11.22.63 - S01E02 "The Kill Floor" - Recensione

11.22.63 si può descrivere in due parole:

 LA PERFEZIONE.

Attenzione, contiene spoiler dal secondo episodio!

Questa mini serie ha una qualità cinematografica, si potrebbe davvero definire un film diviso in 8 parti, o forse 8 piccoli film. Per lo meno per quello che abbiamo visto finora. Di seguito il mio commento al secondo episodio, il commento al terzo arriverà a brevissimo!

1x02  The Kill Floor
Scritto da Bridget Carpenter
Diretto da Fred Toye

Il secondo episodio, The Kill Floor, ci introduce nell'atmosfera kinghiana tra le più classiche, con la tensione che sale fino a quel parossismo disturbante, quasi fastidioso, in particolare nella scena del mattatoio e nella scena dell'omicidio di Frank. 

Frank è inquietante, la sua malvagità è palpabile, evidente. E' il cattivo senza ombra di dubbio, senza possibilità di redenzione. Jake non può esimersi dal cercare di fare quello che può per salvare la famiglia Dunning dalla furia omicida.

Dopo pochi giorni nel 1960, Jake vorrebbe andarsene, ha capito più che bene che il passato non vuole essere cambiato, ma prima vuole sistemare il suo amico Harry dalla follia omicida del padre. Dopo l'incontro con Frank al mattatoio (una delle scene più disturbanti che ricordo di aver visto in una serie tv), Jake viene messo alla prova, la proposta di Frank di uccidere a martellate un vitello è una sorta di patto col diavolo, per guadagnarsi la sua fiducia deve oltrepassare la linea e dimostrare di essere come lui. Jake non cede, non può. Comincia a ripensare alla sua strategia, forse la violenza non è la soluzione. Forse si può provare una strada alternativa, dove per avere successo nella missione non sia necessario vendere l'anima al diavolo.

Allora si presenta alla porta di Doris Dunning e annuncia la vincita di un weekend in un hotel di lusso per la notte di Halloween. Si capisce subito che non sarà un'idea vincente, Doris è scettica e lui si è esposto troppo.

Il passato non vuole essere cambiato e Jake è già un'interferenza abbastanza fastidiosa, quindi le sue buone intenzioni producono risultati disastrosi per Doris. Jake deve arrendersi all'idea di usare la violenza. Emblematica è anche la conversazione con Mr. Price, che dichiara che non c'è nulla di eroico in quello che si fa in guerra, raccontando una storia poco nobile, di cui non va particolarmente fiero, che però gli è valsa la medaglia di bronzo al valore.

“Last thing you can say about killing a man is that it’s brave.”
"L'ultima cosa che si può dire sull'uccidere un uomo è che sia coraggioso"

La raccapricciante scena al mattatoio e alla macelleria convincono Jake che ne vale la pena. Vale la pena sporcarsi le mani, vale la pena oltrepassare la linea. Frank Dunning deve essere fermato e deve essere fermato per sempre.

Il passato cerca di preservare se stesso. Al Templeton ha avuto il cancro, Jake si sveglia con una forte dissenteria, che riesce a gestire grazie alla sua determinazione di salvare una madre e i suoi figli, costi quel che costi. 

La scena della notte di Halloween è inquietante, spaventosa, degna del maestro del brivido. Diversa da quella che ci ha raccontato King, ma ugualmente intensa, coinvolgente e un po' nauseante. Bill cerca di fermare Jake, che lo spiazza raccontandogli la verità e lanciandosi dentro la casa degli orrori per portare a termine la sua missione. 

Una volta ucciso Frank, Jake se ne va, il suo compito in Kentucky è finito, è ora di andare a Dallas. Ce l'ha fatta, ha avuto la prova che si può fare, che lui ce la può fare. Un professore di inglese può cambiare il mondo, può cambiare il passato, può salvare delle vite.

“No matter what this looks like, I didn’t do a bad thing,”
"Non importa quello che sembra, Non ho fatto una cosa cattiva"
Sotto la pioggia cerca di lavare via il sangue, lo sporco, anche metaforico. E' un momento catartico, di consapevolezza e di sollievo. E' stato coraggioso, ha fatto quello che andava fatto, ma a che prezzo? Ha venduto l'anima? E' diventato un assassino? Come si mantiene l'equilibrio in una situazione così? James Franco ha tutte queste domande scritte in faccia, riesce a far trasparire il sollievo, l'orgoglio, i dubbi, lo strappo nell'anima... ma non c'è tempo, perché arriva Bill, che lo ha seguito e vuole delle spiegazioni. Il loro rapporto è destinato a consolidarsi e lo vedremo meglio nel terzo episodio, di cui parleremo in un prossimo articolo (so di essere in tremendo ritardo con le recensioni, non ho trovato la tana del coniglio!).

Conclusioni: il secondo episodio ha avuto un'atmosfera decisamente inquietante, la struttura dell'episodio è lineare e ci porta dritti fino al finale, senza esitazioni, senza una sbavatura di sceneggiatura o di recitazione. Ogni cosa è al suo posto, anche il disagio. Coerente ed emozionante. Perfetto!

Curiosità
- sappiamo che Stephen King ama autocitarsi e per questo episodio la produzione ci ha regalato un cameo di tutto rispetto: Annette O'Toole dal film "It" e Michael O'Neill dal film TV "The Shining".
- sappiamo che anche a JJ Abrams piacciono le citazioni e penso che ai più non sia sfuggito questo riferimento al coniglio di Donnie Darko. 


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Articolo di Anna Galimberti

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