PERSON of INTEREST - Recensione degli episodi S05E04 "6.741" e S05E05 "ShootSeeker"


Con un po' di ritardo, ecco le recensioni degli episodi della scorsa settimana!

Questa settimana saranno trasmessi ben tre episodi, questa stagione corre talmente veloce che, mi perdonerete, non riesco a starci dietro! 


Per la recensione del terzo episodio cliccate il link qui sotto!
PERSON OF INTEREST - Recensione S05E03 "Truth Be Told"


5x04 "6.741"
Il quarto episodio "6.741" è stato un episodio esplosivo! Non per niente è uno degli 8 episodi preferiti in assoluto di tutta la serie da parte di Nolan! Personalmente non potrei essere più d'accordo.

Questo episodio è stato un'affascinante esplorazione di un personaggio amatissimo, ma sempre rimasto un po' oscuro, Sameen Shaw: qualcuno la cui influenza si è fatta sentire in ogni istante, qualcuno senza il quale il Team Machine non può sentirsi completo. 
In questo episodio, il peso della sua storyline è palpabile in ogni scena, la sua presenza riempie lo schermo, la storia, gli occhi e il cuore. Come il grande cuore che dimostra lei alla fine di questa puntata.


La scena emblema dell’episodio, la più profonda e potente è quella alla fine tra Sameen e Root (interpretate entrambe brillantemente)


 “Somewhere in your sociopathic heart, you know we belong together,”
"Da qualche parte nel tuo cuoro sociopatico, sai che ci apparteniamo l'un l'altra"

E Shaw lo sa, “You were my safe place.”, ma sa anche che non ha controllo sulle proprie azioni, pertanto trova l'unica soluzione possibile e ancora una voltra, si sacrifica per Root. Una delle scene più strappa cuore degli ultimi tempi, una scena che mi ha stappato una lacrima di commozione anche la seconda volta che l'ho vista, pur sapendo tutto mi sono commossa e il merito è della sapiente scritura degli autori e dell'intensa interpretazione delle attrici. Il fatto che Shaw si sia uccisa piuttosto che uccidere Root è il simbolo della purezza dei suoi sentimenti e della forza del loro legame.
Pochi istanti dopo, con un grandissimo sospiro di sollievo, scopriamo che è tutta una simulazione. Greer sta cercando di manipolare la mente di Sameen costringendola a rivelare dove è la macchina e dove sono i suoi amici, ma ogni volta finisce allo stesso modo, Shaw piuttosto che sparare a Root si uccide.
Già di per sé scoprire che Shaw ha subito più di una volta questa terribile simulazione è  impressionante, ma quando scopriamo che la prossima sarà la simulazione n. 6742 (SEIMILASETTECENTOQUARANTADUE!!!), beh, è tutta un'altra cosa.
Sameen si rivela una tosta, non scalfibile, invincibile. Chapeu. Applausi. Sameen è sempre più il mio mito.
Ci sono mille modi nei film e telefilm per dire "ti amo". alcuni più romantici, altri rudi, altri ancora sono epici. Person of Interest lo fa così, per 6.741 volte. E poi ancora. Fantastico! 

Che alla fine fosse tutto finto è un sollievo per due motivi principali.
Il primo è, ovviamente, emotivo e non ha bisogno di essere spiegato. Che sia una simulazione significa che Reese e Shaw sono ancora vivi!
Il secondo è più tecnico sulla costruzione dell'episodio, che sarebbe risultato molto debole se fosse stato tutto vero. Infatti ci sono diversi aspetti trattati con apparente leggerezza e che mi hanno lasciata un po' perplessa guardando la puntata. Per esempio il modo in cui Sameen scappa, il fatto che dopo mesi a letto e il cervello fritto sia in una forma fisica perfetta e molto lucida, oltre alla sequenza di eventi un po' troppo fluidi. Anche il fatto che Reese fosse morto era poco plausibile... 

In conclusione però posso dire che l'episodio mi ha talmente coinvolta che, pur notando queste incongruenze e forzature, non ho mai perso il coinvolgimento e il finale mi ha comunque stupita. Per me questo episodio è un 10 pieno. Dubito che potrà essere superato, però conto sul fatto che la quinta stagione, con i suoi 13 episodi, dovrà condensare gli eventi e che quindi il livello adrenalinico sarà sempre alto!

