LEGENDS OF TOMORROW - Recensione episodio 2x17 "Aruba"



Non so voi ma io fremevo nell’attesa di vedere questo season finale, soprattutto per capire la sorte che avrebbe avuto un certo bel tipo di cui anelo disperatamente il ritorno in una serie degli eroi DC qualsiasi, a questo punto.



Dopo il finale pieno di suspence dell’episodio precedente mi aspettavo un inizio pieno di tensione, data la situazione disperata in cui versavano le nostre Legends alla ricerca di Rip e della Waverider.

Invece, in un attimo “the teeny, weenie Englishman” (Mick ti adoro!) fa funzionare la nave temporale, la fa ripartire e, nonostante le dimensioni lillipuziane, trova Sara&Co, mentre questi ultimi erano impegnati, chi a cercare di mettersi in contatto con Hunter, chi a piangere la donna amata, chi a mangiare ciambelle ‘homeriche’.

Ma se ci voleva così poco perché caspita Rip ha perso tempo a fare torte fino a questo momento? Mah. La mia opinione è che gli autori abbiano voluto sbrigarsela alla bell’e meglio col ritorno di Hunter per passare oltre e arrivare al punto della questione. O della puntata, per meglio dire.

Back to war
Eccoci di nuovo nel 1916 in Francia, alla battaglia delle Somme, per distruggere la Lancia del Destino e annullare Doomworld. In fretta, prima che la realtà alternativa di Thawne si propaghi come un’onda dal 2017 e si consolidi per sempre.
Il rischio di scatenare un’aberrazione temporale è in agguato e i nostri eroi dovranno fare di tutto per evitare di incontrare i loro doppi. Anche se sono queste Leggende ad essere il doppione temporale, destinate a scomparire una volta riusciti a salvare la realtà.
Così, nonostante le accorate richieste di Rory di sole, drink esotici e ragazze in bikini, eccoci di nuovo in guerra.

Ma Thawne (quello del Doomworld) è lì ad aspettarli e, quando Atom trova il sangue di Cristo, il velocista distrugge la fiala e strappa il cuore dal petto al povero Ray. Tutti – ammettiamolo - abbiamo gridato sconvolti per questa scena. Dimenticando che si trattava di un doppio, ci siamo sentiti disperati tanto quanto Sara.

Non ho mai rubato nulla a me stesso, prima d’ora.
Ebbene sì, persa definitivamente la possibilità di distruggerla, ai nostri non rimane che rubare la Lancia del Destino a loro stessi

cioè ai loro doppi

cioè agli originali di cui loro sono i doppi…

Insomma, avete capito.

E mentre le Leggende si mettono all’opera e Rory sogna Aruba, Thawne ha, come me, un po’ di problemi nello spiegare ai suoi soci, quelli del 1916, cosa diavolo sta succedendo. Convinti, ma non troppo, la Legion of Doom meno Eobard si prepara ad attaccare la Waverider, mentre le Leggende sono costrette ad incontrare se stesse a causa di un contrattempo. E, sulle prime, non è esattamente un incontro amichevole. Fortunatamente, Rip e Rip riescono a spiegarsi e a spiegare a tutti gli altri cosa sta accadendo e perché. Le assenze, invece, vengono spiegate, lapidariamente e brutalmente, dalle essenziali parole di Mick Rory. “Morto, morta, come morto”, niente male come epitaffio.

Per chi, invece, è sopravvissuto sembra il momento giusto per confrontarsi con la vecchia versione di sé. Mentre le due Sara, dopo un confronto e un’aperta amissione della loro incapacità ad utilizzare la Lancia per il bene, stanno decidendo cosa fare, Nate spiega al suo vecchio io che bisogna cogliere l’attimo fuggente per non avere dei rimpianti un domani.
Ma i cattivi sono arrivati e hanno già inflitto notevoli danni alla nave. L’unica opzione per sottrarsi al fuoco nemico é fare un viaggio nel tempo. Ma qualcosa non va. Le interazioni tra le Leggende ha creato una tempesta del tempo.

