THE WALKING DEAD : Recensione episodio s06e02 JSS



Durante un apocalisse zombie ci si possono permettere pochissime cose, sicuramente abbassare la guardia non è una di queste cose. Anche se ti trovi in una comunità circondata da mura alte e resistenti. Il pericolo è dietro l’angolo e non sempre viene dai morti.

Regia: Jennifer Lynch
Sceneggiatura: Seth Hoffman
Giudizio: 9/10

La puntata ha inizio con un flashback della vita di Enid e del modo in cui ha perso la famiglia,
dopo un attacco zombie. Dopo qualche tempo (sei mesi, in base alle informazioni dalla scorsa stagione) arriva ad Alexandria. Nel presente invece vediamo Ron che ha qualche problema ad accettare il fatto che suo padre sia morto, malgrado fosse un bastardo, e ne incolpa Rick. Carl si riscopre geloso del rapporto che lega Ron ed Enid. Maggie prova a far tornare sulla terra Donna dopo la morte del marito. Carol, dal canto suo, continua la recita della povera donna di casa e ci riesce a pieni voti.

Come tutte le cose in The Walking Dead, tutto cambia rapidamente. Da una giornata tranquilla
si trasforma in un putiferio. Delle persone irrompono ad Alexandria e iniziano a uccidere gente con accette, machete e armi improprie di ogni genere. Ovviamente i residenti sono impreparati e non solo perché NATURALMENTE non hanno dato ascolto ai consigli del Leader. Spencer, che non sa palesemente sparare, è di guardia. Con una serie di colpi fortuiti uccide un uomo al volante di un camion. Ecco svelato il mistero del clacson maledetto.

Per fortuna Morgan è stato spedito in punizione da Rick e quindi è lì per aiutare. I momenti sono concitati (strano visto che questo telefilm è lento -_-‘) ma il gruppo riesce a prendere in mano la faccenda. Carol si maschera da Wolves e uccide ogni ‘compare’ che incontra sulla sua strada, purtroppo però deve uccidere anche qualche residente, o meglio, concedergli la grazia. Carl protegge la sua casa con l’aiuto di Enid alla quale chiede di non andarsene. Morgan invece non vorrebbe uccidere nessuno perché pensa che ogni vita sia importante.

Troppi morti, tanto sangue, una quantità inquietante di violenza ma gli invasori si ritirano, dopo un discorso più che convincente di Morgan. Ai superstiti non resta che fare i conti col dolore per i morti, la paura e il bisogno di ricostruzione. Non è lo stesso per il gruppo che invece deve fare i conti con la dura realtà: non saranno mai al sicuro e dovranno continuare a lottare per sopravvivere. Da qui il titolo della puntata. JSS cioè Just Survive Somehow (trova il modo di sopravvivere), l’acronimo che Enid scriveva ovunque.

Il fulcro della puntata non è la violenza però, è la consapevolezza. Tutti apprendono qualcosa in questo episodio. I residenti capiscono che hanno vissuto per troppo tempo in una bolla e che non si sono effettivamente resi conto di quello che c’è fuori, di com’è davvero la vita nel mondo di adesso. Non hanno mai davvero dovuto lottare e questo li spaventa al punto di chiedersi il perché di continuare a vivere. Morgan capisce che la sua attitudine zen non può durare perché se è vero che la vita è importante lo è altrettanto che alcune di queste vite sono soltanto deleterie. Anche noi acquisiamo consapevolezza, in un certo senso.

Capiamo che non è solo degli zombie che bisognerebbe aver paura in un apocalisse ma anche di quei gruppi di esseri umani che, sotto la guida di una personalità estremamente forte, arrivano ad annullare se stessi cancellando le emozioni che, in una situazione come questa, hanno tutto un altro peso e spessore. Non esiste più empatia, non c’è misericordia, non un minimo di rimorso. Le regole di Rick, le 3 domande (Quanti zombie hai ucciso? Quanti uomini? Perché?) perdono il loro senso proprio perché niente ha più valore, nemmeno la vita umana. Tutto è minaccia. Per quanto ci si aggrappi ai sentimenti innati in un essere umano, quello che conta è solo la sopravvivenza, a tutti i costi.

Volendo stemperare un po’ la pesantezza emotiva di questo episodio ci sono due momenti, in
un certo qual modo collegati tra loro che mi hanno strappato un sorriso. Il primo momento è stato nei flashback, cioè quando Enid incontra una tartaruga che poco dopo diventerà il suo pasto al sangue. In pratica la mangia, cruda, senza dare il minimo segno di sentimento. Zero. Niente. Vuoto cosmico.
La seconda scena invece avviene verso la fine. 5 Wolves accerchiano Morgan e vorrebbero fargli la festa ma lui entra in modalità Donatello delle Tartarughe Ninja e li spazza via, letteralmente. A questo punto non sapevo se ridere del mio collegamento mentale o rimanere sconvolta dalle skills acquisite da Morgan dopo la pazzia.

E voi invece? Cosa ne pensate? Non esitate a farcelo sapere nei commenti. Intanto vi saluto sperando che questa settimana passi presto per tornare con i nostri eroi.
Un forte abbraccio a tutti, Micaela.

Salutiamo le nostre affiliate: 
 

ATTENZIONE! Stiamo cercando collaboratori che ci aiutino con le news di: Empire, Hawaii Five-0, Game of Thrones, Homeland, Fear the Walking Dead e The Walking Dead e Legends of Tomorrow.

Non perdere neanche una notizia! Seguici su Facebook e Twitter.
Condividi su Google Plus

Articolo di MiKyCaRtEr84

2 commenti:

Unknown ha detto...

Puntata stratosferica! Il punto di svolta. Come dici tu, la puntata della consapevolezza per tutti. Nulla da aggiungere alla tua recensione, se non che mi ha fatto infinita tenerezza Carl che dopo il massacro sente il timer del forno e, come se niente fosse, tira fuori la teglia. Proprio l'emblema del non sense, dell'assurdità di una situazione dove tutto è la normalità: sfornare dolci, sparare agli zombie e uccidere le persone...

Però a me Rick è mancato tanto eh!

MiKyCaRtEr84 ha detto...

Quella è la 'nuova' normalità, secondo me. Si passa dalla morte ai dolci come niente fosse. Non esiste più il modo giusto di fare le cose, esiste la capacità di sopravvivere e basta.

E si, Rick manca sempre. Non che Carol lo faccia rimpiangere poi tanto eh ma ok...