ARROW - My name is Oliver Queen: verso il finale di stagione

I tweet di Guggenheim di questi tempi sono un po’ come le apparizioni mariane per i fedeli. Non si sa come e quando, ma una cosa è certa: daranno adito a teorie e interpretazioni che nemmeno il Codice Da Vinci e la setta dei Templari.
Pensiero di Nyssa: "Ora capisco perché a scuola non volevano sedersi nel mio banco... Sono Nyssa, figlia di Ra's Al Ghul, Erede del Demonio".


Oggi è tornato. Lui, che meglio di chiunque altro sa dosare carota e bastone e tenere il fandom in bilico perenne tra osanna e imprecazioni, lui, che in tre minuti di intervista è capace di infilare più «you know» nel suo discorso di quante volte Oliver è stato con una donna, è vivo, sta bene (nonostante le minacce di morte che si è astutamente procacciato di recente quando ha gettato il dubbio sull’eventualità che l’Olicity si realizzi entro i prossimi due mesi!) e ci fa sapere che sono in fase di produzione dell’ultimo episodio della terza stagione e ci dice anche il titolo. 

«My name is Oliver Queen». No, non sto facendo il verso all’intro degli episodi (l’ho già fatto in precedenza e non ho intenzione di ripetermi). My name is Oliver Queen è il titolo dell’episodio 3x23. Proprio così! Immagino gli autori chiusi in una stanza a pensare: che titolo diamo all’ultimo episodio? Marc si guarda intorno in cerca di idee. Greg tira fuori il naso dal fumetto che stava nascondendo tra le pagine del copione e con aria colpevole chiede di andare al bagno, Andrew assume la posa del pensatore e intanto cerca di immaginare cosa inventerà la Plec per la settima stagione di The Vampire Diaries senza la Dobrev… Marc allora si impunta e dice che vuole un titolo e lo vuole subito, allora Andrew si veste di un’aria trionfante presa in saldo al negozio all'angolo e spaccia per un’idea vincente quella che in realtà è solo la prima cosa che gli passa per la testa: l’introduzione degli episodi! My name is Oliver QueenÈ l'ora di pranzo, Marc ha una certa fame, Greg si è dato alla macchia scappando dalla finestra del bagno e la danno per buona! Sì, lo so, ogni tanto mi faccio i film a bordo della mia navicella della fantasia (il problema è che a guidarla c'è Jack Sparrow, e sappiamo tutti quanto sia amico col rum il capitano!), ma adesso gli chiedo di farmi scendere (possibilmente non a Tortuga!) e presentarvi questa notizia fingendo di avere un minimo di aplombe. 
"Il finale della terza stagione di Arrow inizia oggi la produzione".



Dunque, la terza stagione si concluderà con un episodio intitolato con quella semplicissima frase che sentiamo all'inizio di ogni episodio e che a quelle come me, il cui ormone ballerino è talmente iperattivo da non attendere le scene di workout per fare la ola come la domenica allo stadio, ma gli basta una bella voce per incominciare a ballare la Conga insieme a The Mask, un brividino sulla schiena (come antipastino, prima della puntata) lo regala. 

Se dovessi andare alla cieca, con il titolo dell'episodio come unico indizio per provare a inerpicarmi sul sentiero dell'interpretazione della direzione che la serie prenderà da questo momento, direi che ci troviamo sulla biforcazione del viottolo su cui Don Abbondio, al suo tempo, trovò ad attenderlo i due bravi di Don Rodrigo, seduti esattamente su quello stesso muretto. Ma se Don Abbondio cercava una via di fuga, sperava in una diramazione secondaria che gli evitasse di raggiungere quel punto, noi invece quella strada non vediamo l'ora di imboccarla, e acceleriamo il passo, anche se è un po' in salita, e ci affrettiamo per capire come si evolverà la serie che ha conquistato i nostri cuori a colpi di frecce e vigilanti mascherati.

