PLURIBUS - Recensione 1x09 "La Chica o el Mundo" (SEASON FINALE)

La scorsa Vigilia di Natale Apple TV ha fatto un gran bel regalo di Natale, anticipando di due giorni l'uscita del nono ed ultimo episodio della prima stagione di Pluribus. Un finale particolarmente atteso, soprattutto per i risvolti narrativi che l'hanno preceduto e che decreta quanto avevamo già previsto da diverse settimane. Diretto da Gordon Smith (che aveva già curato il terzo episodio) e scritto da quest'ultimo assieme a Alison Tatlock (sceneggiatrice del quarto episodio), "La Chica o el Mundo" mette Carol, come da titolo, di fronte a una scelta importante, la quale arriva dopo una rivelazione tanto prevedibile quanto devastante.

"You win. We save the world."

Come si addice a una serie audace e particolare quale è Pluribus, la prima stagione si conclude con un finale che si muove con un ritmo lento e che può decisamente spiazzare chi si aspettava qualcosa di più roboante e classico, ma ripagando molto bene sia dal punto di vista tematico/narrativo che emotivo. Il prologo è annoverabile fra i migliori degli ultimi anni, con l'unione di Kusimayu, l'ultima rimasta della tribù nativa dei Quechua, agli Altri, un apertura con un impatto potentissimo e che dimostra quanto gli Altri siano disposti a ogni mezzo per portare anche gli immuni dalla loro parte (oltre che essere un riferimento potentissimo alla cancellazione di ogni forma culturale ed individuale). Questo evento ha una forte risonanza con il presente narrativo, considerato che questo è ambientato diversi giorni dopo l'arrivo di Manousos a casa di Carol, vicenda che occupa gran parte dell'episodio. I due comunicano con l'uso di un traduttore, elemento molto ben gestito e che sottolinea quanto i due siano differenti. Da una parte abbiamo Manousos motivato a riportare il mondo alla normalità, con qualunque mezzo, arrivando persino a causare una crisi globale per testare la frequenza sospetta da lui individuata qualche episodio fa, mentre Carol intende rinunciare a quello che aveva pianficato di fare pur di non perdere Zosia. E così, a causa di quanto fatto da Manousos, Carol decide di andarsene con Zosia e le due vivono per diverso tempo insieme, ma l'unione di Kusimayu porta Zosia a rivelare a Carol che gli Altri stanno lavorando per far unire anche lei grazie agli ovuli congelati (menzionati da Zosia all'interno dell'episodio quando Carol scopre che Helen aveva messo un sensore di movimento nell'armadietto dei liquori) e che il virus sarà pronto entro il mese successivo. Ciò fa' sorgere dei dubbi sulla legittimità dei sentimenti di Zosia nei confronti di Carol (la ama davvero o l'ha manipolata come imperativo biologico dato dall'alveare?), la quale, sconvolta da quanto ha scoperto, se ne torna in New Mexico, facendosi portare una bomba atomica (rendendo il dialogo sulla granata del terzo episodio un potentissimo foreshadowing) e accettando di aiutare Manousos. Con questo finale potente nel significato e intenso dal punto di vista emotivo, si chiude quella che è, a conti fatti, la miglior serie del 2025. 

IL PAGELLINO

Nel 2022 Apple TV ordinò due stagioni di una misteriosa serie creata da Vince Gilligan, la mente dietro due grandi serie TV, vale a dire Breaking Bad e Better Call Saul. Già questa premessa, unita alla scelta di Rhea Seehorn come protagonista, aveva acceso tantissima curiosità riguardo al progetto, il quale ha iniziato a rivelarsi a poco a poco solo lo scorso anno. Lo scorso Novembre la serie esordisce sulla piattaforma e, di episodio in episodio, ha conquistato sia la critica (con tanto di nomination ai Golden Globes e ai Critics' Choice Awards) che il pubblico, diventando la serie più vista di Apple TV e togliendo il primato alla recentemente premiata Severance. Pluribus è un racconto di fantascienza che attinge da grandi storie passate del genere (elemento mai nascosto da Gilligan) e che usa il racconto di una pandemia globale per parlare di solitudine, connessione e individualità che si oppone al conformismo e alla massa. La regia è sublime, con ogni inquadratura che vede una costruzione minuziosa e una fotografia che sposa perfettamente con l'atmosfera di quanto viene raccontato, così come il ritmo narrativo e la scrittura, non banale e molto intelligente, e la colonna sonora, firmata da Dave Porter, ormai collaboratore fisso di Gilligan, che crea un aura di mistero e tensione raramente riscontrate nella scena televisiva attuale. A livello recitativo spiccano senza dubbio la già menzionata Seehorn, che da' il volto a Carol Sturka, uno dei personaggi più affascinanti degli ultimi anni, Karolina Wydra, che ha reso la sua Zosia iconica, anche solo con un cambio di espressione e Carlos Manuel Vesga, il cui personaggio è l'elemento che non ti aspetti e che ti cambia le carte in tavola. Insomma Pluribus ha sovvertito ogni aspettativa, diventando uno dei titoli più caldi dell'attuale scena televisiva e di cui sentiremo parlare ancora per tanto tanto tempo, in attesa di una seconda stagione che potrebbe arrivare fra circa due anni.

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Articolo di Ada Bowman

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