TWIN PEAKS - Il "Caos Strisciante" del male di David Lynch e Laura Palmer come filius philosophorum?



Il male causato dalla mano dell’uomo, richiama a sé un male ancora più viscido e potente.
Questo ci racconta Lynch, mentre ci guida dentro l’esplosione atomica e vediamo l’entità di BOB nella scia della progenie.
È l’incarnazione del male, ma è anche l’estensione stessa del lato più oscuro della natura umana.


La figura stessa di Leland Palmer subisce una rivisitazione per i creatori della serie. Se nelle prime stagioni sembrava inconsapevole e impotente di fronte alla possessione di BOB, (Ricordiamo tutti la scena commovente della morte di Leland, finalmente libero dalla presenza maligna e accolto dalla figlia) nel film prequel, e, in questa terza stagione, i due creatori limitano l’innocenza di Leland, facendolo diventare complice.
Laura stessa, in Fuoco Cammina con me, nella terribile scena dell’abuso scopre la maschera del suo stupratore, senza alcuna censura o filtro. Anche lo spettatore non vede più BOB, ma Leland Palmer, in un movimento di camera che ci porta ad urlare come Laura davanti a questa terribile verità ormai innegabile.
Perché nonostante già sapessimo, Lynch ci sbatte in faccia una realtà che non viene più edulcorata da una presenza demoniaca. È Leland a essere entrato nella camera della figlia, è lui che sta avendo un rapporto sessuale con lei.
BOB, non stravolge la natura di Leland, ma è un estensione di questa. Porta in superficie i desideri più vili e disgustosi, non è qualcosa di estraneo, ma una proiezione della parte più oscura dell’uomo.



“Siamo stati noi a ucciderla” urla Bobby Briggs al funerale di Laura. Nel film prequel e nei suoi missing pieces, nasce il sospetto che Sarah Palmer sapesse che qualcosa non andava nella sua famiglia,  e che anche il Dr. Hayward, forse, sospettava qualcosa, ma se ne restava in silenzio.


Tutti hanno chiuso gli occhi di fronte a una realtà troppo orribile per poter anche solo pensare di prenderla in considerazione, tutti.
Solo la morte di Laura è riuscita ad aprire loro gli occhi.

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BOB, potrebbe essere stato creato dalla bomba atomica stessa (BOmB, lo stesso nome richiama la bomba) e non trovo difficile credere che un’arma così dilaniante, creata coscientemente dall’uomo, possa aver richiamato, se non creato, un tale concentrato di oscurità, capace di possedere i cuori degli uomini, non in qualità di un corpo estraneo, ma come l’ombra più oscura della loro anima.
Lo vediamo unirsi alla progenie di quella creatura, ma separato da essa (forse solo per mostrarci apertamente la sua presenza). Si è unito a quella scia di uova e particelle nel bel mezzo dell’esplosione atomica.


Lynch, ci mostra con più prepotenza che viviamo all’oscuro di presenze  antiche che ci osservano da sempre, abitanti di una dimensione vicina al nostro mondo e che lo popolano in modo parassitario, strisciando indisturbati, capaci di muoversi in qualunque tempo e dimensione.
L’uomo è insignificante di fronte a queste potenze terribili e maligne, in balia dell’universo, nonostante pensi di avere un ruolo cruciale e di essere potente (creazione della bomba atomica). Una visione che cita molto l’universo e il cosmicismo di Lovecraft, lo stesso BOB richiama un po’ la figura di Nyarlathotep, nel suo interesse verso l’uomo e la vita organica, servitori di figure più potenti (BOB dovrebbe fornire la sua dose di Garbomonzia, cosa che invece non fa), possono assumere varie forme (BOB è in grado di assumere l’aspetto di un gufo) e possedere gli uomini entrando nei loro corpi

La differenza nell’universo di Twin Peaks, è che nonostante il male infetti il nostro mondo, non tutto è perduto e delle entità si muovono a proteggere l’umanità.

Noi non siamo infatti gli unici testimoni della progenie maligna scesa a avvelenare il mondo. Lynch ci trasporta dall’inquietudine dell’esplosione e dalle sue disturbanti scene composte da flash e stacchi fastidiosi alla vista e che rendono ancora più disturbante vedere il male che si moltiplica tra gli uomini, nell’infinito e onirico oceano viola che avevamo già conosciuto nella sequenza della terza parte. In uno strano edificio, simile a una fortezza, Lynch crea un quadro, i colori lasciano il posto a un bianco e nero da film muto, con un’atmosfera che ha richiamato alla mia mente le atmosfere dei giochi anni ’90, come già aveva fatto la sequenza iniziale della terza parte. 

Potrebbe trattarsi dello stesso edificio in cui è approdato Cooper dopo essere passato dalla glass box?  
Sicuramente si trova nello stesso universo o dimensione, entrambi gli edifici risultano simili nel colore e nel materiale e circondati da un oceano viola.
Ricordiamoci che apparentemente in cima all'edificio della terza parte, si trovava una piattaforma in mezzo allo spazio. 


L'edificio è forse mutato nel tempo? Le regole architettoniche del nostro mondo potrebbero non valere in questo. Nel "Richiamo di Cthulhu", Lovecraft ci descrive la città di R'lyeh "La Geometria del luogo che vedeva in sogno era anormale, non-euclidea, orrendamente affine a sfere e dimensioni che non sono le nostre" 
Si tratta di una zona neutrale oppure è parte della Loggia Bianca? 





