La seconda stagione di The Last of Us termina con un finale abbastanza decente, ma che fa' purtroppo emergere i numerosi difetti di questo secondo ciclo di episodi in maniera più plateale del solito. Diretto da Nina Lopez-Corrado e scritto dai creatori Neil Druckmann e Craig Mazin, assieme a Halley Gross, "Convergence" porta il percorso di Ellie a una svolta decisiva, che apre le porte a un nuovo focus per la prossima stagione, già noto ai videogiocatori.
"Let me tell you about my community: my community was beaten to death in front me while I was forced to fucking watch. So, don't look at me like you're better than me or like you'd do anything differently if you were in my shoes, because you're not, and you wouldn't."
Ellie si ritrova con Dina e Jesse, sconvolta per quanto ha fatto a Nora. In seguito Ellie svela a Dina quello che Joel ha fatto all'ospedale e la seconda suggerisce di tornare a casa. Ellie e Jesse intercettano una trasmissione del WLF riguardo a un cecchino e, ritenendo che possa trattarsi di Tommy, decidono di andare a cercarlo. A un certo punto i due si dividono, con Jesse che va a cercare Tommy e Ellie si dirige a un aquario abbandonato, dove, sulla base delle informazioni fornite da Nora, potrebbe trovarsi Abby. Dopo essere scampata a un gruppo di Serafiti, Ellie si imbatte in Owen e Mel, la quale è incinta, a cui chiede dove si trova Abby puntandogli la pistola contro. Nel momento in cui Owen tira fuori la pistola, Ellie gli spara e lo uccide, ma il colpo ferisce mortalmente Mel, la quale chiede a Ellie di aiutarla a dare alla luce il figlio, ma lei non lo fa', lasciandola morire. Jesse e Tommy si ritrovano con Ellie e i tre tornano nel teatro, ma Abby tende loro un'imboscata, uccidendo Jesse e ferendo Tommy, per poi puntare la pistola contro Ellie e sparando, lasciando la sua sorte incerta. L'azione si sposta a tre giorni prima, con Manny che sveglia Abby perchè Isaac li ha convocati.
COMMENTO: La seconda stagione di The Last of Us si chiude con un finale che chiude il percorso di Ellie in maniera piuttosto decente, apre al futuro della serie, mostrandoci il prossimo focus narrativo, ma, soprattutto, mette in campo tutti i difetti di questa seconda stagione, a cominciare dalla compressione narrativa già riscontrata negli episodi precedenti. Dopo un episodio quale era "The Price" si sperava che un minimo di ripresa si vedesse, ma, a quanto pare gli sceneggiatori hanno voluto puntare sul chiudere questo arco narrativo il prima possibile, con dei risultati abbastanza discutibili. Se si pensa che nel sesto episodio vediamo un certo tipo di background per quanto riguarda il rapporto fra Joel e Ellie, un rapporto che era destinato a risanarsi, se non fosse stato per la morte del primo, viene da chiedersi come mai la reazione di Ellie a tale devastante evento sia a dir poco altalenante. E ora vedere che in questo finale si cerchi di rendere Ellie più vendicativa e senza scrupoli (elemento che in un paio di occasioni funziona anche, sopratutto nel dialogo sulla comunità fra lei e Jesse), dopo che l'abbiamo vista a fare la gita con Dina a Seattle, è un modo per prendere in giro lo spettatore più attento (discorso valido anche per chi non ha giocato il gioco) e accontentare i lamentosi. E, parlando sempre di scelte discutibili per quanto riguards Ellie, bisogna sottolineare come il tempismo nella scena con Owen e Mel sia a dir poco assurdo e le dinamiche con cui Mel venga ferita dal proiettile sparato da Ellie sono da rivedere, rendendo una scena drammatica quale è quella che segue piuttosto blanda. Tradotto in poche parole, tali scelte sono a cavallo fra il fanservice e la caratterizzazione schizofrenica, elemento che impatta anche sugli altri personaggi. Su tutti Dina è quella che ne ha risentito maggiormente, passando da "ti seguirò perchè non ho avuto l'occasione di vendicare la mia famiglia" a "forse dovremmo tornare a casa", il tutto dopo una freccia nel ginocchio e la scoperta di quello che Joel ha fatto in ospedale, ma non bisogna dimenticare Jesse e Tommy, comparse di sfondo che appaiono in due scene in croce e subiscono la stessa sorte della versione videoludica (soprattutto il primo, che meritava forse un approfondimento maggiore), e anche Isaac, un villain che al momento è solo lì a parlare e fare cose sullo sfondo. E, dulcis in fundo, abbiamo Abby, uno degli elementi di maggiore interesse della stagione, la quale appare come tristo mietitore per Jesse e spara a Ellie, ovviamente non uccidendola (il contrario sarebbe a dir poco assurdo), e non viene mostrata come antagonista vera e propria. E qui c'è una scelta narrativa discutibile a spiegare il tutto: come da epilogo flashback, la terza stagione mostrerà la prospettiva di Abby. E adesso viene da chiedersi se vale la pena aspettare due anni per vedere una stagione incentrata su un personaggio presentato in maniera negativa allo spettatore e con cui non abbiamo stabilito un minimo di connessione. Per quanto ci riguarda, noi saremo qui a commentare la prossima stagione, anche per via del fatto che abbiamo per il ruolo di Abby un interprete validissima quale è Kaitlyn Dever, ma Druckmann e Mazin (il quale ha rilasciato delle dichiarazioni legittime, ma opinabili, visto che la serie è in corso) hanno deciso di correre un enorme rischio, che si spera non porti la serie ad implodere. Un finale abbastanza decente, ma pieno di problematiche abbastanza evidenti.
IL PAGELLINO
Grandemente attesa per l'importanza degli eventi che sarebbero stati mostrati, la seconda stagione di The Last of Us si è rivelata essere buona, ma non come la precedente. Il comparto tecnico e registico è sempre all'altezza, anche quando si è di fronte alle scene più difettose, ma la sceneggiatura non è brillante al cento per cento. Se si pensa ai primi tre episodi e al sesto e li rapporti al resto, ci si rende conto di essere di fronte a una fase introduttiva fortissima ed emotivamente devastante, che rappresenta il punto più alto della stagione, per poi passare a una fase centrale abbastanza passeggera, dove sono gli approfondimenti della mitologia della serie a farla da padrone, un episodio flashback favoloso e un finale che mette tutti i difetti della stagione insieme e li getta in faccia allo spettatore. A livello recitativo non possiamo che fare i complimenti a Bella Ramsey, la quale fa' di tutto per interpretare Ellie al meglio, anche quando il suo personaggio vive di una caratterizzazione schizofrenica, con la sua bravura che viene dimostrata nei dialoghi più drammatici e, pertanto, non merita tutto l'odio che riceve. Anche il resto del cast se l'è cavata con il materiale a disposizione e bisogna menzionare Pedro Pascal (di cui sentiremo tanto la mancanza), Gabriel Luna, che meritava più minutaggio, Isabela Merced, che nonostante le abbiano dato una Dina che cambia idea ogni due episodi fa' il suo, uno sprecatissimo Young Mazino, una poco pervenuta Catherine O'Hara, Jeffrey Wright, che avrà più spazio nella prossima stagione e Kaitlyn Dever, un'antagonista temibile nella prima fase, ma nel complesso poco approfondita. I momenti di calo ci possono senz'altro stare, ma, avendo di fronte una serie acclamata e premiata, si spera che per la prossima stagione non si debba assistere a roba ben peggiore di quella che abbiamo visto, il che sarebbe un grossissimo peccato. Non ci resta che incrociare le dita e attendere il 2027.
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