AND THEN THERE WERE NONE - Recensione della mini serie della BBC


AND THEN THERE WERE NONE è un gioiellino prodotto dalla BBC, la trasposizione televisiva del romanzo capolavoro di Agatha Christie (edito in Italia col titolo "Dieci Piccoli Indiani").

Ne abbiamo già parlato qui AND THEN THERE WERE NONE - La miniserie della BBCintroducendo la serie e commentandola, ma senza spoiler. 
Vi rimando a quell'articolo per una visione globale sulla miniserie. 

Mentre se continuerete a leggere, commenteremo insieme i tre episodio. 

Quindi, ATTENZIONE, seguono SPOILER!
La mini serie della BBC è una trasposizione molto fedele del romanzo di Agatha Christie, un romanzo già di per sé capolavoro, sviluppato seguendo i canoni dell'enigma della camera chiusa doppia, dove il delitto viene commesso in circostanze apparentemente impossibili, in un ambiente circoscritto, come una stanza chiusa dall'interno o, come nel nostro caso, su un'isola che non si può raggiungere o lasciare, con un numero ristretto di persone che sono quindi tutte sospettate.

Scritto da Sarah Phelps
Diretto da Craig Viveiros
Voto 10 e lode




Uno dei primi fotogrammi che vediamo è questo cappio, che in realtà è il gancio della tenda del finestrino del treno sul quale sta viaggiando Vera Claythorne per raggiungere il suo nuovo misterioso datore di lavoro, il Signor U.N. Owen.



Vera infatti è stata contattata dall'ufficio di collocamento per fare la segretaria di questo misterioso e facoltoso signore, che ha anche pagato un congruo anticipo per le spese...

Allo stesso modo il signor U.N. Owen ha contattato altre 9 persone e con motivazioni differenti, le ha riunite tutte sulla Soldiers Island, dove 10 sconosciuti si ritrovano e iniziano a conoscersi.


E' a cena che si comincia a scoprire qualcosa di questo bizzarro soggiorno. I domestici, come da precise indicazioni ricevute, fanno partire un messaggio registrato (altrove, da un attore che pensava di recitare per uno spettacolo).

"Signore e Signori. Silenzio, prego! Siete accusati dei seguenti crimini. Edward George Armstrong, di avere ucciso Louisa Mary Clees. Emily Caroline Brent, di avere ucciso Beatrice Taylor. William Henry Blore, di avere ucciso James Stephen Landor. Vera Elizabeth Claythorne, di aver ucciso Cyril Oglivie Hamilton. Phillip Lombard, di aver ucciso 21 uomini, membri di una tribù africana. John Gordan MacArthur, di aver ucciso  Henry Richmond. Anthony James Marston, di aver ucciso John e Lucy Coombes. Lawrence John Wargrave, di aver ucciso Edward Seton. Thomas e Ethel Rogers, di aver ucciso Jennifer Brady. Imputati alla sbarra, come vi dichiarate?"

L'improvvisa accusa, così specifica per ciascuno, ha provocato un repentino cambio dell'atmosfera e dell'umore degli ospiti, e la gratitudine verso il misterioso, quanto assente, signor Owen, ora si è trasformata in sospetto, astio, insofferenza. Tutti i presenti si affrettano a sottolineare come siano tutte menzogne, quanto sia inaccettabile che vengano accusati così! 
Tranne Philip Lombard (Aidan Turner), che si stupisce della precisione dell'accusa verso di lui e conferma che sì, lui è un mercenario, ha ucciso quelle persone e non se ne pente, ma la sua riflessione va oltre 

"O sono l'unico colpevole, o questa stanza è piena di bugiardi"

Ed è qui che tutto inizia. Inizia l'incubo, inizia la paura, inizia la claustrofobia, inizia prima di tutto il confronto con se stessi e con la propria coscienza. La serie riesce benissimo a riprendere l'atmosfera del romanzo e a sottolineare le varie reazioni, l'imbarazzo, soprattutto. Tutti hanno quell'espressione come se fossero stati sorpresi a fare qualcosa di estremamente imbarazzante...  ma ancora non è chiaro se sia l'imbarazzo di una situazione spiacevole o l'imbarazzo dell'essere stati smascherati. 

E proprio in quel momento Tony Marston soffoca bevendo del whisky. In un momento è a terra morto. Il mattino dopo, la signora Rogers, che aveva avuto un malore dopo la dichiarazione di colpevolezza, viene trovata morta. 

