THE WALKING DEAD: Recensione S06E05 Now



Siamo di nuovo ad Alexandria (la prima volta nella stagione che usano la consecutio temporum ma ancora non ci fanno sapere una cippalippa di Glenn!!!) e possiamo tirare almeno un mezzo sospiro di sollievo. Rick è tornato, d’altronde è l’unico Leader.


Regia: Avi Youabian
Sceneggiatura: Corey Reed
Giudizio: 8/10

Chiunque, chiunque al suo posto non ce l’avrebbe fatta. Nessuno può scappare da un’orda zombie senza quasi un graffio o un morso, fosse anche solo per assaggiare, ma lui può. Lui è il Leader! Lui, che se per sbaglio finisse l’apocalisse potrebbe iniziare a pensare alla carriera di fondista per la maratona olimpica, lui che tutto può. Perché è così che Rick torna ad Alexandria. Correndo, inseguito dagli zombie!!! Provate a mettere in dubbio il suo essere Leader, provateci! Quando mette piede su suolo amico non può fare altro che rattoppare se stesso e gli altri. Deve infondere speranza, se di speranza si può parlare, nei cittadini.

Dal canto loro, i cittadini fanno quanto in loro potere per tornare alla normalità, e dopo un attimo di smarrimento generale (e qualche defezione causa suicidio) quasi quasi ci riescono. Maggie, alla quale Michonne ha comunicato la notizia, è la più persa di tutti. Vuole ritrovare Glenn, vuole restare attaccata a quel barlume di speranza che tutti noi condividiamo (anche se lei non ha i nostri elementi), e per farlo è disposta a mettere a rischio la sua vita. La sua vita, non quella di Aaron che si offre di aiutarla portandola quasi oltre l’orda zombie che ormai si è ammassata lungo il recinto della città. Maggie deve farsi una ragione del fatto che Glenn non c’è più. Deve farlo per lei e per il figlio che aspetta da lui. Qui il mio cuore era in un centinaio di pezzettini, ma questa è un’altra storia perché quando i due sono di guardia sul recinto, Maggie scende per cancellare il nome di Glenn dall’elenco dei dispersi ritenuti morti. C’è ancora la speranza.

Il resto della città, nella persona di Deanna soprattutto, inizia a chiarire il suo ruolo nell’apocalisse. Fino a questo momento non avevano compreso davvero quello che stava capitando loro, non avevano capito il vero senso dell’essere vivi di questi tempi. Perché è vero che il mondo come lo conoscevano è finito ma non può essere solo questo. Deve esserci qualcos’altro! E se Deanna lo affronta cercando di aiutare il figlio che si sta perdendo e guardando negli occhi, con sguardo deciso, quello che le fa più paura (gli zombie), Jessie lo fa baciando Rick perché anche questo è speranza.

Se Rick e Maggie hanno affrontato e vinto i loro problemi, Carl è sul precipizio.
Vuole andare a cercare Enid ma sa, anche grazie a Ron, che lei può essere morta o troppo lontana per essere salvata. Rosita è distrutta e non può essere che per la latitanza di Abraham che è ancora là fuori. Tara invece aiuta Denise a ritrovare la fiducia in se stessa e quindi a curare un paziente in coma preda di una brutta infezione. Come la ripaga Denise? La bacia perché ‘E’ l’apocalisse e il mondo è finito’.

Vi prego, VI SCONGIURO! Non mi tirate in ballo la lentezza perché giuro su Odino che emigro in Kurdistan! Non è che possiamo correre dietro agli zombie o uccidere gente ad minchiam per 16 episodi l’anno!!! Se in una puntata si vede un sedicesimo di sangue o un quarto di budella non è perché è lenta ma perché è ‘esplorativa’. Vogliamo capire ‘sti poveri cristi?! Ecco, per farlo dobbiamo ascoltarli parlare, vederli interagire tra loro, osservarli guardarsi dentro! E non lo si può fare come si deve se li guardiamo solo uccidere zombie.

