MR ROBOT - Rami Malek miglior attore ai Vulture Awards 2016





Questa settimana vi presentiamo la terza edizione dei Vulture Awards, che onoreranno il meglio della tv dell'anno passato. Questa volta avremo un approccio più puro, con temi più profondi e critici su tre diverse categorie: show, attore e attrice. Gli show che sono stati considerati devono essere in onda, e questo squalifica quelli terminati lo scorso anno, e devono aver concluso la loro stagione entro il 29 Giugno.

E' abbastanza difficile essere l'attore protagonista in una serie drammatica, specie se sei in quasi tutte le scene  e ancora di più quando il tuo personaggio narra lo show. Il cyber-thriller di Usa Network "Mr Robot" carica la sua star Rami Malek di tutte queste responsabilità e aggiunge: è uno degli show più incredibilmente interiori, che ti invita nello spazio mentale del protagonista, l'esperto di computer e vigilante segreto Elliot Alderson, e ti mostra il mondo come lo vede lui. Ogni immagine, situazione o scambio è sottilmente (nemmeno troppo) uniformato alla sua percezione soggettiva. Sembra che si rivolga direttamente a noi, ma anche a se stesso, spesso in modo ironico, quando parla di quello che gli succede, al punto di apporre cinici soprannomi senza rivelarci quelli veri (la fabbrica di cyber security per cui Elliot lavora è assunta a sua volta da una sinistra compagnia che tutti nello show chiamano Evil Corporation perchè Elliot la vede così). 

In cima a tutto, il personaggio presenta molte facce, una differente temperatura emotiva, una vibrazione diversa a seconda della persona con cui sta parlando, di cosa c'è in gioco o se sia sobrio o strafatto (è un drogato di morfina e ogni tanto fuma anche l'erba). Elliot dice di avere un disordine di ansia sociale e questo si manifesta  nel linguaggio corporeo di Malek, una postura di chiusura durante gli incontri della compagnia, alternativamente nervoso e distaccato mentre parla con le donne, quel suo evitare il contatto visivo all'inizio di conversazioni con uomini di cui non ha ancora identificato il punto debole. Ma Malek ha anche una grande sicurezza che viene fuori quando Elliot si vendica, usando l'unica fonte di potere che ha : le sue capacità tecnologiche.

Questo è il tipo di compito che farebbe guadagnare la gloria ad un attore che può destreggiarsi tra tutti gli aspetti di un eroe senza fare passi falsi. E'facile immaginare qualcuno nel ruolo di Elliot essendo un momento troppo carino e quello dopo quasi catatonico. Ma Malek è andato molto oltre, lavorando col creatore della serie Sam Esmail e i suoi co-protagonisti con intelligenza e pochi gesti, recitando con il regista invece che standogli solo accanto, come solo un vero attore può fare. Gli sforzi dei suoi compagni del cast sono più intensi e credibili perchè Malek è lì come nostra guida e prendendo seriamente ogni assurdo scenario, facendo notare il suo disappunto con gli occhi, il corpo, i dialoghi e la voce fuori campo, creando la più sottile e profonda performance da attore protagonista, un campo elettrico che sembra dare energia ad ogni altro elemento, come se l'attore fosse la presa della corrente a cui Mr Robot ha scelto di attaccarsi.


IL CASO DI RAMI MALEK

1. Conosciamo Elliot Alderson (1.1, “eps1.0_hellofriend.mov”)

Guardate come si comporta Malek nella scena di apertura di Mr Robot, quando si confronta con il proprietario di una caffetteria che segretamente è un pornografo infantile. Sembra quasi implodere sulla sedia, evidenza fisica dell'ansia di Elliot. All'inizio non guarda negli occhi la sua preda, questo è uno schema per Elliot, ma quando comincia a rivelare il caso che ha costruito contro il pornografo, si gira a guardare l'uomo negli occhi e lascia trasparire un piccolo sorriso nella sua voce.

