Empty Child/ The Doctor Dances (2005, stagione 1) e forse vi sarà familiare il meccanismo usato dai nano-robot. I Vardy, come i nanogeni nella puntata con Nine, sono programmati per fare qualcosa ma, come i nano-robot avevano "aggiustato" male il bambino ferito, usandolo poi come "stampo" per "guarire" anche tutti gli altri, così anche i Vardy, per obbedire all'imperativo di "fare felici" le persone, hanno eliminato il dolore.

Il pescatore aveva espresso tre desideri, e si erano avverati tutti, ma non nel modo in cui si aspettava; il pesciolino magico non era cattivo, pensava soltanto in modo differente. 

Oltre a ciò, chi di voi non ha notato l'occhiolino a Black Mirror e, in generale, alla questione progresso tecnologico? Insomma, Bill che scatta un selfie appena arrivata nel "nuovo mondo", patch che indicano l'umore di chi li indossa, emoticon per comunicare, device installati direttamente nell'orecchio.. Ho molto apprezzato l'idea del "bottone" dell'umore, spaventoso anche se estremamente vicino alla nostra realtà. Ma è pur sempre Doctor Who, giusto? E se la tecnologia prende il sopravvento sull'uomo, sicuramente ci sarà sempre una cabina blu nei paraggi.

Infine, le domande. Oh, ce ne sono state tante in questo episodio e sembra che non si fermeranno tanto presto ma, francamente, è uno dei tratti distintivi della serie e per quanto siano, in un certo senso, ripetitive, non sono mai stata più felice di sentirle..
Come si guida il Tardis? Perchè è a forma di cabina della polizia? Hai due cuori? Perchè sei scozzese? Com'è possibile che ti sia concesso di far saltare in aria delle cose senza avere guai per questo? Perchè devi essere tu a salvarli?
Noi lo sappiamo, ma talvolta ce ne dimentichiamo e a questo servono i nuovi inizi, i nuovi companion, per ricordarci, ogni volta, che il Dottore salva le persone, che se il Tardis ha quella forma non è un caso e che, in certi momenti, un cuore in più è tutto ciò di cui c'è bisogno.

Foto: farfarawaysite.com




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Articolo di Gotcha

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