Lo scontro finale
I danni alla Waverider non permettono un altro tentativo. Bisogna raggiungere l’altra. Per farlo, ai nostri eroi non rimane che affrontare Snart, Darhk e Merlyn in uno scontro epico. Uno scontro da cui non tutti potranno uscirne vivi.

La prima vittima è il Jax del 2017 che si fa colpire dalla freccia di Merlyn, salvando così Stein, trascinato via dall’altro Jackson. La cosa, devo dirvi, non mi ha scosso molto, tanto sapevo che era quello destinato comunque a morire.
È un’altra, la morte che mi ha sorpreso ed emozionato per più di un motivo.
Mick disarma e punta la sua arma contro il petto di Damien Darhk. Sta per sparare ma la voce di Snart lo ferma. Gli dice, anzi gli ordina, di lasciarlo andare. Ma Mick è stufo di prendere ordini da lui, dal suo vecchio socio, perché lui non ha più un socio, ora ha una squadra. Ma al vecchio Snart queste parole suonano come quelle di un rammollito, di uno che può essere sistemato in un solo modo. Gli spara alla schiena, trafiggendolo con una lama di ghiaccio che lo uccide sul colpo. No, Mick no!

A morire è il Mick del futuro, un uomo che aveva tradito in nome di un’amicizia che non ha più riconosciuto come tale, che ha deciso di tornare indietro, sui suoi passi e nel tempo, per il bene del mondo. Un uomo diverso, migliore di quando l’abbiamo incontrato per la prima volta e che, proprio per questo, viene tradito dal suo amico di un tempo. Snart non lo riconosce più perché viene dal 2014 e quello che si trova davanti non è il partner di mille rapine ma uno sconosciuto con cui non ha niente a che spartire, un uomo come tanti, un intralcio e un pericolo. E andava eliminato.

Per fortuna, il Mick originale (che non aveva ancora scelto di tradire il team per lui) è ancora vivo e lo stordisce. Avrebbe potuto ucciderlo ma non l’ha fatto. E alla fine abbiamo scoperto perché.

Intanto, Nate muore per mano del perfido Damien e Sara, dopo aver spedito Rip e la Lancia verso la nave, lo affronta. Un momento che entrambi attendevano da tempo. Sara lo batte ma non lo uccide perché dargli la morte sarebbe un gesto troppo indulgente per lui. Lo stordisce e, insieme ai sopravvissuti, si dirige verso la Waverider.

Cinquanta sfumature di Thawne
Proprio mentre stavamo cantando vittoria, Thawne ricompare. E non da solo. Ecco dov’era finito!

Era andato a recuperare un numero spropositato di se stesso che, poco a poco, decima le Leggende rimaste fino a quando, finalmente, Sara decide che è in grado di gestire il potere della Lancia. Anche perché di alternative non erano rimaste.


La Lancia la porta in una ipotesi di realtà in cui l’amata sorella Laurel è ancora viva e le dice che, se solo volesse, quella potrebbe essere la realtà definitiva. Ma Sara non lo farà, nonostante il desiderio di averla di nuovo al suo fianco. Forse il suo cuore non è puro ma farà la cosa giusta. Annullerà il potere della Lancia, alla faccia di Eobard, che verrà finalmente raggiunto e ucciso definitivamente dal Black Flash.

Non so voi, ma io ho tirato un sospiro di sollievo. Spero proprio che sia l’ultima volta che vediamo il Reverse Flash in giro per le serie DC Comics.

Il passato non si può cambiare
La Waverider è nuovamente funzionante e, dopo aver riportato Malcolm nel 2016 nel posto che si merita, ovvero il suo schifoso appartamento, tocca agli altri due ex membri della Legione. Loro sono morti, nel 2017. Allora quando?

