OUTLANDER - La serie TV più attesa del momento!


E' più sexy di Poldark (serie TV britannica) e più attendibile di Game of Thrones. Lucy Davies ci parla delle virtù di Outlander.








A metà della prima stagione di Outlander c'è una scena particolare, nella quale il neo sposo Jamie frusta, con una cintura in pelle, il fondoschiena nudo della moglie Claire, perchè ha disobbedito ad un ordine e ha messo in pericolo la sua vita, così come quella degli altri membri del clan. La donna reagisce colpendo a calci il marito e chiamandolo sadico.


E' una delle tre scene chiave secondo il produttore esecutivo Ronald D. Moore, che si è occupato dell'adattamento televisivo della serie. Se, poi, pensiamo alla scena della prima notte di nozze e allo stupro di Jamie, allora abbiamo un'idea di ciò che Outlander vuole esplorare. "Capire cosa si vuole mostrare, non tirarsi indietro e non dare nulla per scontato: tutto questo richiede molta attenzione nel nostro lavoro", afferma Moore.

Outlander è tratto da una serie di romanzi (il primo risale al 1991) di Diana Gabaldon, scrittrice americana. Finora ne sono stati pubblicati otto, con oltre 26 milioni di copie vendute e, attualmente, l'autrice è al lavoro sul nono romanzo.
La storia inizia nel 1945 quando Claire, un'infermiera coraggiosa e preparata, è in vacanza con il marito Frank a Inverness allo scopo di ravvivare il loro matrimonio, dopo anni di distanza a causa della guerra. Toccando una pietra runica, la donna viene trasportata magicamente indietro nel tempo, nel 1743, in una Scozia animata dai moti della ribellione giacobita. Qui è dove realmente si svolge la trama e il viaggio nel tempo diventa un espediente narrativo.


"Ho pensato che, se avessi avuto la possibilità di tornare indietro nel tempo, avrei voluto fare qualcosa legato alla medicina, per avere le conoscenze necessarie che mi avrebbero permesso di rimanere in vita", spiega Diana. "Ma la medicina moderna è legata alla tecnologia e non volevo un personaggio che camminasse su un campo di battaglia pensando Dio, vorrei fare un esame radiologico a questo paziente!, volevo qualcuno che tirasse fuori un impacco e cominciasse a ricucire. Allo stesso tempo, doveva conoscere i pilastri della medicina moderna: anestesia, antibiotici, antisepsi e tutti quelli entrati in uso durante la Seconda Guerra Mondiale. Poi, sapevo che le infermiere di quel periodo erano donne toste, determinate e ciò si adattava bene al tipo di personaggio che avevo in mente".

A differenza di molti altri drammi storici, in cui gli altri personaggi, a differenza dei protagonisti, agiscono come dei semplici riempitivi, qui, invece, ciascuno ha il proprio arco narrativo ben complesso. Soprattutto, sono Jamie e Claire che vengono messi a dura prova. "La scena della sculacciata è stata forte", ammette Caitriona Balfe, "La punizione fisica di una moglie da parte del proprio marito non è in nessun modo accettabile, ma penso che Claire sia stata più fortunata delle donne dell'epoca, perchè, venendo dal futuro, aveva già una mentalità più aperta e moderna".


"Io ero perfettamente a mio agio", scherza Sam Heughan. "Scusa", dice rivolgendosi a Caitriona. "In realtà, penso che abbiamo apprezzato tutti quel tipo di scene", ammette in tono serio. "Sono state delle lezioni da guardare. La sculacciata e la reazione di Claire sono veramente importanti: è il momento in cui i due personaggi sono assolutamente uguali e sullo stesso piano".

Questo è il punto. Outlander non è solo un dramma brillante, vivace, emotivamente crudo e, a volte, indicibilmente violento; è anche uno dei ritratti più onesti di un matrimonio che si possano vedere sullo schermo. La coppia litiga fino allo sfinimento, ma ciò non vuole dire che non provino passione, tanto che i fans dello show hanno trasferito l'alchimia tra i due attori anche alla loro vita reale. Tuttavia, sono rimasti delusi.


