AGENTS OF SHIELD - Recensione S03E09, "Closure"



La pausa è terminata, anche Agents of SHIELD fa il suo ritorno. Ci eravamo lasciati con nuove reclute nello SHIELD ed un HYDRA molto più pronto ed organizzato. Due alleanze, una disperata, l'altra necessaria, si contrappongono in una complessa serie di inganni.
Ognuno dei due schieramenti dovrà trovare un modo per prevalere, ma quale?

L'episodio è stato scritto da Brent Fletcher e diretto da Kate Woods.
Giudizio: 7.5/10



Coulson e Rosalind stanno parlando nell'appartamento di lei, di come sono cambiate le loro vite da quando si conoscono, quando, improvvisamente,  si ode uno sparo: qualcuno ha sparato al collo di Rosalind, uccidendola sul colpo. A farlo è stato Ward, con un fucile da cecchino e da una lunga distanza. Il suo obiettivo, come spiega in una successiva telefonata, era semplicemente dargli un dispiacere. Subito dopo, Phil è aggredito dagli scagnozzi di Ward, ma sopravvive all'agguato, anche grazie al subitaneo arrivo di MacKenzie.

Un crudele inizio


Coulson è furioso per la morte di Rosalind, e distrugge il suo ufficio per la rabbia. Interroga i membri del team che ebbero contatti con lui, allo scopo di trovare una traccia. Frattempo, con l'aiuto di Banks, Fitz e Simmons ottengono informazioni sul progetto spaziale cui partecipò Will. Ward sembra avere un piano ben preciso riguardo il portale verso l'altro pianeta e  Coulson, il quale, intanto, si rimuove dall'incarico di direttore dello SHIELD, assegnando il ruolo a MacKenzie: in questo modo, avrà una maggiore libertà di azione. Si incarica così di dirigere un'operazione anti-HYDRA assieme a Hunter e Bobbi. Fitz e Simmons, assieme a Banks, indagano sul progetto spaziale e si recano con un squadra in un magazzino. Improvvisamente, Banks uccide tutti i suoi uomini e poi si suicida: si scopre che era controllato dal misterioso telepate visto già nello scorso episodio, che poi prende con sé i due scienziati.

Coulson, Hunter e Fitz rapiscono l'ultimo fratello in vita di Ward, Thomas, mentre questi ha in ostaggio Fitz e Simmons, i quali devono dirgli come hanno fatto a passare attraverso il portale. Tuttavia, durante gli interrogatori, Coulson chiama Ward, allo scopo di trovare un patto perché tutti e tre possano vivere. Thomas spiega che entrambi ebbero un'infanzia difficile, e che Ward tentò sempre di difenderlo, almeno sino al giorno in cui non cadde nel pozzo, che cambiò totalmente la sua vita.
Ward richiama, cadendo in trappola, poiché la telefonata viene rintracciata: l'HYDRA è in Irlanda.

MacKenzie decide di mandare un battaglione per aiutare Coulson. Nel frattempo, Fitz giunge ad un accordo: sarà lui ad andare oltre il portale, realizzando il sogno dell'HYDRA. Poco dopo, Ward viene convinto ad andare anche lui sul misterioso pianeta da Malick, il quale afferma che, così facendo, dimostrerà di essere il vero leader dell'HYDRA. Assieme ad un gruppo di soldati e Fitz, Ward entra nel portale; Coulson, dal jet, se ne accorge, e decide di seguirlo: si lancia dal medesimo con un paracadute e si introduce nel portale prima che si richiuda.

Nel finale, viene mostrato che gli agenti dell'HYDRA sono giunti sul pianeta, nel mezzo di una tempesta di sabbia. Anche Coulson, improvvisamente, sbuca dal portale, ma rotola per una collina e batte la testa, rimanendo freddo e inerme.

Il portale

Se questo episodio fosse il mid-season finale, guadagnerebbe anche mezzo voto in più, ma sappiamo che la prossima settimana ci sarà un'altra puntata.
Almeno non dovremo aspettare mesi per scoprire il fato di Coulson, che in questo episodio è stato finalmente mostrato sotto una luce molto diversa dal solito: un Phil Coulson furioso, arrabbiato, ma non accecato dall'ira, capace comunque di riuscire a generare un piano per contrastare le forze che gli sono avverse. Almeno, fino alla fine dell'episodio, quando l'avventatezza prende il controllo di lui. Persino Clark Gregg è sembrato più convincente del solito.
Continuo a non capire come mai Daisy venga utilizzata così poco, in questo episodio (in cui avrebbe potuto avere un ruolo molto più importante, considerando la centralità di Coulson) sarebbe dovuta essere molto più presente.
Quanto meno, assistiamo ad un Ward che continua a macinare consensi, soprattutto grazie all'ottima interpretazione di Brett Dalton, capace di farlo sembrare sempre più oscuro e malvagio. Le sue dinamiche con Gideon Malick (un ottimo Powers Boothe) sono estremamente interessanti, ed è bello vedere come questi veda in lui il suo erede. Per altro, Malick cita "suo padre" nella puntata: che il padre di Gideon fosse Albert, il successore di Johann Schmidt come Teschio Rosso nei fumetti? Forse lo si potrebbe scoprire in Agente Carter.
Fitz e Simmons vengono di nuovo separati. La loro storia d'amore è più tormentata del sud-est asiatico. Leo finisce persino col sacrificarsi per la sua amata, la quale è costretta a guardare l'altro uomo più importante della sua vita tentare di salvarla per la terza volta in tre stagioni. Quello che mi interessa è però capire ora cosa succederà sull'altro pianeta: Fitz tenterà di uccidere Ward? E cosa farà con Will?
Una parolina, poi, su Rosalind. La sua morte è stata sicuramente un colpo, visto che è accaduta d'un tratto, senza alcun preavviso, tuttavia penso che sia stato troppo presto per farla morire: se avessero sviluppato meglio il rapporto con Coulson si avrebbe avuta una differente e molto più potente risposta emozionale.
Ho molto apprezzato, infine, la regia dell'episodio: spero di rivedere Kate Woods all'opera su questa serie.

Non ho ravvisato grossi riferimenti ai fumetti, o che fossero degni di nota. Agents of SHIELD torna l'8 dicembre; ci rivedremo allora!


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Articolo di Klaus Heller

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