AVVISO: LA SERIE è ANCORA INEDITA IN ITALIA, PERTANTO QUESTA RECENSIONE NON AVRà SPOILER SULLA TRAMA!
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Quando si pensava che il genere crime di stampo procedurale non offrisse più nulla di nuovo o stimolante da vedere, Peacock decide di cambiare la situazione con Poker Face, serie creata da Rian Johnson (regista e sceneggiatore degli acclamati film Knives Out e Glass Onion), divenuta a sorpresa un successo di pubblico e critica, nonchè la serie più vista sulla piattaforma streaming di NBC, grazie a uno stile tanto semplice quanto geniale.
"I only know if something is a lie. And outside of poker, less useful than you'd think. 'Cause everyone, they lie constantly. It's like birds chirping, people lying. Just once you tune into it, it's fucking everywhere all the time. And they usually don't lie to cover up some deep, dark secret, but about the stupid, meaningless shit, you know. So, the real trick of it is to figure out why. Why someone is lying."
Poker Face rappresenta una vera e propria sorpresa nel vasto panorama televisivo, che di serie a base di omicidi ne ha fin sopra i capelli. All'esterno questa serie può sembrare il classico procedurale crime, con un caso ad episodio e tutti gli altri elementi tipici del genere, il che è vero, ma in realtà la creatura di Rian Johnson è un omaggio al passato operato in maniera frizzante ed originale. Infatti viene usato il formato "howtocatchem" (o "inverted detective story"), approccio usato per la prima volta nella famosa serie Columbo, dove il colpevole viene svelato dall'inizio, con tanto di presentazione del crimine, e il protagonista deve ricostruire quanto accaduto e soprattutto scoprire il movente dietro il crimine (tra l'altro il personaggio di Charlie si rifà molto al noto detective interpretato da Peter Falk). A tale approccio narrativo si accompagna anche una sceneggiatura curata, che bilancia molto bene trama verticale e orizzontale e mostra a poco a poco gli indizi necessari al telespettatore per arrivare alla conclusione della storia, alternando divertimento, simpatia e situazioni che fanno riflettere, mostrando anche una certà maturità. Il tutto viene guidato dalla carismatica Natasha Lyonne, già nota per le sue performance in Orange is the New Black e Russian Doll, la quale, con un look inusuale, la sua inconfondibile voce roca e la sua Plymouth Barracuda, riesce a distinguersi notevolmente con ironia e sagacia, trovandosi sempre nei guai e riuscendo a scampare alle situazioni più assurde. Ad accompagnarla nelle sue disavventure vi sono una vagonata di guest star, altro elemento ereditato da Columbo, fra cui possiamo menzionare Adrien Brody, Ron Perlman, Nick Nolte, Ellen Barkin, Joseph Gordon-Levitt, Stephanie Hsu, Tim Blake Nelson e Hong Chau. Sembra che Peacock abbia fatto centro con questa serie, di cui sentiremo parlare per molto e molto tempo, fra l'interesse della giuria dell'Academy e la conferma della seconda stagione, prevista per il prossimo anno.
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