Maggie per esempio, non è più la bambina che era alla fattoria, ne ha viste troppe
per esserlo. E’ donna ora ed è pronta a diventare mamma perché rinuncia all’amore della sua vita, rinuncia alla possibilità di salvarlo perché sa che è improbabile che riesca a trovarlo vivo. Lo sa e fa il possibile per combattere il bisogno di andare da lui, dal suo amore. Lo fa per suo figlio perché una madre mette i suoi bisogni in secondo piano per un figlio, e lo fa sempre, anche nell’apocalisse zombie. Aaron prende a cuore Maggie e lo fa perché si sente in colpa. Pensa che l’attacco sia dovuto al fatto che qualche tempo prima, durante un’esplorazione con Daryl, preso dall’impeto era caduto in una trappola perdendo il suo zaino contenente le foto di Alexandria. Lo fa perché è questo è che è Aaron, un comunicatore, un curatore dell’anima, un uomo buono che vuole mettere la sua personalità a disposizione dei buoni, e Maggie lo è. Rick, in quanto Leader può fare quello che vuole. Può baciare chiunque, può anche camminare sulle grondaie per sport, lui può! Ma non è per questo che lo fa (baciare Jessie). Lo fa perché ha
bisogno di dimostrare (e dimostrars) che si può sperare, si può credere in un futuro che abbia il sapore di futuro a lungo termine. Non vuole più vivere alla giornata, o meglio, non vorrebbe farlo e Jessie gli chiede di dimostrarle che è possibile credere. Cosa dona speranza più dell’amore?! Carl deve fare i conti con la perdita che, per una volta, non è definitiva. La madre, gli amici, i compagni di viaggio non hanno scelto di abbandonarlo, sono morti. Chi in un modo e chi in un altro, l’hanno lasciato ad affrontare il mondo così com’è ma non Enid. Lei ha SCELTO di non rimanere con lui, ha DECISO di mettere fine al loro viversi, ha VOLUTO dirgli addio. Ed è questo che brucia perché, in fondo, Carl è comunque un ragazzino e deve affrontare la perdita del primo amore così, con rabbia e dolore, che sfoga su Ron che, a sua volta, vuole combattere l’apatia.
Apatia ingiustificata direte voi. No, purtroppo no. Non ha mai capito veramente cosa succedesse intorno a se, scappando da casa ogni volta che poteva e girando lo sguardo da quello che il padre faceva alla madre. Non ha mai dovuto combattere per sé stesso e per la sua famiglia, ha sempre avuto chi lo proteggeva (prima la madre e poi le mura di Alexandria), adesso ha visto che lì fuori c’è qualcosa di peggio degli zombie, qualcosa di atroce che minaccia la sua vita, qualcosa d’imprevedibile e di irriconoscibile (se escludiamo la W sulla fronte)… Uomini, come lui. E non è la cosa più terrificante che esista? Deanna invece ha capito, ha capito che starsene lì a guardare, ad aspettare che succeda qualcosa, a lasciare che il mondo vada avanti da solo fuori dalle mura, non è la risposta esatta perché, come Jessie fa notare a tutti, ‘Se non combattiamo, MUORIAMO!’ e Deanna è decisa a combattere per lei e per il suo sogno di vivere, vivere davvero. E così vanno avanti, un tassello alla volta, per salvare se stessi e i loro cari, sotto la guida dell’unico Leader, degno di questo nome: Rick Grimes.

Vi prego, scusatemi, è che quando si tratta di The Walking Dead perdo la cognizione del tempo e mi dimentico di avere anche uno spazio da riempire che non necessariamente deve essere lungo come la Stele di Rosetta. Perdonatemi ma mi sono fatta prendere un po’ la mano e grazie se avete avuto la pazienza di arrivare fin qui… Ora vi saluto con la certezza quasi matematica che non sapremmo nemmeno domenica prossima se Glenn è morto davvero. Buonanotte walkers. E un grande saluto alle nostre affiliate. Micaela.



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Articolo di MiKyCaRtEr84

8 commenti:

Unknown ha detto...

Micaela mi hai fatto morire! Sei sempre fresca e originale, bravissima!!
Detto questo, sono d'accordo con pressoché tutto quello che hai detto ma rimango della mia idea e cioè che questa stagione mi sembra un po' un calderone :/ Ma è assolutamente un mio gusto personale.
Di questa puntata posso dire che ho amato moltissimo le scene Meg-Aaron, davvero intense ed emozionanti; mentre non ho apprezzato per niente il fatto che di punto in bianco Rick e Michonne (più compagnia bella) siano tornati ad Alexandria senza vedere assolutamente nulla del COME sono riusciti a tornare. Okey di Rick possiamo presumere che sia sceso dal camper e abbiamo iniziato a correre la mille miglia, però mi sarebbe piaciuto vedere di più piuttosto che, per esempio, "sprecare minuti" per scene che sono un po' di passaggio. Ma soprattutto, Michonne da dove sbuca? :O (dubbi, dubbi, dubbi)
Sono d'accordo che TWD non sia solo "evviva uccidiamo gli zombie, sangue, budella, sangue evviva" ma che necessiti anche di momenti più introspettivi, altrimenti sarebbe una sequela di uccisioni e metterebbe in scena personaggi sterili e poco caratterizzati. Il mio dubbio sta sulla disposizione spazio-temporale-metafisica scelta per collocare questi momenti.
Basta il mio cervello si è incasinato troppo, ti saluto splendore :*

MiKyCaRtEr84 ha detto...