La Balfe confessa "un debole" per il personaggio di Frank (Tobias Menzies), il marito scialbo e noioso che si lascia involontariamente dietro, nel 1945. "Jamie e Claire sono anime gemelle. Sono personaggi che si sfidano l'uno con l'altro e consentono ad entrambi di crescere. La loro relazione non è perfetta ma, proprio per questo motivo, lo diventa e il pubblico lo ha capito, rispondendo positivamente".
"Molti sostengono che Outlander sia solo per un pubblico femminile", dice Maril Davis, co-produttrice assieme a Moore (entrambi hanno già lavorato insieme in Battlestar Galactica e Star Trek). "In realtà, abbiamo una maggioranza di pubblico maschile. Gli uomini iniziano a guardare la serie assieme alle proprie compagne e non l'abbandonano".


I fans di Outlander fanno anche altro. Mandano biscotti (anche senza glutine per la Balfe), cappucci lavorati a maglia per gli attori che soffrono per il cattivo tempo durante le riprese in Scozia, imparano il Gaelico e, in attesa dei nuovi episodi, esprimono la propria attesa su Twitter con l'hashtag #droughtlander. 
Diana Gabaldon, che non era mai stata in Scozia prima di scrivere i suoi romanzi, ha creato una serie di case e villaggi per il clan di Jamie e sono migliaia i fans che ogni anno si recano in quelle zone alla ricerca dei luoghi simbolo della serie. Diverse aziende americane e scozzesi organizzano tour e i libri della Gabaldon sono tra i più venduti nei negozi di souvenir di Culloden.

Fino ad oggi, la serie è stata nominata per 16 premi (tra cui il Golden Globe) e ne ha vinti 11; inoltre, il suo debutto, risalente all'agosto del 2014 sulla rete via cavo Starz, ha avuto l'ascolto più alto di sempre. La popolarità di questo show in America ha superato di gran lunga quella in Gran Bretagna, dove i membri del cast possono ancora, in qualche modo, camminare per strada senza essere riconosciuti.


Tutto questo, però, ora sta cambiando. Da quando Amazon ha comprato i diritti per mandare in onda Outlander nel Regno Unito, la serie è diventata una delle più seguite anche in streaming. 
Sin dal suo debutto, la serie è stata paragonata più volte a Game of Thrones, ma la cosa non regge. Entrambe trattano il sesso, la guerra, atti raccapriccianti di crudeltà umana (come le punizioni corporali e lo stupro), anche se Outlander è stato più lodato che criticato a causa di questo. Ma se cercate draghi e arti magiche, allora siete fuori strada.
Il viaggio nel tempo aggiunge un elemento fantastico alla trama, ma esso rimane, tuttavia, un mezzo usato da Claire (la Sassenach, per usare il termine gaelico che diventa il suo soprannome).

Poldark (serie TV britannica tratta dai romanzi sulla saga di Ross Poldark e Demelza e trasmessa sulla BBC dal marzo 2015) è probabilmente più vicina ad Outlander, con un eroe vivace e un'eroina che assomiglia ad un pesce fuor d'acqua. Entrambi gli show si svolgono in paesaggi incantevoli ed alternano l'azione a momenti di tranquillità. "Credo che ci voglia una pausa dopo certe scene forti, ci vuole un momento per respirare", spiega la Davis.