Si è a lungo dibattuto sul fatto che, da quando Oliver è tornato dal Purgatorio (Lian Yu, l'isola su cui è naufragato), ha iniziato un percorso alla ricerca del vero sé. Nella prima stagione lo abbiamo visto alle prese con i nomi della lista di suo padre, una stagione in cui, come nella tragedia greca, vendetta e giustizia tendevano a sovrapporsi, poi la morte di Tommy (pace all'anima sua e a qualche ormone danzerino che qui e lì è defunto con lui) e l'illuminazione, Felicity che gli ha mostrato come le cose possano essere fatte diversamente dall'uccidere chi avvelena Starling City, lo hanno portato a muovere verso la direzione dell'eroe, quello che non fa giustizia sommaria, ma trova soluzioni moralmente accettabili. 

La sofferenza più grande che Oliver si porta dietro non sono i sensi di colpa per la morte del padre, della madre o di Shado. La ferita più grande non è una delle innumerevoli cicatrici che si porta sul corpo, ma la lacerazione tra le sue due identità, che Oliver non riesce a far coesistere. Il dualismo Oliver/Arrow è la vera grande sfida che Oliver deve superare per diventare quel "something else" (devo diventare qualcun altro, devo diventare qualcos'altro) di cui parla nell'introduzione degli episodi. 

Quando valuta l'"offerta" (con virgolette grandi quanto l'Everest, visto che Ra's non accetta un "no" come risposta), Oliver dice che non è abbastanza essere Oliver, né tanto meno Arrow. Nel tentativo di perfezionare Arrow però, Oliver Queen è rimasto indietro. Lui stesso confessa a Barry che ogni volta, è un po' di Oliver la parte di lui che sente perdersi. E un eroe non è mai tale se lascia indietro la sua umanità. Ma come gli ha spiegato Sara, non si è la maschera che si indossa. Si illude di essere Arrow, ma è solo Oliver con una maschera. Il nostro protagonista deve dunque capire che la sua umanità, che Oliver Queen, non è la sua debolezza, ma la sua forza. Arrow non esisterebbe se non ci fosse stato un Oliver Queen, figlio di un Robert Queen, che gli ha chiesto di rimediare agli errori, di essere un uomo migliore. Che sia questo il senso del titolo dell'episodio finale? Che il nostro Arrow sia finalmente pronto ad accettare l'altra parte di sé? Il rovescio della medaglia? Non ci resta che attendere pazientemente la messa in onda! 

Vi lascio con un'anteprima che Guggy ha postato mentre scrivevo quest'articolo, del set del season finale. A presto per le prossime congetture!
"Set misterioso in costruzione per il finale di stagione di Arrow". 

Roberta     







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Articolo di Robbie_Carter

6 commenti:

MiKyCaRtEr84 ha detto...

E quanto sei brava porca schifa!!!
Comunque, sono d'accordo su tutta la linea. Anche io spero che, finalmente, Ollie accetti di essere prima di tutto una persona e che il suo lavoro non lo definisce... Io riesco solo a pensare al dialogo sulle scale del tribunale (?) nel primo episodio di questa stagione, quando lui parte per la prima volta con quella menata astronomica dell "Io sono Arrow e non posso essere Oliver Queen" e Felicity cerca di dissuaderlo... Dio, impazzirò!

Robbie_Carter ha detto...

Grazie sister!
Infatti, mentre scrivevo mi venivano in mente diverse scene e sono convinta che Arrow diventerà un vero eroe solo quando accetterà di essere semplicemente Oliver, con un vestito (sexy) verde! Tra l'altro, nel momento in cui TUTTI (tranne mamma Smoak XD) sanno che lui è Arrow, è venuto meno il motivo per cui non vuole stare con Felicity. Non ha più senso, tutti conoscono la sua identità e tutti sanno che la ama. Se ne deve fare solo una ragione... e che non mi venisse a dire che si distrae in missione! Non aveva detto lui di essere multitasking?!

MiKyCaRtEr84 ha detto...

Holy moly... Che m'hai ricordato <3

Robbie_Carter ha detto...

l'episodio dell'appuntamento esplosivo XD Non so quante volte mi sono risentita quell' "I'm multitasking!"... grazie youtube, sentitamente grazie!!!

Unknown ha detto...

Quoto Micaela e ripeto 'porca schifa' che articolo da 10 e lode! Non sgarra di una virgola il tuo discorso e lo lovvo assai!

Robbie_Carter ha detto...

Ti ringrazio Sissi, sei carinissima! <3