First of all, grazie perché sei arrivata alla fine e visto il papier di roba che ho scritto è tipo un record, secondo, grazie per i complimenti.
Non so te eh, ma da quando vedo questo show sono un miscuglio di dubbi e dolori.
Secondo me il ritorno di Michonne e company verrà 'spiegato' nelle prossime puntate un po' come hanno fatto finora... In sostanza c'è un motivo se Michonne appare mezzo secondo e 'sfumata'. A me piace questa ciclicità (mannaggia er core, a quest'ora pure i neologismi!) delle puntate, è come un cane che si morde la coda, non se ne verrà a capo fino al midseason finale che, naturalmente, darà il via a millanta altri dubbi.
Anche per il ritorno di Rick ci sarà una spiegazione logica (da non imputarsi alle qualità di atleta olimpionico) che ci arriverà tra capo e collo quando meno ce lo aspettiamo. TWD, secondo me, è uno dei pochi telefilm per cui, per tirare le fila, devi aspettare il season finale. Se ti metti a fare il pelo ad ogni episodio ci diventi solo scema e se te lo dico io che lo faccio 'per lavoro' puoi crederci xD
Grazie ancora per tutto tesoro mio <3

Unknown ha detto...

Concordo con Miky su tutto! Questa stagione pare essere stata impostata con i livelli temporali sfasati, come se gli eventi si rincorressero. Giusto per farci impazzire.
Mi piace questa impostazione, sia da un punto di vista narrativo che emotivo, così non so mai cosa aspettarmi. Che è la grande caratteristica di TWD: l'essere fuori dagli schemi e quindi sempre una sorpresa.

Anch'io sono convinta che non sapremo niente di Glenn neanche la prossima settimana, per avere il pathos e il colpo di scena giusti dobbiamo aspettare.... e io aspetto volentieri se poi Glenn è vivo e vegeto!

barby ha detto...

bellissima recensione. detto questo,io sto in ansia anche per deryl,ho una brutta sensazione su di lui,ci uccideranno quest'anno lo so T_T

per rispondere a un dubbio: michonne l'hanno fatta vedere tornare a fine terza puntata,a piedi,con heath e l'altro ferito in spalla; non credo fosse necessario mostrare come,erano vicini a casa come hanno anche detto. questa impostazione di narrazione è meravigliosa,non per le coronarie lo so,ma lascia una montagna russa nel cuore e fa rimanere storditi.e sui ceci ardenti per eventi come glenn's almost death,che a questo punto reputo vivo assodato e certo,e di qui si snodano due vie: o lo fanno morire a fine stagione in altro modo(fumetti style)o morirà qualcun altro in quella maniera. e noi malediremo in ogni caso santi e santini.

pensieri sparsi: alessandrini che mi piacciono ancora di più,deanna in primis e spero sviluppino anche spencer; maggie potrebbe essere la nuova hershel(d'altronde buon sangue non mente)e per questo motivo dovrebbe comunicare più con rick che con deanna;morgan-rick scontro imminente,lo spero,anche perchè ancora nessuno sa del prigioniero tanto caruccio,bello e innocuo. e vedere andrew-lenny è un toccasana,visti i vari attori cani che girano nelle serie tv odierne. a dispetto di frecce viola,verdi,mutanti e stornellate varie(ironic mode) . conclusione(sarà un difetto di noi donne il papirismo patologico xD): non voglio arrivare a fine stagione senno muoro.

MiKyCaRtEr84 ha detto...

Ogni volta che sento parlare Rick o Morgan (che sono i perfetti antagonisti) mi viene un colpo. Sono inglesi, british fino al midollo, e riescono a parlare States come fosse niente... E io non riesco a togliere l'accento romanesco nemmeno dal 'Ciao!'... Non smettono mai di stupirmi!

barby ha detto...

è vero,io se non lo avessi letto non lo avrei mai saputo che sono inglesi . *-*

Unknown ha detto...

La differenza tra un fumetto è gli episodi in TV è dettata dal fatto che a volte i personaggi vengono fatti morire a seconda dei loro contratti (immaginiamo per un momento che a Rick venisse offerta la parte di James Bond e debba così abbandonare il cast, sarebbe dura così come gli altri personaggi maggiori). A tutti piacerebbe un po' come in Tex (pensiamo per esempio a Tiger, Kit Carson o il figlio di Tex) che i principali personaggi non morissero mai, l'importante è che si integrino altri che abbiano lo stesso spessore.
Glenn è (per ora scrivo al presente) uno dei personaggi migliori, speriamo che trovi la forza di uscire dalla mandria magari con l'aiuto di qualcuno.

MiKyCaRtEr84 ha detto...

Ma magari Claudio... MAGARI!