FRINGE - Seth Gabel parla di "Allegiance", "Fringe" e "Arrow"


In questa recente intervista telefonica esclusiva con il Collider, l'attore Seth Gabel (che ha ricoperto il ruolo di Lincoln Lee nella serie tv "Fringe") ha parlato del suo nuovo film "Allegiance", del perché abbia deciso di farne parte, come è stato in grado di identificarsi con l'uomo che avrebbe dovuto interpretare sul grande schermo e come recitare in questo film lo abbia aiutato ad apprezzare meglio le persone che dedicano la loro vita a difendere il proprio paese. Ha parlato anche di cosa abbia rappresentato per lui l'esperienza sul set di "Fringe" e il fatto di dover interpretare un ruolo da super - cattivo (The Count) nella nuova serie tv "Arrow".

- Quando hai letto il copione che cosa ti ha fatto decidere di farne parte?

S.G. "Ciò che mi ha davvero attirato di questo film (Allegiance), è il fatto che ci sia qualcosa di così semplice e onesto, che non penso sia mai stato visto nei films di guerra. Di solito sono tetri, sporchi, intensi, e a volte ti spingono a sviluppare un sentimento di odio nei confronti della guerra, in generale. Ma, avere un film che parla onestamente dell'esperienza di un soldato, non annoia e offre il suo messaggio in modo semplice e autentico, penso che sia una cosa davvero bella da vedere..."

- Hai fatto un'audizione per questo ruolo, oppure ti hanno semplicemente chiamato?

S.G. "Mike Connors, il regista, e Sean Mullin, uno dei produttori, mi ha chiesto un incontro e così ci siamo seduti e abbiamo parlato. Quando ho scoperto che il film si basava sulla loro esperienza nella Guardia Nazionale e al Ground Zero, durante l'11 Settembre, mi sono reso conto che questa era un'opportunità davvero unica per rappresentare una storia che non credo sia mai stata raccontata prima. Abbiamo visto storie di soldati in guerra in Iraq, vedere questa storia che narra di un'unità della Guardia Nazionale che, pur non avendo speranza di essere chiamata per combattere in Iraq, si trova costretta ad andarci per necessità, affrontando tutte le sfide che si presentano e che finiranno per cambiare completamente la loro vita. Volevo davvero farne parte..."

- Che tipo di leader è il tuo personaggio, Lt Danny Sefton? 

S.G. Danny Sefton è un tenente della Guardia Nazionale che viene discutibilmente trasferito fuori dalla sua unità, prima di partire per l'Iraq. Sefton è intelligente, strategico e pieno di risorse, per questo Reyes, interpretato da Bow Wow, mi chiede di aiutarlo a passare senza permesso, poco prima della partenza, in modo da poter vedere suo figlio che sta morendo, per l'ultima volta. Sefton è incredibilmente pieno di risorse, capacità che è davvero in grado di utilizzare, sia per riuscire ad evitare di andare in Iraq, sia per trasformarsi in un leader per i suoi uomini. E' molto difficile per lui, eticamente e moralmente, decidere o meno di partire, perchè possiede queste abilità speciali che possono essere utilizzate per scopi benevoli o per propri interessi. E' difficile, perché le decisioni egoistiche che deve prendere, non riguardano solo il proprio interesse, ma anche l'interesse della sua famiglia e la vita che potrebbe crearsi a casa..."

- Ti senti come se avessi bisogno di giustificare la decisione del tuo personaggio?

S.G. "Mi sentivo completamente in simbiosi con l'esperienza del personaggio. Non so se avrei avuto il coraggio di andare in Iraq, se fossi stato chiamato alle armi, avendo una famiglia a casa che conta su di me e della quale dover prendermi cura. Posso capire la decisione del mio personaggio perché, da un lato, sta costruendo una famiglia a casa sua, ma poi dall'altra parte, ha un'altra famiglia che sta partendo per l'Iraq, potrebbe aiutarli andando con loro e potrebbe fare la differenza, salvando una vita. E' un vero dilemma, è stato facile per me comprendere il punto di vista del personaggio, ho potuto vedere me stesso al suo posto e anche io mi sarei sentito combattuto..."

- Com'è stata la tua esperienza nel campo d'addestramento? 