Alla fine quando si alza dal tavolo, lui è l'eroe consumato e malfamato che crea la sua forma di giustizia, fuori dal radar e oltre i limiti delle istituzioni e c'è una trionfante qualità nel modo in cui Malek dice addio. Mentre esce dalla porta però, il suo linguaggio del corpo lo fa ritornare nell'anonimato: potrebbe benissimo essere uno dei tanti ragazzi di colore con un cappuccio e uno zaino che escono da una caffetteria prima che la polizia faccia irruzione perchè non si sente a suo agio ad affrontare tutto questo. 
2. Elliot va su di giri (1.2, “eps1.1_ones-and-zer0es.mpeg")
Questa lunga sequenza vi dà un'idea della varietà di emozioni e stati psicologici che Malek deve recitare e con quale precisione le mette in atto in ogni momento. Il suo comportamento quando affronta il fidanzato pappone della sua spacciatrice, e qualche volta amante, è perfettamente calibrato, sembra dire contemporaneamente "Non ho paura di te " e "Non voglio causare problemi oggi perchè non sono pronto". Mentre è sotto l'effetto della morfina i suoi arti sembrano diventare di gomma, spasticamente scossi dalla frustrazione. Scivoliamo nella paranoia mentre capisce di essere stato imbrogliato quando ha hackerato la mail di Tyrell, seguito da una rara esplosione di panico e rabbia espressi fisicamente (Elliot che distrugge il suo computer e brucia il chip nel microonde).
Ci sono tracce di commedia noir anche, questo è uno show divertente, almeno a volte, come quando Elliot dà un calcio ad un termosifone difettoso e guarda impassibile il suo cane che ha appena fatto la pipì su un cuscino. Vista così, la scena non è particolarmente memorabile, non sarebbe una recitazione con la R maiuscola, ma ciò che cattura della sua performance è come Malek riesca a passare in maniera impercettibile da un temperamento all'altro. 
3. Elliot diventa (temporaneamente) una persona rispettabile (1.3, “eps1.2_d3bug.mkv”)
Questo è stato il momento in cui molte persone (incluso chi scrive) si sono innamorati di Mr Robot: dopo che il personaggio da cui il titolo prende il nome va a fargli visita sul suo posto di lavoro, che lo sta pressando per unirsi formalmente alla fsociety, Elliot accetta di andare in un bar a parlarne. Finisce col ribattere che lui non vuole farne parte e (teoricamente) sollevato da ogni responsabilità. Questo dà il via ad una scena divertente in cui Elliot giura di "essere più normale ora". Inizia a fare tutte le cose che una persona "normale" fa in America: andare a vedere i film Marvel, mettere cuoricini alle foto su Instagram, bere latte alla vaniglia o trovarsi una ragazza.

La sequenza ci riporta alla mente la scena di "Raindrops Keep Falling on My Head" in Spiderman 2, quando Peter Parker decide di smettere di essere Spiderman. Malek ci si butta a capofitto, si arrende, veramente, sorseggiando un caffè freddo pavoneggiandosi come se contenesse il nettare degli dei. Ascoltate come la voce di Malek si abbassa di un'ottava. "Da adesso in poi vivrò una vita libera dai bug" dice Elliot nella voce fuori campo, registrando quella che potrebbe definirsi un'impazienza anestetizzata "tutto per proteggere la mia perfetta confusione". La narrazione di Malek è di una tale bellezza, recitata soprattutto con la cadenza di uno studente strafatto che controlla i compiti per vedere se ci sono errori. Di scena in scena, lui usa la sua voce melodiosa per variare gli effetti e calibrare il tono dello show. Più tardi, quando Elliot accetta l'invito a cena del suo capo Gordon che chiede se può portare la sua fidanzata, sembra di essere ne "Il Laureato" o nell'originale "Lo Spaccacuori", la commedia di giovanile ottimismo, immune ai duri fatti della vita. Quando Malek recita quella battuta "Non gliel'ho ancora chiesto, ma spero dica di si" infonde 40 anni di commedia romantica in un singolo istante di volontaria illusione. Ora crede nell'amore, perchè non dovrebbe?


PERCHE' LO ABBIAMO NOMINATO

Fare un elenco del genere deve essere difficile ogni anno, ma il calibro della performance è così alto che anche nei migliori show, la recitazione tende ad essere più consistentemente intelligente e eccitante della scrittura. E anche allora devi tener conto di che tipo di recitazione uno show richiede, alcuni lavori sono più semplici, altri meno. Poche performance hanno dominato i miei pensieri, e per quanto questo possa essere ingiusto verso gli show che mirano a qualcosa di più semplice e diretto, essi tendono ad avere una grande complessità tecnica, in cui gli autori hanno chiesto agli attori di agire in modo contrario in ogni episodio. Per citarne alcuni, Kevin Spacey in House of Cards o Matthew Rhys in The Americans, essi hanno tutti  una grande consapevolezza di sè. 

Jeffrey Tambor in Transparent nel ruolo di Maura, un patriarca che sta diventando una matriarca, è una delle più grandi interpretazioni televisive degli ultimi anni, un affascinante ritratto di progressiva evoluzione personale. C'è una ricerca dell'anima molto differente ma ugualmente affascinante in Mr Robot e, anche se  c'è una mancanza di trasformazione fisica, la frammentata ricchezza della coscienza di Elliot è formidabile come sfida, e si annida in una serie che non è ambientata nella "realtà" di per sè, ma in un universo di genere, uno che inizia come un thriller delle corporazioni e satira sociale, prima di virare bruscamente verso la fantascienza (dopo che il mondo di Elliot si rivela essere nelle mani di forze malvage). In questo caso Malek supera Tambor dato il livello di esistenza in cui deve navigare mentre comunica i progressi del suo personaggio.