Per Leonard è il 2014, anno in cui Thawne l’ha arruolato. Ed è compito di Mick riportarlo a Central City, non per ucciderlo, ma per avere con lui il dialogo più onesto e profondo che i due abbiano mai fatto. Mick l’ha riportato lì per cancellargli la memoria e far sì che si unisca alle Leggende. Non perché morendo salverà il mondo, come sarcasticamente dice Snart, ma perché così salverà i suoi amici. Una sentenza di morte, sembrerebbe. In realtà, l’opportunità di diventare un uomo migliore e permettere allo stesso Mick di diventarlo a sua volta.

Una scelta difficile, quella di Mick. Fare la cosa giusta anche se questo vuol dire perdere la persona a lui più cara, condannarla a morte certa perché il passato non si può cambiare, perché il passato ci ha reso ciò che siamo oggi.
Una scelta che anche Sara ha deciso di fare. Riportare Darhk nel passato significa perdere Laurel ma sarà questo a renderla la donna che salverà la realtà stessa.

Addio e arrivederci
Ora anche Amaya deve ritornare a casa, nel suo tempo. Con Nate, intenzionato a non separarsi da lei. Ma lei decide di rimanere con lui e le Leggende e di rimandare il suo addio. Al contrario di Dorothy, non ha fretta di tornare a casa, le scarpette rosse sono in valigia ma possono aspettare.
Il capitano Rip, invece, ha deciso di partire. Alla chetichella, senza salutare nessuno, avrebbe “preso in prestito” la scialuppa e sarebbe andato via se Sara non l’avesse visto. Hunter sente di essere ormai inutile sulla Waverider e il capitano Lance è più che capace. Sarà un addio definitivo? Il sorriso di Sara sembrerebbe dire di no.

Finalmente, sistemata la realtà, le Leggende possono andare dove vogliono e Mick vuole andare ad Aruba nel 2017. Detto fatto. Impostata data e luogo si parte. Ma una tempesta temporale non permetterà di esaudire il desiderio di Rory. Verranno catapultati fuori dal flusso temporale e atterreranno, malamente, a Los Angeles nel 2017. Ma qualcosa non quadra. Quando mai - direte voi - le cose quadrano in questa serie? Beh, questa volta pare proprio che hanno sfasciato il tempo. Dinosauri, Big Ben e altre stranezze.
Forse abbiamo capito perché, dopo aver preso Thawne, Black Flash abbia guardato Sara tanto a lungo e tanto incacchiato.

I casini temporali di Barry Allen sono bazzecole. A’ levate Flash ce stanno le Leggende a incasinà er tempo.

Piccoli pensieri prima di salutare:

·      Un po’ inquietante e un po’ divertente la scena tra Ray, la sua esotuta e il malcapitato Jax. Ma gliela vogliamo trovare una donna a sto disperato di Palmer?

  • ·       Lo spazio dato al personaggio di Snart è stato poco e, anche se alcuni momenti sono stati intensi, i fan di Wentworth Miller saranno rimasti estremamente delusi. Io lo sono stata. Tanto più che, se è necessario che lui muoia per salvare il team, le probabilità che ritorni (non sotto forma di fantasma) sono davvero basse. Speriamo mi contraddicano.


·    Mick Rory si sente pienamente parte delle Legends o potrebbe tradirle di nuovo? Io credo che non le tradirà, per 2 semplici motivi. Il primo, di natura puramente pragmatica, è che sarebbe una storia ripetitiva per la serie. Il secondo, meno cinico, è che ora Mick è definitivamente un uomo diverso, forse non nelle maniere ma sicuramente nell’animo.


  • Legends è nata per dare ad alcuni dei personaggi, già incontrati in altre serie, una seconda chance. I buoni hanno potuto mettere a frutto le loro abilità e i loro poteri. Leonard è passato da zelante ladro ad eroe romantico. Sara e Mick si sono redenti.
Cosa accadrà nella terza stagione? Lo scopriremo insieme.
Arrivederci alla prossima stagione di Legends of Tomorrow.


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Articolo di Heather Purple

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