SCANDAL - "Watch me". Recensione episodio 7x01


L’esordio del final season di Scandal, non ha deluso i suoi fan. La puntata ci ha catapultato nella Casa Bianca, a contatto con gli intrighi e i compromessi che avvengono al suo interno. A capo di tutto troviamo Olivia Pope, ben salda al potere e sempre più simile al padre.



Ci troviamo a cento giorni dall’inizio del mandato di Mellie Grant. La prima presidente donna ha come obiettivo rendere l’istruzione gratuita, ma non tutti sono disposti ad appoggiare una riforma così rivoluzionaria. A convincere gli oppositori ci pensa Liv. La donna non si lascia intimorire dal veto di un senatore. Olivia riesce a portarlo dalla sua parte sfruttando la posizione a capo del B6-13. Fin dalle prime battute della serie vediamo Olivia Pope, sempre più a suo agio nel ruolo che si è scelta. In particolar modo usa con naturalezza il ricatto e la coercizione per portare gli oppositori dalla sua parte. Un atteggiamento che ci ricorda tanto i metodi di Eli, d'altronde buon sangue non mente.


Che Olivia sia sempre più simile a lui, se ne rende conto lo stesso Eli. Durante la consueta cena con la figlia, rivede in lei il suo passato, il suo modo di agire, ma la mette in guardia. L’uomo è consapevole che Olivia è abbagliata dal potere, dalla convinzione che può fare tutto. L’avverte, però, che prima o poi il potere le sfuggirà di mano e a quel punto dovrà decidere se per riconquistarlo sarà disposta a fare del male alle persone che la circondano. Non può avere tutto il potere nelle sue mani. Olivia, rifiuta il consiglio del padre e lo sfida dicendogli “Sta a guardarmi”.


Nel frattempo la Quinn Perkins & Associati è in cerca di nuovi clienti. Chiedono aiuto al procuratore generale, David Ronen, in contatto con persone facoltose bisognose della loro assistenza. David, non può aiutarli, inoltre critica la scelta di cambiare nome, la OPA era una garanzia, loro no. Il procuratore viene salvato dalla reazione di Quinn ed Abby dall’arrivo di una nuova cliente. La donna non ha più notizie del padre, ricercatore universitario disperso in Bashran. La squadra si mette subito al lavoro e scopre che l’uomo in realtà è una spia al servizio degli Stati Uniti.


Quinn chiede aiuto a Olivia per liberare l’agente della CIA. La Pope si trova davanti ad una scelta difficile. Salvare l’uomo rapito e fare di lui un eroe nazionale, sapendo che ha rivelato dei segreti, o eliminarlo prima che possa parlare. Jake le ricorda che ora lei è Commando, ed il suo compito è eliminare il pericolo. Olivia rifiuta di essere paragonata al padre, per questo decide di salvarlo ed agire come Capo del Gabinetto e non come capo del B6-13. Jake non accetta la decisione di Olivia, la sua linea morbida potrebbe mettere in pericolo l’intera nazione, per questo si rivolge direttamente a Mellie. La donna in qualità di Presidente decide di seguire il piano di Jake. Per Liv è inammissibile essere stata scavalcata e che le cose non vadano secondo i suoi piani. Decide di attuare una contromossa. Ricatta l’ambasciatore del Basharan, minacciando di uccidere il figlio se l’ostaggio non viene liberato. Anche se Olivia fa di tutto per non somigliare al padre, la decisione di ricattare l’ambasciatore, ricorda tanto i metodi usati da Eli. Se non otteneva qualcosa, lo prendeva con la forza.


La decisione di Mellie lascia degli strascichi tra le due donne, che hanno un duro confronto. Mellie le dice che il presidente degli Stati Uniti è lei e che il suo unico compito è consigliarla ed eseguire i suoi ordini. Liv le ricorda che sono solo loro due contro un mondo di maschi pronti ad annullarle perché intimoriti dal loro potere. Olivia invita Mellie a prendere una decisione: riconoscere che Olivia è il capo, obbedire alle sue decisioni e diventare un monumento, o scavalcarla per dare ascolto ad un uomo. In quel caso Liv non esiterà ad annullarla e a fare di lei solo un ricordo.


La puntata si conclude con Olivia sempre più salda al potere, non teme niente e nessuno. Nonostante faccia di tutto per negare la somiglianza con il padre, le sue azioni e le sue parole, non si allontanano dal modo di agire di Commando. Chissà se le parole di Eli sono premonitrici, ad un certo punto il potere le sfuggirà di mano? Per ora Liv ne è inebriata e sembra disposta a fare di tutto pur di conservarlo. 





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Articolo di Francesca Baranello

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