SCANDAL - "Good People". Recensione 7x09


Good People”, la nona puntata della stagione finale di Scandal, ha finalmente chiarito i dubbi e svelato la verità su un personaggio centrale della serie. Durante la scorsa puntata, gli autori hanno fatto di tutto per farci credere che Quinn fosse morta, ma molte cose non tornavano. 



 Se Rowan avesse ucciso Quinn e la sua piccola, quel barlume di umanità che abbiamo intravisto in lui la scorsa stagione sarebbe sparito per sempre. Inoltre, liquidare la morte di Quinn, uno dei personaggi più importanti di Scandal a poche puntate dalla fine della serie, non avrebbe concesso il tributo alla Gladiatrice per eccellenza. E così è stato, Rowan non si è macchiato di un ennesimo delitto, per una volta ha scelto il bene al posto del male. Ovviamente il rapimento di Quinn è colpa sua ed ha agito per ottenere la libertà di cui Olivia lo ha privato, perlomeno non è andato fino in fondo, si è fermato prima che fosse troppo tardi. Rowan, anche se in modo contorto e discutibile, ha agito per il bene della figlia. Ha rapito la sua amica più fidata, per ricordare alla Pope il legame con il passato, ma soprattutto per insegnarle che ogni azione prima o poi ha delle conseguenze e che se si spinge oltre un certo limite, sarà per sempre corrotta. 



 Inoltre, Eli è convinto che una volta scoperta la scomparsa di Quinn, si sarebbero tutti catapultati a cercarla, tanto da tranquillizzare la Perkins che entro la serata sarebbe tornata a casa. Purtroppo le cose non sono andate secondo i suoi piani e Quinn non è stata liberata. Olivia pur essendo molto vicina alla sua amica non vuole darla vinta al padre, non vuole che Eli vinca nuovamente. Nello stesso tempo Rowan non vuole cedere alla figlia. Tra i due inizia un braccio di ferro di cui farà le spese solo Quinn e la sua piccola Robin. Il vecchio Pope non le uccide, non ha mai voluto farlo. Nello stesso tempo, non rivela la verità a Olivia, decide di tenere segregata in casa la Gladiatrice fino a quando non avrà vinto la mano contro la figlia. A rovinare i piani di Eli però arriva Charlie, disposto a tutto pur di scoprire la verità sulla donna che ama. 



L’episodio è chiaramente una puntata di transizione, molto probabilmente legata al fatto che l’attrice che interpreta Quinn ha avuto realmente un bambino, quindi le è stato dato il tempo di godersi la maternità. Di certo è stata importante perché è la puntata del confronto fra il vecchio e il nuovo Commando, ma non è andata oltre. Dopo questo episodio che ha fatto da collante, speriamo che dalla prossima riprenda il ritmo e la tensione che abbiamo visto nelle precedenti puntate e concludere degnamente la serie giunta alla sua ultima stagione. 

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Articolo di Francesca Baranello

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