Vera Claythorne è la prima a fare il collegamento con la poesia che ha trovato appesa in camera sua e con le statuine sul tavolo della sala da pranzo. Le statuine erano 10, ora sono 8 e la poesia recita:
“Dieci soldatini se ne andarono a mangiar, uno fece indigestione, solo nove ne restar. 
 Nove soldatini fino a notte alta vegliar: uno cadde addormentato, otto soli ne restar.
 Otto soldatini se ne vanno a passeggiar: uno, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar.
 Sette soldatini legna andarono a spaccar: un di lor s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar.
 I sei soldatini giocan con un alvear: da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar. 
Cinque soldatini un giudizio han da sbrigar: un lo ferma il tribunale, quattro soli ne restar. 
Quattro poveri negretti salpan verso l’alto mar; uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar. 
I tre soldatini allo zoo vollero andar: uno l’orso ne abbrancò, e due soli ne restar. 
I due poveri negretti stanno al sole per un po': un si fuse come cera e uno solo ne restò. 
Solo, il soldatino in un bosco se ne andò: ad un pino s’impiccò e nessuno ne restò”.

A ritmo serrato tutti gli ospiti cominciano a morire in modo analogo a quello descritto dalla poesia: il generale John McArthur (Sam Neil) viene ritrovato morto, il domestico, sig. Rogers (Noah Taylor) ucciso mentre taglia la legna, Miss Emily Brent (Miranda Richardson) viene uccisa con il suo ago da maglia. Man mano che le persone muoiono, spariscono anche le statuine sul tavolo da pranzo.
 Diventa sempre più forte il sospetto che l'assassino sia uno di loro, ed è necessario restare uniti. I sospetti si indirizzano verso ogni direzione, chiunque potrebbe essere il colpevole. Ma soprattutto crescono i sensi di colpa... Gli unici che sembrano immuni da questa sensazione sembrano essere Lombard e il giudice Lawrence Wargrave (Charles Dance), Philip Lombard è cosciente di trovarsi  preda in una caccia e ha tutte le intenzioni di uscirne vivo, il suo senso morale è quanto meno ambiguo, non si sente colpevole e non ritiene di meritare la pena capitale. Anche il giudice dichiara di essere innocente, raccontando la storia della condanna di Edward Seton, che l'opinione pubblica aveva ritenuto innocente, ma che lui aveva condannato senza alcun dubbio sulla sua colpevolezza.

Il giudice ha anche l'intuizione che confonde ulteriormente le idee, mentre Lombard rimane convinto che ci sia qualcun altro sull'isola, Walgrave nota qualcosa di interessante nel nome del loro ospite: U.N. OWEN -> Unknown (sconosciuto). 

Il giudice viene trovato con un colpo di pistola alla testa, rimangono in 4: Vera Claythorne (Maeve Dermody), Philip Lombard, il dr.Armostrong (Toby Stephens) e William Blore (Burn Gorman).

 In preda alla disperazione decidono di festeggiare, di bere e di stordirsi, per poter dormire, per poter avere pace, anche solo per un'ora. Perché questa attesa è devastante, non sapere chi sarà il prossimo, nè quando, nè dove...non sapere chi è il responsabile che li sta punendo uno a uno.... perché della colpevolezza degli altri sono tutti abbastanza certi. Come ognuno è colpevole del crimine ascrittogli, così saranno colpevoli tutti, no? E allora la punizione scenderà implacabile su ciascuno.

E' Blore che, per primo, ammette in qualche modo la sua colpa. Dopo averci mostrato ciò che ha fatto (picchiare a morte un ragazzo con l'unica colpa di essere omosessuale), Blore in qualche modo si pente e ci mostra quello che avrebbe dovuto fare (lasciarlo andare). Con la disperazione dell'ineluttabilità, quel che è fatto è fatto, non si può tornare indietro e non si può scampare la - giusta - punizione, 
 “forse siamo già morti e non lo sappiamo, e questa è la punizione dell'inferno"
E' un'ipotesi più che plausibile per lo spettatore, che ancora non sa, non capisce, non ha elementi aggiuntivi, rispetto a quelli in mano ai 4 sopravvissuti, per capire cosa stia succedendo. 

E questa è la grandissima forza della serie (e del romanzo). L'assenza del detective (che è presenza costante nei romanzi della Christie con Poirot e la Marple) che raccolga gli indizi e li metta insieme per arrivare alla soluzione dell'enigma, lascia che gli indizi siano sparsi ovunque senza essere raccolti. Lo spettatore non sa da che parte guardare, non sa a chi guardare e di chi fidarsi. In un enigma con le caratteristiche della camera chiusa doppia, non abbiamo una guida, una persona a cui affidarci, siamo in balia degli eventi, proprio come i personaggi. E sentiamo tutto lo smarrimento, la disperazione, l'angoscia, la paura e la claustrofobia di un ambiente da cui non si può scappare. 

