LUCIFER - Recensione degli episodi 2x16 "God Johnson" e 2x17 "Sympathy for the Goddess"


C’è un filo rosso che lega gli ultimi due episodi di Lucifer che abbiamo visto. E non solo perché si parla di mamma e papà, ovvero del signor Padreterno e (ex) consorte.


Il piano segreto di Lucifer è, lo sappiamo, quello di arrivare ai cancelli del Paradiso, aprire un varco e buttarci dentro mamma Charlotte perché se la veda con l’ex marito, da sola, nella speranza che nello scontro i due si annientino a vicenda.

Tutto chiaro. Tutto semplice. Beh, forse non proprio.

A parte l’insignificante dettaglio di cosa accadrebbe all’umanità se due potenti e furibonde divinità si dessero battaglia, Lucifer sembra non aver considerato altri piccoli dettagli.
Primo fra tutti, il rapporto con suo padre.


Per lui, come per il resto dei suoi figli, angeli o mortali che siano, i piani divini sono sempre stati imperscrutabili. Al pari dei suoi sentimenti verso quello che sarebbe dovuto essere il suo figlio prediletto, l’angelo più bello, il portatore di luce. Lo stesso figlio che ha cacciato dal Paradiso e costretto a regnare sull’Inferno per punire i colpevoli dei peccati più svariati. Sembra aver dato il libero arbitrio, poi imbastisce un piano perché la detective entri nella vita di Lucifer e faccia nascere tra loro un sentimento, non si sa quanto vero e sincero. Ma allora Dio è un padre amorevole o un sadico manipolatore?

Per Lucifer non sembrano esserci dubbi e pretende da God Johnson/Dad non solo delle scuse ma anche una punizione per le sofferenze che gli ha causato. Perché? Perché è un figlio ferito che non sa spiegarsi come mai suo padre, nel suo infinito amore, l’abbia allontanato da sé. Come fare allora per punire entrambi i genitori colpevoli di avergli mentito, di averlo ingannato e tradito? Ma con un piano degno della migliore tradizione hollywoodiana ovvero con un trucco. Farà in modo che tra i due scocchi di nuovo la primigenia scintilla, perchè farli tornare insieme sarà la punizione peggiore da infliggergli.


Scusa Luci, ma sei davvero sicuro che sia questo il motivo per cui vuoi che tornino insieme? Sicuro sicuro? Non è che magari magari, in fondo in fondo, come tutti i figli di separati, vorresti che mamma e papà facessero la pace per tornare ad essere insieme a te una vera famiglia? Sai, qualche dubbio noi e Linda ce l’abbiamo.


D’altra parte, sfido chiunque a dire di non aver sospirato nel vedere Charlotte tra le braccia di Mr. Johnson, bello come un dio, ballare sulle note di “Can’t take my eyes off you”…E quel bacio, poi…

Ma non c’è spazio per il romanticismo in questo mondo, specie se sei appena evaso da un ospedale psichiatrico, in cui devi ritornare. Per fortuna, però, sembra esserci lo spazio per un momento di sincero confronto tra padre e figlio.

“Perché mi hai respinto, papà?”, chiede un addolorato Lucifer.

“Non mi ricordo più perché ero così arrabbiato con te ma, per quel che vale, mi dispiace. Sono fiero dell’uomo che sei diventato.” La risposta, inaspettata, è ciò che qualsiasi figlio vorrebbe sentirsi dire dal genitore per poterlo perdonare. Purtroppo, chi gli ha appena detto queste parole, un balsamo per il suo dispiacere, non è Dio ma solo un uomo affetto da una momentanea patologia mentale. Suo padre non gli avrebbe mai detto quelle parole. Per questo ciò che Lucifer prova per lui, ora, è una collera furiosa.



Eppure, anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. Se la fibbia, il pezzo mancante per la Spada Fiammeggiante, ha donato ad un uomo qualunque il potere e la conoscenza del divino non potrebbe essere stato il mezzo con cui Dio gli ha davvero parlato?



Quel che è certo, comunque, è che la fibbia non è l’unico pezzo necessario perché la Spada funzioni. Ma dove cercarlo? E, soprattutto, cos’è?


Tralasciando la fievole trama investigativa sull’omicidio, l’episodio “Sympathy for the Goddess” è l’occasione per definire il rapporto tra Lucifer e sua madre e quello tra lui e Maze. In particolare, quest’ultimo sembrava aver perso la sua ragione d’essere da quando la bella demone è andata a vivere con Chloe e cominciato a maturare la capacità di provare sentimenti ed empatia. Sentimenti di cui Lucifer, troppo concentrato sul suo piano di vendetta, non sospetta neppure l’esistenza.

È l’insopportabile leggerezza e il disinteresse con cui tratta la delicata questione della probabile radiazione dall’albo di Linda a far scattare la molla. Non soltanto le ha tenuto nascosto il suo piano per il Paradiso, adesso Lucifer fa anche soffrire la dottoressa dopo che quest’ultima è finita nei guai per aiutarlo.


Quando è troppo è troppo! Forse Maze non sarà in grado di parlare dei suoi sentimenti ma, di sicuro, i suoi pugni sono un’espressione potente della sua rabbia. E del suo dolore per la paura di essere abbandonata da lui, anche se questo glielo spiega meglio a parole la dottoressa nella sua ultima seduta. Povera Linda! Dovrà dire addio alla sua professione oppure Mazikeen è riuscita a “convincere” il presidente della Commissione Etica a cambiare idea al riguardo? Per lo meno, Lucifer ha capito cosa la sua amica di sempre sta provando. Che sia empatia?

Nel frattempo, anche Chloe scopre di provare una certa empatia per l’altezzosa Charlotte, dopo che quest’ultima le ha rivelato i trascorsi con il suo crudele ex marito e averle confessato che farebbe di tutto pur di proteggere i suoi figli, pur di proteggere Lucifer. Ma il tempo che le rimane è davvero poco prima che la luce divina, che la sua forma umana non riesce più a contenere, la distrugga.


Inoltre, dopo interi episodi in cui l’abbiamo visto fare nient’altro che il lagnoso figlio in cerca del suo motivo di esistere, si scopre come Amenadiel sia (e abbia) la chiave per far (finalmente) funzionare la Spada.



Ma allora, a questo punto, Lucifer non serve più?


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Articolo di Heather Purple

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