Una donna elegante (accreditata come Senorita Dido), ascolta un grammofono in quello che pare un salotto elegante e d’altri tempi (anni venti), in contrasto con l’austerità essenziale del grigio edificio. Il dispositivo a campana, di metallo, in cui ci siamo imbattuti nella terza parte, ci viene riproposto nel mezzo dell’inquadratura, salta all’occhio subito, è centrale, è un elemento importante. La musica al grammofono si interrompe e suona un allarme. Il Gigante entra dal lato della scena, come se fossimo sul palco di un teatro, si ferma al centro, accanto alla campana e resta immobile poi per un istante, ci guarda. 
La quarta parete, incrinata già dall’esplosione atomica che sembrava estendersi dai confini del nostro schermo, si rompe a quel breve sguardo.
Perché noi eravamo lì, abbiamo assistito a quella genesi e abbiamo visto il male avvelenare l’umanità, esattamente come lo vede il Gigante da uno schermo di un’altra stanza che riproduce l’aspetto di un vecchio cinema d’epoca.


Stesso luogo del Club Silencio
Il Gigante osserva il male scendere sul nostro pianeta, vede BOB. È su di lui soprattutto che si concentra la sua attenzione, così come anche la nostra. Ed è questo il momento i cui assistiamo a un’altra nascita.
Il gigante si eleva in posizione supina e dalla sua testa cominciano a uscire terminazioni luminose e dorate, da cui viene creata una sfera dorata contente l’anima di Laura Palmer.
Continuiamo a chiamarlo Gigante, ma in questa stagione viene accreditato con sette punti di domanda. E' la stessa entità delle prime due stagioni di cui Lynch non ci ha ancora rivelato la vera identità, o forse è un essere differente ma della stessa razza? Nel libro di Mark Frost, si trovano effettivamente tracce di esseri giganti sin dai tempi degli Indiani D'America.
La Senorita Dido, la prende tra le braccia e la dà un bacio prima di mandarla sulla terra. Una benedizione, e un augurio per quello che dovrà affrontare.
Questo rende Laura Palmer una figura analoga al Cristo? Un entità messianica più che umana?

Il Gigante, sembra crearla tramite un processo alchemico, abbiamo visto Dougie Jones tornare a essere una semplice biglia dorata, forse ciò che restava della sua anima oltre al costrutto creatogli attorno?  Quella piccola biglia dorata potrebbe essere la parte più pura dell’anima di Dougie. L’anima di Laura, creata dal Gigante è ovviamente ancora più pura, provenendo da una forza buona, e quindi al momento della sua creazione risulta luminosa e potente, e viene utilizzata come mezzo per attirare BOB allo scoperto e rendere nota al mondo quella malvagità annidiata in un luogo insospettabile.  Non è forse in seguito al suo sacrificio che si porta l’FBI e la polizia a prendere coscienza delle entità della Loggia e dello spirito parassita?


Anche se creata dal Gigante però, dobbiamo tenere in conto che, come l’anima di Dougie, estrapolata dalla sua umanità e dal costrutto risulti dorata, l’anima di Laura, una volta scesa sulla terra venga intaccata dagli eventi e dalla sua umanità.
Laura Palmer non è infatti un essere perfetto e privo di peccato, ma incarna la natura umana e il suo dualismo, un contrasto esasperato dalla sofferenza e dagli abusi,  con la sola differenza che lei non cede, lei rinuncia addirittura a una parte innocente di sé, a provare amore per qualcuno, per poter combattere BOB e non fargli avere la Laura che 
lui vorrebbe. 

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Nel libro “Il diario segreto di Laura Palmer” seguiamo e leggiamo la caduta nell’abisso, la degradazione a cui mano a mano Laura cede, e la sua decisione di soffocare la sua parte innocente, perché troppo avvelenata ormai e perché non vuole più avere paura di BOB. Abbraccia la sua parte più oscura per poter affrontare il male. Lì inizia il suo sacrificio e la sua lotta al male, in una discesa nella degradazione, tra droghe e sesso. 
Laura rinuncia a tutte le forme di amore possibili, ride di Bobby dopo la loro prima volta, lo umilia perché non può accettare le parole d’amore che lui prova timidamente a rivolgerle, e lo trascina con lei sulla cattiva strada. Vorrebbe essere degna di un amore come quello di James ma non può. I’m gone. Long gone, like a turkey in the corn.”  Dice a James, utilizzando un espressione idiomatica americana che appare ridicola ma che ritrae la sua situazione, braccata da BOB e da sè stessa, annegata nella sua sofferenza (mais – garmonbozia-dolore).



La sua lotta interiore non viene intaccata da questa scena, Laura Palmer è sempre stata il centro di tutto, il Gigante potrebbe anche non averla creata, ma semplicemente aver conservato la sua anima. Il tempo, nelle logge non scorre allo stesso modo, non è lineare, tutto potrebbe coesistere contemporaneamente, a quel punto la stessa anima di Laura  verrebbe solo conservata e utilizzata in un circolo vizioso per un eterna lotta tra bene e male che si svolge contemporaneamente in tutte le epoche.
Is it future or is it past?” Ecco il nastro di Moebius tanto caro al Maestro.
Il Gigante è vestito come nella prima parte di questa stagione.
Dale Cooper si trovava Lì? 

Laura, era un mezzo, uno strumento e continua a esserlo, anche dopo la morte la sua anima è al servizio della Loggia Bianca per combattere forze oscure “Ci rivedremo tra 25 anni”. Laura non ha ancora esaurito il suo ruolo e non ha ancora smesso di combattere.

È questo quello che voleva dire Laura a Dale Cooper quando gli mostra la luce abbagliante dentro di lei prima di essere risucchiata via?



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Articolo di Cristina F.

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