Adoro la torturata fermezza di Matthew Rhys in The Americans nel ruolo di Philip Jennings, una spia russa che lotta per rimanere leale  alla sua famiglia e alla sua patria nonostante profondi rimorsi morali. Sia Elliot che Philip sono entrambi dei misteri per se stessi, entrambi indossano delle maschere per il mondo. Il personaggio di Rhys è depresso e cupo, ma quando sorride o ride, rimani colpito, cosa che non sorprende invece di Malek, che sembra sempre confidare in noi con i suoi occhi e la narrazione dello show.

Come Esmail, Malek è di origini arabe, egiziane per l'esattezza, e questo viene evidenziato anche nello show attraverso piccoli indizi, come farci intendere che sua madre è mediorientale attraverso un flashback e alcune fotografie , o Elliot che tormenta il pornografo infantile notando che ha cambiato nome per renderlo più "americano". Il casting di un attore di colore in un ruolo che di solito è interpretato da un bianco non deve sempre essere degno di nota: può essere una scelta culturale o di box office, un tentativo di dare una scossa alle norme culturali o solo il caso di un regista che decide di puntare su un attore di colore perchè gli piace la sua energia. Però è degno di nota perchè avere Malek nel ruolo rende meno astratto il tema dell'emarginazione. La sua performance è più impressionante perchè vediamo qualcuno con abilità da non-bianco navigare in questo mondo come un outsider. 

Con questo non vogliamo dire che la bravura di Malek dipende solo dalla sua etnicità, il suo lavoro è tecnicamente superbo ad ogni livello. Questo è un chiaro esempio di cosa può fare un casting non tradizionale quando si tratta di creare un personaggio memorabile. Tutto quello che devi fare è prendere un talentuoso attore che può evocare i più profondi elementi della visione di un regista con il suo viso, il suo corpo e la sua voce così sottile che non c'è bisogno di spiegazioni. Grazie al modo in cui Malek incarna il personaggio e il modo in cui Esmail lo scrive, la performance stessa diventa un'affermazione politica ma senza che venga proclamata tale. 

Nello stesso tempo, il retaggio culturale di Malek e Esmail non è mai molto lontano dalle menti degli autori, dato che lo stesso Esmail ha parlato di come la tecnologia durante la Primavera Araba abbia ispirato il personaggio di Elliot. La realtà fisica ed emotiva di essere L'Altro, di volersi mettere nei suoi panni, e allo stesso tempo, di buttare tutto giù, è qualcosa che le persone di colore capiscono più a fondo dei bianchi americani. Questa cosa fa parte del sottotesto di Mr Robot ma è sempre presente, e il tocco da maestro è che Esmail e Malek sono sempre molto circospetti su fino a che punto l'estetica sia importante. E' solo un filo dell'arazzo o è ciò che tiene insieme il tutto? E'impossibile da dire, ma c'è, e fortifica la nostra reazione alle scene di Elliot che tratta con i boss bianchi, incluso Tyrell Wellick, che somiglia così tanto al personaggio di Patrick Bateman che dovrebbe indossare un golfino allacciato sul collo.

La scelta dell'uniforme di Elliot è un cappuccio, un semplice pezzo di tessuto che divenne simbolo di appartenenza dopo l'uccisione di Tryvon Martin. Lo sguardo diffidente e la reticenza di Malek combinati con il guardaroba e le caratteristiche  del personaggio contribuiscono a renderlo un eroe ermaginato culturalmente. A differenza di molti personaggi ribelli, Elliot non ha solo l'impressione di non appartenere a qualcosa, ne è consapevole. La sua alienazione, il suo scetticismo, il suo cinismo, la sua riluttanza ad impegnarsi nella vita, che lui considera solo teorica e quindi non correlata alla carne e alle sue necessità non è una posa, ma è reale ed urgente grazie a Malek che la rende palpabile e fa sembrare reale il bizzarro racconto di Esmail.

Per dirla in maniera semplice, il personaggio e l'interpretazione di Malek sono più importanti e originali di ogni altra cosa sulla tv americana. E' sia un lavoro di arte che una dichiarazione. Malek potrebbe identificarsi con Mr Spock, Bruce Lee o Tony Montana. Non è solo un attore che interpreta un ruolo, è un poster in camera da letto che si rivolge ad una specifica condizione umana e dice "tu sei compreso".

Fonte: Vulture   


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Scritto da Chiara F74

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