La prima metà della scorsa stagione è stata raccontata dal punto di vista di Claire, che ha lottato per il suo ruolo, per la sua libertà; ha cercato pure di tornare a casa da Frank ma, dopo il matrimonio con Jamie per evitare l'arresto, ha deciso di rimanere. Il settimo episodio, quello della prima notte di nozze, è stato considerato rivoluzionario per la nudità, la dolce intimità e la volontà di concentrarsi sul piacere femminile piuttosto che su quello maschile. Come ha osservato l'Huffington Post, "Outlander ha scombinato tutte le idee sul sesso in televisione!".
La seconda parte, invece, si è concentrata sulla lotta giacobita, sullo stupro e il saccheggio inglese. Jamie viene arrestato e imprigionato da un ufficiale dell'esercito britannico, che porta avanti una vendetta contro la sua famiglia: Black Jack Randall, antenato crudele del primo marito di Claire. Interpretato anch'esso da Menzies, diventa un personaggio magnifico nella sua forma terrificante e permette di esplorare i lati più oscuri dell'animo e della mente umana.

La seconda stagione inizia con l'arrivo in Francia di Jamie e Claire, alla ricerca di un rifugio dai guai lasciati in Inghilterra e intenzionati a cercare Bonnie Prince Charlie (Andrew Gower) a Parigi per impedire la ribellione giacobita. Qui, vengono catapultati nel sontuoso mondo della corte francese. "E' uno show del tutto nuovo", svela Moore. "I costumi, l'atmosfera, la lingua: tutto cambia". 
"A Parigi i pericoli sono politici, più che fisici", dice Heughan. Volendo alterare il corso della storia, i due vanno incontro a preoccupazioni e sfide che avranno un peso enorme sul loro rapporto. "Claire e Jamie sono sempre stati onesti l'uno con l'altro", continua Sam, "Ora, invece, sono più ambigui e usano parti del proprio carattere non proprio onorevoli...ciò provocherà uno strappo".


Tutto ciò rende lo show avvincente. "Entrambi oltrepassano i propri limiti", confessa la Balfe. "Passano attraverso prove terribili, ma ci sono sempre l'uno per l'altro. Si sostengono a vicenda perchè ognuno dia il meglio di sé, cosa alla quale, penso, tutti aspiriamo".

Per Caitriona, che ha trascorso la prima stagione lottando e fuggendo, ora c'è la possibilità di guardare in se stessa. Le chiedo se è stato difficile, per lei, immaginarsi come una donna del 18° secolo in Scozia o in Francia. "Credo che Claire abbia più libertà in Scozia", dice. "Lì è tutto più brutale e rozzo, ma aveva più libertà. A Parigi, invece, le donne sono più un ornamento. Ciò non vuol dire che non abbia modo di esplorare la propria femminilità".
"Claire è a disagio in Francia", afferma Sam. "E, come al solito, farà in modo che tutti lo sappiano!". Ride. 

Lo show ha portato i due attori ai massimi estremi: Claire viene trattata come una strega, la schiena di Jamie è un reticolo di cicatrici, entrambi vengono rapiti, torturati, violentati, lei è aggredita sessualmente. Come hanno fatto a lasciarsi tutto questo alle spalle alla fine di ogni giorno di ripresa? "A volte continuo a pensarci, ma credo faccia parte del nostro lavoro", confessa la Balfe. "Si rimugina sulle cose, pensando quasi come farebbe il personaggio".


Per la seconda parte della prossima stagione, il cast è tornato a girare in mezzo ai fiumi e alle impervie montagne delle Highlands scozzesi. "Molti hanno detto che c'è qualcosa in Scozia che fa sentire loro di appartenere a questa terra", dice Sam. "Buona parte della serie parla proprio di desiderio di casa, di radici. Penso che ciò sia dovuto al fatto che siamo più vicini al nostro passato rispetto a tanti altri".
"Al primo giorno di riprese in Scozia avevamo tutti dei sorrisi enormi", confessa Caitriona. "Due ore più tardi eravamo zuppi, infreddoliti, tristi. Per girare The Revenant hanno impiegato cinque mesi. Cosa vuoi che siano rispetto a due anni di riprese in Scozia!"

                                                                                                                   Lidia

                                                                                                                                             www.telegraph.co.uk

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Scritto da Lidia Lyn

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