SPOILER ALERT: VI CONSIGLIAMO DI LEGGERE LA RECENSIONE SOLTANTO SE AVETE VISTO LA SERIE!!!
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Nel lontano 2022 fu rilasciata su Netflix la prima stagione di Wednesday, serie creata da Alfred Gough e Miles Millar incentrata su Mercoledì Addams, che arrivava ad espandere anche la storia della celebre famiglia dark da cui proviene. Tre anni dopo arriva la seconda stagione, rilasciata in due blocchi di quattro episodi ciascuno a distanza di un mese l'uno dall'altro, e, sebbene la serie non abbia perso il proprio fascino, questo secondo atto presenta più difetti del previsto, alcuni dei quali non possono essere facilmente omessi o comunque non notati.
"Sometimes, the parts are greater than the whole."
Come da citazione, qualche volta le parti sono meglio dell'insieme. E in questa seconda stagione di Mercoledì tale affermazione corrisponde al vero. Infatti, se da una parte la serie non abbandona la propria aura oscura, esalta la propria costruzione tecnica, scenografica e musicale, già di grandissimo impatto nella stagione precedente (soprattutto se c'è Tim Burton alla regia), aggiunge qualche sfumatura dark e non sminuisce del tutto il carisma dei personaggi al proprio interno (con qualche eccezione che verrà sottolineata in seguito), dall'altra viene applicato alla trama uno schema ripetitivo e poco convincente, soprattutto nella seconda metà. Situazioni riprese dalla prima stagione, che vengono capovolte e in alcuni casi forzate perchè sì, sottotrame teen romantiche non richieste che tolgono tempo a sviluppi più interessanti (elemento già presente nella prima stagione, ma che qui assume un ruolo di zavorra vera e propria), risoluzioni chiave affrontate con una velocità che a tratti disorienta, come la questione di Slurp/Isaac Night (Owen Painter) e sua sorella Francoise oppure il ruolo nella setta Morningsong del preside Dort (Steve Buscemi), il quale ha un uscita di scena banalissima e che depotenzia il personaggio. Il cast è sempre in sintonia con i personaggi, soprattutto Jenna Ortega, ormai calata nei panni dell'oscura e imprevedibile protagonista, ma anche Catherine Zeta-Jones, che ci regala una Morticia Addams iconica, Fred Armisen, Luis Guzmán, Isaac Ordonez, l'onnipresente Mano, la ricorrente a sorpresa Gwendoline Christie, che torna come fantasma della defunta preside Weems, e il cameo sprecato di Christina Ricci, assieme alla new-entry Billie Piper, Joanna Lumley, Evie Templeton e al cameo di Lady Gaga, anche se sulla lunga distanza questo appare poco impattante e un sempre apprezzato Christopher Lloyd (c'è persino un cameo di Caspar Von Dien, per la gioia dei fan di Starship Troopers!). E che dire del resto dei personaggi? Enid (Emma Myers) è diventata insofferente e quasi inutile, sebbene sia la protagonista di uno degli elementi che verranno sviluppati nella prossima stagione, Bianca (Joy Sunday), se non fosse stata per la sottotrama che la legava al galà di beneficenza della Nevermore, sarebbe stata sullo sfondo, Ajax (Georgie Farmer) è praticamente inutile e Tyler (Hunter Doohan) è sempre l'Hyde assetato di sangue, psicopatico e vendicativo e non viene sviluppato minimamente. Ma l'interesse continua ad esserci, anche per via della parecchia carne al fuoco messa per la terza stagione, già confermata e che potrebbe arrivare non prima del 2027 (!!). A conti fatti, questa seconda stagione poteva essere di gran lunga migliore, ma non è nemmeno da buttare via, se si considerano gli elementi singoli, o, per restare in tema, le parti migliori del tutto.
RECENSIONE STAGIONE 1
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