HOW TO GET AWAY WITH MURDER - "He's Dead". Recensione 4x09

 

Dopo la pausa invernale, finalmente How To Get Away With Murder, è ritornato. La serie che si era fermata con il parto di Laurel in ascensore e con le accuse nei confronti di Asher è ritornato nel giovedì dedicato alle serie di Shonda. 




 La puntata inizia con Annalise che dopo aver aiutato la sua studentessa a partorire, la segue in ospedale per capire cosa è successo al bambino e come sta lei. L’avvocato gira in preda al panico nei corridoi dell’ospedale. Sarà Frank a fingersi il padre del bambino a scoprire e a rassicurarla che entrambi sono ancora in vita. La tranquillità dura poco. In ospedale giunge Jorge Castillo. L’uomo è convinto che l’hard disk con cui potrebbe essere incolpato per la morte di Wes sia nelle mani della figlia. Per salvarsi è disposto a tutto. Grazie alle sue conoscenze, manomette la cartella di Laurel. La ragazza risulta ex-tossicodipendente e affetta da bipolarismo. I servizi sociali, le tolgono il bambino che viene affidato alla custodia di Jorge. L’uomo usa il nipote per ricattare la figlia. L’intervento della Keating per scongiurare il pericolo di vedere il figlio di Laurel nelle mani di Jorge, sono tutti inutili. L’avvocato chiede aiuto a Isaac, che però non se la sente di smentire quanto contenuto nella cartella. Annalise è sempre Annalise e non si ferma davanti a nulla pur di salvare, per la seconda volta, il figlio di Wes. Grazie alla sua determinazione, che un po' ci era mancata, riesce a far riavere a Laurel il figlio che il padre le aveva sottratto.


 Asher, Connor, Michaela e Oliver, giungono in ospedale per stare vicino alla loro amica anche se sono sconvolti da quello che è successo nell’ufficio. E’ qui che emerge la Michaela che abbiamo imparato a vedere in questa stagione. La ragazza pur avendo avuto numerosi scontri con Annalise, sembra ricalcare le sue orme. E’ quella che davanti alle crisi non perde il controllo, ma trova una soluzione per tutti. Lei, infatti, guida Oliver nell’interrogatorio per scagionare Asher. Il ragazzo dovrà confermare che lo studente di giurisprudenza è vittima di un malinteso. Asher, infatti, si trova dietro alle sbarre perché ha confessato di aver preso in mano la pistola. Il ragazzo, anche se ha cercato di cancellare le impronte digitali sull’arma ha lasciato il DNA, quindi sarebbe stato inutile negare l’evidenza. Meglio buttarsi avanti che dover ritrattare ed essere incastrato in seguito. I problemi, però, non sono finiti. Oliver scopre che Simon in realtà non è morto. Se il ragazzo dovesse risvegliarsi, potrebbe raccontare come sono andati realmente i fatti e così la loro versione non reggerebbe più. 


 Tra i protagonisti degni di nota della puntata c’è Frank. L’uomo dopo aver scoperto di non essere il padre del bambino, vuole a tutti i costi scoprire che fine ha fatto l’hard disk. Questo lo spinge a rapire e torturare Dominic, il fratello di Laurel e il sicario che ha ucciso Wes. Il confronto tra i due fa emergere in Frank tutta la rabbia repressa, per questo cede alla sua ira e uccide il ragazzo. Il gesto dell’uomo ha delle conseguenze sulla scoperta della verità. Frank confessa ad Annalise, che Dominic nel telefono ha un messaggio vocale di Wes. Il giovane poco prima di morire aveva chiamato il fratello di Laurel per avvisarlo che erano nei guai.




 La puntata ha avuto il merito di far ritornare la vecchia Annalise, risoluta e disposta a usare i vecchi metodi pur di ottenere quello che vuole. Molte cose sono rimaste ancora in sospeso. Che fine ha fatto l’hard disk? Simon può rappresentare una minaccia per i Keating 4? Perché Wes ha chiamato Dominic? Per saperlo dobbiamo aspettare la prossima puntata e come Shonda deciderà di far evolvere la storia. 

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Articolo di Francesca Baranello

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