S.G. "Ho sempre desiderato partecipare ad un campo d'addestramento militare per un film. Ho sempre voluto saperne di più su quell'esperienza, sentire la crescente pressione della partenza, essere consapevoli psicologicamente e fisicamente di se stessi, perché in ultima analisi, è necessario lottare per sopravvivere e per il paese. Sono stato entusiasta di poterne far parte,non l'ho trovato molto impegnativo, ma penso che si siano comportati così perché non volevano che fossimo coinvolti in un incidente. Tutti noi siamo stati comunque entusiasti di farne parte, anche solo per un minimo, assorbire quanto più abbiamo potuto di ciò che rappresenta la vera e propria esperienza militare..."

- Adesso che Fringe è arrivato alla fine, cosa ti è piaciuto del viaggio del tuo intrapreso dal tuo personaggio, passato da guest star a regular?

S.G. L'esperienza di "Fringe" mi ha aiutato davvero a crescere in tanti modi. Avere la possibilità di partecipare allo show prima come semplice guest star e poi ritrovarsi ad essere richiamato più e più volte, era così valido! Ho avuto modo di provare l'esperienza di essere fan di uno show, diventarne parte e poi avere l'opportunità di continuare ad essere una parte di esso. E poi, devo dire che ero in grado di recitare due diverse versioni del personaggio, una delle quali era molto sicura di se, a volte forse un po' troppo arrogante, mentre c'era l'altra che era l'esatto opposto, piena di insicurezze ma al tempo stesso capace di mostrarsi brillante e trovare soluzioni a problemi non convenzionali. Per riuscire in questo passaggio, ho dovuto sperimentare le diverse parti della mia psiche, spingendomi a crescere in così tanti modi che non avevo mai previsto..."

- Ti senti come se la tua esperienza in "Fringe" abbia contribuito ad aumentare l'interesse dei fans per il tuo ruolo in "Arrow"?

S.G. "E' vero, l'interesse dei fans verso il nuovo guest star di "Arrow" è stato davvero sorprendente e incredibile. Suppongo che sia anche merito del meraviglioso pubblico di "Fringe" e sono enormemente grato per questo. I fans di Fringe sono talmente fedeli e incredibili. Sono riusciti a mantenere lo show in onda anche quando i dati degli ascolti hanno rischiato di farlo cancellare. Sono felice di averli ritrovati ad "Arrow", ero davvero entusiasta di farne parte, essendo un fan del genere sci - fi. Mi sono divertito molto a farlo!"

- Cosa ci puoi dire sul tuo personaggio e come ti sei avvicinato ad un ruolo da super - cattivo? 

S.G. "Recito la parte del Conte, basato sul Conte Vertigo della serie a fumetti. Invece di possedere dei superpoteri, questi si manifestano attraverso l'assunzione di un farmaco chiamato "Vertigo" che il mio personaggio vende per strada. Sono essenzialmente uno spacciatore delinquente di strada, che ha preso in consegna le strade della città di Starling. Il modo in cui posso giustificare il suo essere un "supercattivo", è che si preoccupa tanto del denaro e del potere ed è disposto a fare tutto il necessario per riuscire ad acquisirli. Essere consumato totalmente dal denaro e dal potere lo spinge ad ignorare del tutto qualsiasi etica discutibile, a buttarsi a capofitto per riuscire ad acquisire ciò che conta per lui in qualunque modo, pur sbagliato che sia. 

- Speri di poter tornare ad interpretare questo personaggio?

S.G. "Oh, senza dubbio! E' molto probabile che farò apparizioni future ed è una cosa che mi piace, assolutamente..."

- Come attore, ti è piaciuta la possibilità sia di poter esplorare un personaggio a lungo in tv che di raccontarne tutta la storia in un film? 

S.G. "Assolutamente. La differenza tra cinema e tv è interessante. Ho appena girato un film intitolato "Forever" che uscirà nei festival il prossimo anno, ed ero così soddisfatto di poter avere il lusso di sapere esattamente dove la storia sarebbe andata, conoscerne l'inizio, lo svolgimento e la conclusione, e non dover aspettare che le pagine del copione fossero scritte. In tv hai bisogno di leggere il prossimo episodio, prima di poter iniziare a preparare quello che stai per girare. E' stato un tale lusso, dopo aver fatto televisione per così tanto tempo, riuscire ad abbassare un po' la guardia, staccarsi dallo stress della preparazione da un giorno all'altro. La differenza tra cinema e tv, per me, è il fatto di sapere che hai un copione completo a disposizione, che non cambierà, sul quale tu possa davvero approfondire lo studio. La tv invece ti mantiene costantemente sul filo, e devi fare attenzione a non cadere!"












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Articolo di Unknown

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