Recensione di "WARCRAFT - L'inizio"

Non linciatemi ma io non sono una giocatrice. Recensisco solo sulla base del film che ho visto, senza conoscenze pregresse. Perciò potrei anche aver interpretato male qualcosa e vi invito a correggermi.

La regia è stata affidata a Duncan Jones, figlio di David Bowie nonchè pluripremiato per i suoi film fantascientifici precedenti -sempre a cavallo tra due mondi -  mica uno qualsiasi, insomma. Quindi il film già si presenta bene.
Il cast è strepitoso a partire dal "vichingo" Travis Fimmel, da Ben Foster - il Dominic Cooper che noi amiamo come Stark senior in "Marvel's Agent Carter"- tra le altre sue opere. Toby Kebbel è altresì famoso, poi c'è il Robert Kazinsky del secondo capitolo de "Lo Hobbit"; Daniel Wu con i suoi oltre quaranta film in attivo, per non parlare di Clancy Brown, altro attore molto prolifico.  Infine, ricordiamo Ruth Negga, che abbiamo apprezzato prima nella serie brittannica "Misfits" e poi come Raina in "Marvel's Agent of S.H.I.E.L.D.".
In una pellicola di questo genere è fondamentale parlare degli aspetti tecnici: l'animazione digitale è pressocchè perfetta e l'insieme regge bene, insomma sugli effetti speciali nulla da eccepire.
Ma ora veniamo alla trama: il regno di Azeroth, sotto il governo del buon umano Re Llane (Dominic Cooper) e di sua moglie - sorella del braccio destro del re, Lothar (Travis Fimmell) - e sotto la protezione del concilio del Kirin Tor e di Medivh (Ben Foster), Guardiano del regno e suo mago più potente, vive in pace da decenni. Ora, però, Azeroth viene minacciato dall'invasione, attraverso un oscuro portale, degli orchi di Draenor, brutali creature nate per combattere e comandate dal crudele sciamano Gul'dan (Daniel Wu). Tra loro, solo Durotan (Toby Kebbell), amato e rispettato leader del Clan dei Lupi Bianchi, è pronto a mettersi contro il cattivo Draenor per smetterla con le distruzioni. Ad ogni costo, anche cercando l'alleanza con gli uomini. La battaglia occupa il 90% del film. Alla fine il figlio di Durotan viene messo dalla madre in una cesta e affidato alla corrente del fiume, indicando quanto sarà fondamentale il suo ruolo nel secondo capitolo della saga.

Il film è per tutti, tutte le età perchè non è troppo cruento e anche per tutti gli amanti del fantasy che pur non abbiano mai giocato con la piattaforma e siano entrati in questo mondo magico in maniera più partecipativa. Ho già detto quali sono i pregi, veniamo ai difetti: un po' noioso? O è un problema solo mio che preferirei più trama e meno sberle? L'impatto visivo è indiscutibile, soprattutto colpisce la vista l'enorme orda di Orchi antropomorfi - anche metaforicamenet parlando, cioè come usanze e mentalità - che avanza verso il portale,  ma a metà film mi stavo già distraendo un po'. Ci sono tutti gli elementi per creare un interessantissimo seguito ma forse la trama a questo giro risulta un po' schiacciata e con poche sfumature proprio per via del numero esorbitante di orchi difficile da gestire, il che rende la trama un po' prevedibile. Ma, ripeto, apre la strada ad un futuro col piccolo mezzosangue sicuramente più ricco, perciò vi consiglio di stare al passo  vedere anche questa prima parte.





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Articolo di Simona LaFleur

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