THE X-FILES - "This". Recensione 11x02


Il secondo episodio dell’undicesima serie di The X-Files intitolato “This”, ha il merito di riportare sul piccolo schermo l’accoppiata vincente Mulder - Scully. I due attori, da anni partner sul set, hanno incanalato nel corso dell’episodio l’alchimia e la complicità che da anni contraddistingue la loro interpretazioni e che ha fatto della serie un successo lungo anni. 


Oltre alla bravura dei protagonisti, la puntata funziona perché ci riporta nel passato, con interazioni costante con il futuro. Lo sceneggiatore della puntata Glen Morgan, è riuscito a rendere attuali e dinamici, casi che i due protagonisti affrontavano seduti dietro la scrivania. Ad uno spettatore più attento non è sfuggito il parallelismo con la serie Black Mirror o con quella di prossima uscita Altered Carbon, su Netflix. 


Dopo gli avvenimenti della scorsa settimana, i due agenti si sono rifugiati in una casa isolata, per ricercare un angolo di tranquillità e per riflettere su quanto successo, in particolare su loro figlio William. La pace viene interrotta da un nuovo caso. Come è consuetudine, la serie alterna la storia portante della stagione con il caso del giorno


I due agenti vengono interrotti dall’arrivo di alcuni personaggi dell’agenzia Purlieu Services pronti a fare fuoco su di loro. L’arrivo degli uomini, è anticipato dalla video chiamata di Langly, il noto Pistolero Solitario. L’uomo rivela a Mulder che “se io dovessi essere morto vuol dire che loro sanno che io so”. Un messaggio criptico che lascia gli agenti interdetti. Non hanno tempo di riflettere, subito dopo scappano dalla sparatoria in cui sono coinvolti. Una volta messi in salvo, i due agenti si rivolgono a Skinner per avere maggiori informazioni sul messaggio, il loro capo non fa altro che complicare ulteriormente la situazione. 


 Mulder e Scully per avere un po' di chiarezza, si recano al cimitero di Arlington, dove sono sepolti i tre Pistoleri Solitari, morti 14 anni prima. Qui si rendono conto non solo che lapidi riportano date di nascita e di morte sbagliate, ma anche che quella di Langly punta verso una direzione sbagliata. Decidono di approfondire le ricerche, e trovano l’immagine del Long Lines Building di New York, dove si trova il programma governativo Titanpointe


 I due agenti sono ancora pieni di dubbi, per questo chiedono aiuto a Skinner. Il capo li informa che tutti gli X-Files sono stati digitalizzati. Grazie ad un codice criptato Langly, spinge i due agenti a cliccare su una cartella segreta con la foto di Scully da giovane. Aperta la cartella gli agenti capiscono che la chiave per capire se il Pistolero Solitario è morto o meno, sta nelle mani di Karen Hamby


 Hamby, rivela ai due una verità sconvolgente. Il messaggio di Langly, non è altro che una simulazione dell’uomo. Al Pistolero, gli è stato promesso che la sua coscienza sarebbe stata caricata in una simulazione dopo la morte. Dubbioso che potesse vivere una vita eterna, si è messo in contatto con Mulder. Grazie alla mediazione di Hamby, i due agenti raggiungono Langly, che gli confessa di vivere in un ciber-mondo, in cui ci sono personaggi famosi come Jobs, Crichton. La costruzione in realtà è solo una grande bugia per questo li prega di distruggere il server principale presente a Long Lines Building


 Qui avviene la seconda scena d’azione della puntata. I due si imbattono in nemici e oppositori tanto che Mulder viene fermato e trascinato da Erika Price, conosciuta la scorsa puntata. La donna invita Mulder a guardare il mondo con occhi diversi. Nel frattempo Scully riesce a disattivare il server principale. I due agenti si allontanano dalla stanza in cui vi fanno ritorno con altri agenti dell’FBI, ma lo scenario è totalmente cambiato. All’interno della stanza non ci sono più le macchine. Il classico finale in cui tutto non è più come 5 minuti prima, ci lascia con delle certezze. Erika Price, il nuovo personaggio enigmatico, è riuscita a fuggire, mentre Langly si trova ancora intrappolato all’interno del programma perché i due agenti non sono riusciti a prendere il backup.


La puntata ha al suo interno un paio di scene d’azione, che rendono il ritmo più sostenuto e la puntata più dinamica. A differenza di quanto accadeva nelle prime serie, molti degli enigmi, riescono ad essere risolti, c’è meno suspence. Ora la serie ha la necessità di mettersi al passo con i tempi e con le nuove tecnologie. Prima la serie era guidata dall’innocenza degli anni ‘90, dove l’attenzione dello spettatore, non doveva essere necessariamente catturata con colpi di scena degni delle ultime serie in circolazione. L’episodio, comunque, con le sue scene d’azione risulta ben riuscito. Il merito non va solo alle scene ben riuscita, ma soprattutto alla bravura dei personaggi, che grazie al loro legame di amicizia risultano sempre credibili.


 In questa puntata la storia principale è stata messa in cantiere, per ritrovare vecchi personaggi e dedicarsi al caso simbolo. Possiamo solo sperare che dalla prossima, la mitologia riemerga con tutta la sua forza. Visto le scarse anticipazioni rilasciate dal creatore, aspettiamo con impazienza la prossima puntata.

Per le recensioni precedenti:
Recensione ep. 11x01

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Articolo di Francesca Baranello

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