Nella notte il dr. Armstrong esce da solo, Lombard e Blore lo seguono, ma non lo trovano. Iniziano quindi a pensare che il colpevole sia lui. Poi viene trovato morto Blore, con un coltello nel petto e una pelle d'orso sul corpo. Rimangono solo Vera e Philip. Vanno in spiaggia, dove trovano il corpo di Armstrong. A quel punto Vera, convinta che l'assassino sia Philip, gli prende la pistola e lo uccide. Ora è rimasta sola, dovrebbe sentirsi sollevata, perché l'assassino è morto. Ma in realtà è preda dei suoi incubi, il passato torna a ricordarle cosa ha fatto. Ha provocato la morte del ragazzino di cui era istitutrice perché il suo fidanzato (lo zio del ragazzino) potesse ereditare al suo posto e loro potessero vivere per sempre felici e contenti. Peccato che il fidanzato abbia capito quello che era successo e,  anche se l'indagine che ne è seguita l'ha scagionata, lui aveva capito la verità e l'ha lasciata. Con questi pensieri (l'omicidio, la perdita dell'amore e del lavoro...) sale le scale e arriva in camera sua, dove un cappio è stato appeso al gancio sul soffitto e una sedia è stata posizionata sotto. Senza pensarci sale e si impicca.

 "Solo, il soldatino in un bosco se ne andò: ad un pino s’impiccò e nessuno ne restò”.

E invece no, si apre la porta, con il grandissimo colpo di scena finale e il giudice Wargrave fa capolino. Qui c'è l'unica nota dolente di questo adattamento: mentre il giudice spiega a Vera cosa ha fatto e perché, lei penzola dal cappio, con i piedi che si tengono a malapena alla sedia rovesciata. L'espediente del romanzo per la rivelazione del colpo di scena è decisamente più efficace e meno grottesco, ma dal momento che tutto il resto è stato decisamente impeccabile, possiamo soprassedere.

Il giudice spiega quindi alla Claythorne che ha usato l'ingenuità di Armstrong per inscenare la sua morte, con la scusa che poi avrebbero indagato meglio se lui fosse stato ritenuto morto, e poi per ucciderlo e che è stato mosso da due diversi aspetti della sua natura, che lo hanno sempre caratterizzato: il senso di giustizia e il sadismo nel provocare la morte. Queste due caratteristiche erano state canalizzate perfettamente nella sua carriera di giudice, dove poteva punire i colpevoli con la forca, ma ora voleva qualcosa di più. Complice una condanna da parte di un male incurabile, ha messo in atto questo grande spettacolo: il delitto perfetto, anzi, il massacro perfetto, punendo crimini che non sono stati riconosciuti tali dalla macchina della legge, uccidendo con le proprie mani, e lasciando agli inquirenti una strage senza soluzione.

E per fare ciò scende, si siede al tavolo da pranzo, riempie due bicchieri di vino, pulisce la pistola e si spara, lasciando che il rinculo del colpo posizioni la pistola davanti al secondo bicchiere di vino, lontano da lui. Il genio puro.
Questo adattamento televisivo è l'unico, finora, con il finale originale, la Christie stessa aveva curato un adattamento per il teatro, cambiando il finale e facendo sopravvivere Philip e Vera, in quanto innocenti. Anche in quel caso è predominante il tema della punizione: l'assassino merita di morire? Il tema del giustiziere  che uccide quelli che rimangono fuori dalla macchina della giustizia è ben noto, sia al cinema (qualcuno ricorda un certo film del 1983 con Micheal Douglas?) che nelle serie tv (per rimanere tra quelle recenti possiamo citare Dexter), il romanzo della Christie probabilmente è il papà di questo filone, il primo perfetto capostipite di un genere che appassiona sempre. La perpetua diatriba tra la giustizia istituzionale e la giustizia fai da te. Si può punire un colpevole? Siamo migliori dei colpevoli? Se sì, perché non possiamo punirli anche se in tribunale non sono stati ritenuti tali? 

Un altro elemento interessante di questa serie e del romanzo della Christie è la varietà degli ospiti-colpevoli. Agatha Christie non ha mai avuto paura di guardare in faccia il male e sapeva che si poteva nascondere ovunque e in qualunque classe sociale. Qui troviamo il  rampollo di buona famiglia,  professionisti (medici e insegnanti), un generale dell'esercito e un poliziotto, dei domestici, una donna nota per la sua fede religiosa... Non ci sono classi sociali che non possono essere coinvolte in omicidi e lei non ha risparmiato questo ruolo a nessuno. Ha sempre creduto che, semplicemente, chiunque avrebbe potuto uccidere, se avesse pensato di poterla fare franca. 

Per concludere sottolineerei la perfezione delle atmosfere, della recitazione, dei dialoghi e dell'ambientazione. Tutto assolutamente perfetto. Questo adattamento è l'omaggio migliore che si sarebbe mai potuto rendere a un'opera perfetta quale "And Then There Were None" di Agatha Christie. Un drama coinvolgente e travolgente, che lascia senza parole fino all'ultimo istante.

Questo il mio commento, fatemi avere i vostri! 
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Articolo di Anna Galimberti

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