DOCTOR WHO - Recensione dell'episodio 10x06 "Extremis"





La perla della decima stagione è finalmente arrivata ed è stata sconvolgente, emozionante e sbalorditiva. La verità sul caveau è stata svelata e l'inizio della fine di un'era di Doctor Who è ormai alle porte dello spazio-tempo. Andiamo allora a scoprire le intriganti dinamiche di Extremis, il sesto episodio della decima stagione firmato Steven Moffat, il che dice tutto, o quasi.

L'episodio precedente, Oxygen, si era concluso nel buio completo. Il Dottore è diventato cieco in seguito all'esposizione al vuoto spaziale ed è palese fin da subito la sua intenzione di non farlo sapere a Bill. Nardole, al contrario, ne è al corrente quanto noi ed è proprio ad egli e a un altro personaggio a noi familiare che è dedicata, in forma di flashback, una rilevante porzione della puntata.

Extremis si apre infatti su uno sguardo ad un recente passato, dove (o quando) il Dottore sarebbe stato convocato in qualità di boia per l'esecuzione di Missy. L'acerrima nemica/amica del Signore del Tempo implora, come solo lei sa fare, perché le venga risparmiata la vita. In questo frangente, grazie al particolare rito d'esecuzione, scopriamo alcune cose interessanti. Gli abitanti del pianeta in cui il Dottore è stato convocato si occupano di scoprire i modi in cui uccidere tutte le razze dell'universo e per questo hanno anche il ruolo di giustiziare criminali dalle caratteristiche, per così dire, particolari. Da qui una tecnologia per uccidere un Signore del Tempo, fermandone entrambi i cuori, i tre tronchi encefalici (tre!?) e provocando uno shock cellulare in grado di interrompere qualsiasi tentativo naturale di rigenerazione. Il corpo senza vita viene poi riposto in una camera detta di Ripiegamento Quantistico che dovrà essere sorvegliata per almeno un millennio. Tale onere spetta per statuto ad un altro Signore del Tempo. Il Dottore era l'unico reperibile.
Le preghiere di Missy vengono ascoltate da un misterioso individuo vestito da prete che in poco tempo si rivela essere Nardole, pronto a esaudire le ultime volontà della sua padrona River di affiancare il Dottore e, qualora si presentasse la necessità, prenderlo a calci. Nardole convince il Dottore a non togliere la vita a Missy, ma il Dottore si rifiuta di fidarsi ancora di lei e decide di chiuderla ugualmente nella camera di Ripiegamento. Eccoci svelata la promessa indissolubile fatta dal Dottore: vigilare per mille anni sulla prigione in cui risiede la sua controparte.


Nel presente, il Dottore parla con Missy, la quale è all'interno del misterioso caveau di cui ora conosciamo la natura, e le rivela la sua condizione di cecità e la sua sensazione di debolezza e vulnerabilità. In quel momento, il Signore del Tempo riceve una email su suoi occhiali da sole sonici che riporta come oggetto la parola 'EXTREMIS', nonché titolo dell'episodio.

Di suo, questa poteva già essere la trama di un intera puntata con tante carte in più rispetto alle prime cinque, la cui funzione era ovviamente introduttiva della serie e del personaggio di Bill.
Invece, le vicende del passato che interessano l'inizio del viaggio di Nardole insieme al Dottore, la promessa del Dottore legata al caveau e la sorte di Missy sono alternate a una storyline principale che comincia con quella email, Extermis.

Il Dottore viene avvicinato dal Papa e dai suoi Cardinali per una missione molto delicata: qualcuno ha tradotto il libro Veritas, creduto estinto dopo il suicidio di massa della setta che ne era in possesso. Anche tutti coloro che hanno lavorato alla traduzione del Veritas e che ne hanno letto il risultato si sono uccisi. I Dottore viene quindi invitato a risolvere questo enigma e non esita a coinvolgere la sua companion Bill, rovinandole un intimo appuntamento e facendole catapultare in casa la figura del Papa in persona.
Il TARDIS si catapulta allora a Roma e il Dottore, Nardole e Bill vengono guidati dal Cardinale Angelo nella biblioteca in cui il Veritas ha dimorato per più di un millennio insieme a molti altri libri dannati. Si manifesta subito un fenomeno inspiegabile, quando una sorta di luminoso portale nel muro appare e scompare nel lasso di pochi secondi. Il Dottore ovviamente non può vederlo, ma il Cardinale Angelo decide di trattenersi nel corridoio in cui è avvenuta la misteriosa apparizione per capirne la fonte. Inutile dirlo, non vedremo più il Cardinale Angelo.


