LUCIFER - "Tu chiamale se vuoi... emozioni" Recensione dell'episodio 2x15 "Deceptive Little Parasite"


Dopo aver ottenuto dalla madre un’importantissima informazione Lucifer ha messo fine al brevissimo e finto matrimonio con Candy. Il rapporto con Chloe, delusa dal suo comportamento, stenta. Riuscirà a conciliare il piano di raggiungere il Paradiso con i sentimenti che il nostro piccolo diavolo ha cercato di mettere a tacere? Ecco la recensione di quanto è accaduto nell’ultimo episodio. 



Charlotte ha spiegato al figlio che il pugnale di Azrael è la Spada Fiammeggiante, l’unico mezzo per passare attraverso i cancelli dell’Eden. Quello che lei e Amenadiel non sanno è che il pugnale è più vicino di quanto pensassero. Il nostro diavoletto l’aveva nascosto, onde evitare ulteriori massacri, in una parete del suo appartamento.

Ora bisogna solo accenderla e, dal momento che Lucifer è il portatore di luce per antonomasia, tocca a lui farlo. Ma come?
Proviamo con la rabbia. Pensa a tuo padre. Pensa a tuo padre. Pensa a quello che ti ha fatto, al modo in cui ti ha cacciato e fatto diventare il signore degli inferi. Avanti. Forza, insisti… ci sei quasi, … Nope, così non funziona.
E se provassimo con un bel cazzotto di Amenadiel? Magari un calcio dove non batte il sole potrebbe fare al caso nostro. No no, ragazzi, state sbagliando tutto, non è così che arriveremo al risultato.

Sarà meglio chiedere ad uno specialista. Solo che Linda sembra troppo presa a fantasticare su come sia il Paradiso per poter essere di una qualche utilità.




E poi continua a parlare di muri da abbattere e nascondini. Bah, chiacchiere inutili e incomprensibili.

Ma allora come diavolo deve fare il nostro diavolo per controllare le sue emozioni e far accendere quella dannata spada?

La risposta sembra arrivargli proprio mentre indaga con la detective su un caso di omicidio. La responsabile delle ammissioni ad una prestigiosa scuola per bambini è stata pugnalata alla schiena con un paio di forbici da inaugurazione. Un’arma di fortuna e il fatto che la vittima avesse voltato le spalle al suo assassino sembrano indicare che i due soggetti si conoscevano. L’indagine inizia, quindi, dalla scuola. La Starford. Uno spocchioso quanto ovvio richiamo alla ben più nota Stanford, naturalmente. Un luogo in cui ai bambini viene insegnato come controllare le proprie emozioni in qualsiasi frangente.

Bingo! Ecco quello che ci serviva! Ma il tenero libricino “Tu e le tue emozioni”, gentile omaggio del direttore della scuola, non dà spiegazioni soddisfacenti.


L’unica soluzione è iscrivere un figlio. Ma uno scapolone dedito al divertimento e per nulla amante dei più piccoli dove mai potrà trovarne uno? Ma è ovvio, a casa di Chloe, dove sennò?
Cogliendo al volo l’occasione, Lucifer si offre di accompagnare Trixie a scuola, non specificando a quale scuola intenda portarla. Così, ottenuta la complicità della bambina che si fingerà sua figlia, il nostro diavoletto si intrufola alla Starford, senza sapere che la madre e il padre della piccola sono proprio lì, ad indagare.


Scopriranno come Trixie sia una piccola adulta, dotata di un’intelligenza e di una sensibilità non comune che l’avvicineranno di più a Lucifer, con cui condivide la difficoltà ad esprimere i propri sentimenti a chi ama. Sembra proprio che quel “piccolo parassita ingannevole” si stia facendo strada nel suo cuore.


Nel mentre, Charlotte le prova tutte per velocizzare la faccenda dell’accensione e della relativa ascensione. Ma né un rendez-vous con tre Decker né l’aggressione di un pericoloso rapinatore danno i risultati sperati. La forza della dea è cresciuta esponenzialmente, al pari della sua impazienza. E la cosa è alquanto sospetta.

La detective, dal canto suo, è alle prese con l’indagine ma anche con una coinquilina completamente disinteressata e inadatta all’ascolto. Chloe vorrebbe sfogare con qualcuno le sue emozioni, i pensieri confusi che le passano per la testa ma Maze non è il tipo da confidenze. Lei prende a pugni la gente, non è mica abituata ad essere gentile. Ma è un’amica e, nel momento del bisogno, non fa mancare il suo appoggio.


Specie se deve farle compagnia in un posto che le ricorda casa: il party commemorativo della scuola, piena di genitori avviliti e isterici pronti a colpirti alle spalle, in senso figurato e non.
Il piano escogitato sembra a prova di idiota, ma non è a prova di Lucifer che, troppo concentrato su di sé e i suoi problemi, permette all’assassina di prendere la pistola di Decker e puntarla su un’attonita e curiosa folla di astanti. Per fortuna, Chloe le parla e salva la situazione.

Comunque niente paura, in ogni caso, Maze era pronta per un placcaggio degno del miglior giocatore di rugby.


Le emozioni, non si possono controllare, caro Lucifer, Linda aveva ragione. Si può solo imparare a riconoscerle, a capire quali siano, a non evitarle. A non fingere, come ha fatto Trixie, per proteggere sua madre da ulteriori preoccupazioni. O come hai fatto tu, per proteggere te stesso da sentimenti inopportuni, per non affrontare il dolore per ciò che è accaduto con tua madre e con Chloe.


Difatti, una volta aperto il cuore a quel sentimento, la spada inizia a bruciare. Salvo spegnersi quasi subito, nonostante l’enorme dolore che perfino Amenadiel vede negli occhi lucidi del fratello.


Come mai l’artefatto divino continua a non funzionare come dovrebbe? Eppure Lucifer ha davvero messo tutto se stesso. In cosa sta sbagliando? Soprattutto, cosa sta accadendo a Charlotte? Cos’è quella luce che sta fuoriuscendo da quella piccola ferita al polso? Forse, la sua divinità non riesce più ad essere contenuta nel suo corpo umano?


Chissà se nel prossimo episodio troveremo chi o cosa potrà rispondere a qualcuno di questi interrogativi.

il prossimo episodio di Lucifer andrà in onda lunedì 15 maggio negli USA con il titolo "God Johnson".

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Articolo di Heather Purple

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