5x05 ShootSeeker
Il quinto episodio è stato, come prevedibile meno emozionante, lo show è tornato al classico format del caso della settimana, che però si integra benissimo nella storyline orizzontale della lotta contro Samaritan. Gli autori ormai ci hanno abituato alla loro superba capacità di integrare perfettamente il caso della settimana nel plot principale. 

Root e Finch hanno un'altra interessante conversazione sul dare o meno potere alla Macchina, che per Root è come un bambino che deve imparare a difendersi, che deve avere gli strumenti per affrontare quello che verrà, mentre Finch si fida della Macchina e di tutte le cose che le ha insegnato fino ad ora. Se c'è qualcuno che può riprogrammare la macchina perché questa possa trovare il modo di sconfiggere Samaritan è la Macchina stessa.
Questo ci riporta al solito tema dell'umanità e dei principi morali che rendono deboli. Finch riesce a mettere nella gabbia di Faraday una mini-macchina e un mini-samaritan, affinché potessero affrontarsi e avere un'idea delle possibilità della Macchina. Ecco, Samaritan ha vinto miliardi di volte, la Macchina ZERO. Sconfortante.
Il grande vantaggio di Samaritan è appunto la mancanza di quelle restrizioni morali, che Finch ha insegnato alla Macchina.
La Macchina ha un codice morale che Samaritan ignora. Lo scopo di Samaritan è conquistare il mondo, mentre lo scopo della Macchina è salvarlo.
Bella differenza! Concordo con Finch che la Macchina debba mantenere le sue peculiarità e la sua moralità, anche a rischio di pagarne un prezzo fin troppo alto. Ma capisco anche Root che molto machiavellicamente pensa che il fine giustifichi i mezzi e che la salvezza del mondo valga il rischio di sporcarsi le mani, come peraltro tutti loro hanno già fatto, la Macchina è l'unica che in certo senso è rimasta pura, proprio perché non ha quelle scale di grigio che caratterizzano la specie umana.
  

“The Machine is infinitely smarter than either of us. If anyone here needs to recode the Machine, it should be the Machine

"La Macchina è infinitamente più intelligente di noi due. Se qualcuno qui ha bisogno di riprogrammare la Macchina, dovrebbe essere la Macchina." 

Il caso del giorno gira intorno al tema della perdita e della cura per l'altro. Quando Garvin dice a Reese che a nessuno interessa della scomparsa di Krupa, Reese risponde “You care” ("A te interessa"). Sì, perché questo è quello che conta, che a qualcuno importi e c'è sempre qualcuno a cui importa. Non dobbiamo dimenticarcene mai.

Elias è vivo! Credo di essere l'unica a non esserne entusiasta, non ho mai amato particolarmente le storyline legate ad Elias, ma decisamente è stato un colpo di scena che non mi aspettavo. Quello che Elias dice a Bruce Moran "go back to the shadows" ("torna nell'ombra") rivela la consapevolezza che c'è un potere superiore, che cerca di avere controllo sul mondo, controllando le persone e che l'unico modo per sopravvivere sia rimanere nascosti. La ricomparsa di Elias sicuramente non è un caso, lo vedremo ancora, ma che ruolo giocherà Elias nella grande guerra che stiamo vivendo? Elias ha il grande vantaggio di essere creduto morto, il che può giocare a favore dei nostri,

Il leitmotiv di questa stagione sembra essere l'uscire allo scoperto e affrontare il dio in Samaritan. Il Team Macchina è stato nell'ombra troppo a lungo, è ora di uscire per combattere la battaglia finale. 

Ultima nota di pregio: abbiamo rivisto Fusco, altro personaggio che amo ogni puntata di più e che si è dannato l'anima per ritrovare Reese!


Concludo brevemente ricordando che questa settimana sono andate in onda ben 3 puntate, cosa che mette in crisi i miei tempi già risicati, mi perdonerete, spero, se arrivo con un po' di ritardo. Questa ultima (sig!) stagione è partita alla grande e io ho delle grandi aspettative per un finale finalissimo che dia grandi soddisfazioni, ma che strappi il cuore.

E voi cosa ne pensate? Cosa vi aspettate da questa stagione?

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Scritto da Anna Galimberti

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