Nel mentre, Bill, Nardole e il Dottore raggiungono la gabbia in cui è contenuto il Veritas e dove trovano un giovane ecclesiastico, il quale avrebbe letto la traduzione e ne pare essere rimasto sconvolto, al punto da fuggire nei meandri della biblioteca armato di pistola. Entrati nella gabbia, i tre protagonisti scoprono che il prete ha inviato una copia digitale del testo tradotto al CERN di Ginevra.
Pochi minuti dopo, si sente il sono di uno sparo e il Dottore lo usa come pretesto per far sì che Nardole e Bill lo lasciassero da solo con il libro. I due companion si mettono quindi alla ricerca del più che probabile cadavere suicida del giovane prete, ma lungo il cammino si imbattono nuovamente nell'accecante portale e decidono entrambi di andare più a fondo e varcarlo. Si trovano in una bizzarra e asettica sala che dà accesso ad altri luoghi per mezzo di analoghi varchi spazio dimensionali. Bill e Nardole si trovano quindi al CERN, dove un drappello di ricercatori stanno brindando al cospetto di un countdown elettronico. Ben presto Bill si rende conto che gli scienziati hanno intenzione di farsi saltare in aria perché consapevoli del contenuto del Veritas e di quello che chiamano Test dell'ombra, un vero e proprio gioco per dimostrare che il mondo in cui essi vivono, Nardole e Bill compresi, non è il mondo che credevano di conoscere.


Nel mentre, il Dottore trova un modo di guarire temporaneamente la sua vista per riuscire a leggere il Veritas, ma in quel momento viene raggiunto da coloro che appaiono come misteriose creature aliene in abiti monacali. Il Dottore riesce a fuggirvi, sfruttando l'oscurità e portando con sé il portatile sul quale il prete aveva trascritto la traduzione del libro.

Bill e Nardole sono scampati per un pelo all'esplosione del CERN e si ritrovano nella sala centrale dei portali. Qui il servitore di River giunge alla verità, comprendendo di essere anch'egli, come gli scienziati e come Bill, una proiezione di se stesso, un ologramma del vero Nardole. Nel cercare di arrivare al fondo della questione, Nardole si smaterializza nel nulla sotto lo sguardo impietrito di Bill, la quale, seguendo tracce di sangue, riesce ad attraversare un altro portale e raggiungere il Dottore nella Sala Ovale della Casa Bianca. A pochi metri dal Signore del Tempo, giace il corpo senza vita del Presidente degli Stati Uniti d'America, anch'egli suicidatosi dopo avere scoperto la verità sull'esistenza dell'umanità intera. Il Dottore spiega a Bill come anch'egli sia riuscito ad avere accesso alla traduzione del Veritas, ascoltandola sul portatile del prete, e ne rivela i dettagli a noi come alla ragazza:  

Il Veritas narra di un demone maligno che intende conquistare il mondo, ma per farlo deve prima conoscerlo. Per questo crea un mondo ombra. Un mondo, dove possa fare pratica per la conquista, pieno di persone-ombra che credono di essere reali”.


Il Dottore e la Bill che al momento stanno parlando nella Sala Ovale del Presidente degli Stati Uniti sono quindi le ombre di se stessi, all'interno di una fedele ricostruzione della terra e dell'umanità ad opera di una potente e raffinata forma di vita aliena. Una vera e propria simulazione al fine di conoscere i propri nemici.

Improvvisamente, Bill comincia a smaterializzarsi come Nardole e restano nella stanza il Dottore e uno dei Monaci che lo avevano aggredito nella biblioteca e che, presumibilmente, sono la forma aliena creatrice dell'intero progetto. Il monaco rivela al Dottore di averlo ucciso più volte e che ogni volta ha rappresentato preziose informazioni su come combattere il pianeta Terrestre. Il Signore del tempo li informa allora di ricordarsi, quando attaccheranno la Terra, che egli sarà colui che si frapporrà fra loro e l'umanità. Per dimostrarlo, il Dottore rivela al nemico di avere registrato coi suoi occhiali le ultime ore passate nella libreria e che, essendo una simulazione molto accurata e funzionante, essi dovrebbero riuscire al suo intento: inviare al vero sé stesso la registrazione dei fatti avvenuti e della minaccia imminente.

Rieccoci dunque all'inizio, a quando il Dottore siede di fronte al caveau e riceve una email intitolata Extremis. Informato di ciò che sta per arrivare, il Dottore informa Missy che, se le cose si metteranno male, deve sapere di poter contare su di lei.


Quante cose con cui fare i conti nel lasso di una cinquantina di minuti di episodio! L'inizio del viaggio di Nardole e il Dottore, la verità sul caveau e sulla promessa che vincola il Dottore ad esso, ma anche coloro che potrebbero rappresentare la fine del Dodicesimo Signore del Tempo: i Monaci, un nemico temibile e scaltro, quasi all'altezza del Dottore stesso. Esattamente a metà, la decima stagione comincia a entrare nel merito della questione e Stevan Moffat, all'alba del suo addio alla serie, sembra intenzionato a dare il meglio di sé. Sembra che a Moffat non piacciano proprio le biblioteche (vedi Silence in the Library) oppure gli piacciono troppo.






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Articolo di Fabio Scala

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