Il gran finale di The Handmaid's Tale è sempre più vicino e con il quartultimo episodio della serie assistiamo a una fase di "ripresa", a seguito del devastante colpo di scena della scorsa settimana, per poi passare alla preparazione di una nuova ed intrigante direzione narrativa. Diretto da Daina Reid (già regista di alcuni episodi della serie) e scritto da Katherine Collins (che aveva già curato un episodio della scorsa stagione), "Shattered" vede legami e situazioni certe infrangersi, ma allo stesso mostra la nascita di un ambizioso piano per assestare un duro colpo a Gilead.
RECENSIONE 6x01 "TRAIN", 6x02 "EXILE" e 6x03 "DEVOTION"
"-Dear God... give us the strength to murder those goddamn mοthеrfսckеr.
-Ah-fucking-men."
RECENSIONE 6x04 "PROMOTION"
I guardiani di Gilead giustiziano le ragazze del Jezebel, tranne Janine, la quale viene portata al comandante Bell per farne la sua ancella. zia Lydia si reca al Jezebel e, vedendo il bagno di sangue, si sente in colpa, ma, scoprendo che Janine si è salvata, si dirige a casa dei Bell, i quali non la fanno entrare, e scopre che Janine viene maltrattata dal comandante. Nel frattempo Nick porta June al confine e lei esprime rabbia nei suoi confronti per aver scelto di tradirla e, una volta arrivata in Canada, viene allontanata dal Mayday, con Luke che prova risentimento verso di lei. Rita va a trovare Nick e lui afferma che non intende aiutare la sua famiglia, portandola a ripensare alla sua fiducia verso il "nuovo" sistema di Gilead, mentre Serena espone alle altre mogli le sue idee progressiste al party pre-matrimoniale, ma loro le respingono, perchè ancora fedeli alla vecchia visione di Gilead. In seguito Serena e Wharton concordano sul voler includere le ancelle fra gli invitati al matrimonio, che si terrà a Boston, al fine di guadagnare più prestigio, mentre Lawrence si presenta alla sede del Mayday, convincendo June a proporre loro un piano ambizioso: uccidere i comandanti di Gilead durante il matrimonio fra Serena e Wharton. June e Moira acconsentono a recarsi al Centro Rosso di Boston, dove vengono accolte da zia Phoebe, una simpatizzante del Mayday, e le due chiudono l'episodio con una versione rivisitata del Salmo 23.
RECENSIONE 6x05 "JANINE"
COMMENTO: Il terzultimo atto di The Handmaid's Tale si muove in due tempi, ricordandoci come il mondo in cui la storia si muove può essere spietato, ma che allo stesso tempo, come dice un famoso proverbio, solo alla morte non c'è rimedio. Ed ecco che da una parte vengono mostrate le conseguenze del tradimento di Nick, con le ragazze del Jezebel che vengono giustiziate dai guardiani, ad eccezione di Janine, la quale finisce dalla padella alla brace, ovvero nelle grinfie del comandante Bell, che ne ha fatto la sua ancella. Questa situazione ha fatto sì che zia Lydia, che già si sospettava essere protagonista di un possibile arco di redenzione, diventare un personaggio molto incline a redimersi dopo tutte le malefatte commesse nel nome di un ideale traviato quale è quello di Gilead, e il sapere che Janine è vittima degli abusi di Bell, potrebbe orientare il personaggio di Ann Dowd verso una determinata direzione, di cui non vediamo l'ora di scoprire di più. Altra conseguenza di quella devastante scelta è l'involuzione di Nick Blaine, avvenuta forse perchè inevitabile, forse perchè è frutto di una scrittura abbastanza superficiale (qualora fosse questo il motivo, è un grosso peccato per il personaggio interpretato da Max Minghella), il quale ha deciso di non essere più collaborativo come un tempo, negando persino aiuto a Rita per la sua famiglia, portandola a rivalutare la sua fiducia nel "nuovo" sistema di Gilead. E ultima e purtroppo meno importante, visto il tempismo troppo rapido con cui è stata liquidata, è l'allontanamento di June da parte del Mayday, con giustificato risentimento da parte di Luke, elemento che viene risolto dal deus-ex-machina che non possiamo odiare, ovvero il comandante Joseph Lawrence. Questo offre a June e al Mayday una grandissima opportunità per colpire Gilead in maniera definitiva, ovvero il matrimonio fra Serena e Wharton, dove lei, entusiasta di voler portare riforme nel sistema di Gilead, incontra grande opposizione da parte delle altre mogli e sembra mollare la presa quando il suo futuro marito le propone di invitare anche le ancelle alla cerimonia. E così, in quattro e quattr'otto, June e Moira si recano al Centro Rosso di Boston, dove vengono accolte da zia Phoebe, una simpatizzante del Mayday, mentre zia Lydia viene opportunamente allontanata da Lawrence per darle modo di presentare una proposta di legge per proteggere le ancelle. E, con una versione rivisitata e cazzuta del Salmo 23, recitato da June e Moira, e le note di Barracuda del duo Heart, si chiude un episodio che prepara il terreno per una fase finale davvero esplosiva.
Il quartultimo atto di The Handmaid's Tale si muove fra conseguenze spiacevoli e una ripresa un po' rapida, ma il terreno è decisamente pronto per una fase finale dal sapore esplosivo.
NEL PROSSIMO EPISODIO...
Promo per l'ottavo episodio:
RECENSIONE 6x06 "SURPRISE"
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