HOW TO GET AWAY WITH MURDER - “Everythin We Did Was for Nothing”. Recensione 4x10

 

Everythin We Did Was for Nothing” decima puntata della quarta serie, tiene incollati i telespettatori allo schermo grazie a colpi di scena e alla comparsa di personaggi che potrebbero avere un ruolo centrale nel resto della serie. 



La puntata è stata un po' complessa con continui rimandi al passato e nuove dinamiche in alcuni rapporti. Tra questi il più importante è il legame tra Bonnie e Annalise. Le due sono tornate a parlare, ma i sentimenti di Bonnie nei confronti della mentore sembrano ormai chiari, nonostante lei continui ad affermare il contrario. Nello studio del dottor Issac, l’abbiamo vista protagonista di un pianto–sfogo, in cui ha affermato ripetutamente “io la amo”. Il fulcro di quell’amore, non può che essere Annalise, alla luce dei rischi che ha deciso di correre per aiutare l’avvocato. Bonnie nonostante sia sul libro paga del procuratore, acerrimo nemico dell’avvocato, sta lavorando per aiutare la donna che ama. Questo atteggiamento non è sfuggito all’uomo che ha dalla sua anche Jorge Castillo. Il padre di Laurel non si farà scrupoli ad eliminare Annalise e tutti coloro che risultano un ostacolo sul percorso per riavere tra le mani il file che gli eviterebbe il carcere. 



 Annalise, tornata con la grinta di sempre, non ha perso di vista la class action. Impegnata a fornire tutto il suo aiuto a Laurel, incarica Asher, Connor e Oliver di occuparsi di un caso sotto la sua supervisione. Mentre i primi due sembrano aver reagito bene a quanto successo nello studio Tegan, Oliver sembra fuori controllo. Il ragazzo, per far fronte ai sensi di colpa, decide di hackerare i file dell’ospedale e monitorare lo stato di salute di Simon. Non contento decide anche di fargli visita. In questo caso il ruolo e l’intervento di Asher sono fondamentali. Lui e Connor vivono in modo razionale quanto successo a Simon, non per insensibilità, ma per semplice spirito di autoconservazione. Perdere la testa come ha fatto Oliver, potrebbe far finire tutti nei guai. Proprio su questo fa leva il ragazzo per convincere Oliver ad abbandonare la stanza d’ospedale di Simon. 



Laurel, si trova ancora in balia del padre. Castillo è riuscito a corrompere tutto il reparto in cui è ricoverata la ragazza e a trattarla come una pazza. L’unica ancora di salvezza è Michaela che sta accanto all’amica con cui ha condiviso momenti difficili. La ragazza riesce a scoprire finalmente perché Laurel ha partorito con mesi in anticipo il suo bambino. Michaela, quindi rivela il segreto ad Annalise, che corre da Isaac. La donna, nonostante l’ostilità dello psichiatra, riesce a convincerlo a sottoporre Laurel ad una nuova perizia, questa volta non corrotta dai soldi di Castillo.



Annalise, in questa puntata oltre ad aiutare Laurel, si è dovuta occupare di Frank e delle conseguenze a seguito dell’omicidio di cui si è macchiato. La Keating, nonostante i precedenti contrasti con l’uomo, non vuole vederlo dietro le sbarre e gli intima di buttare il telefono di Dominic, per evitare qualsiasi coinvolgimento. Frank come suo solito agisce di testa sua, e bisogna dire a ragione. Non solo il telefono ci ha fatto scoprire un legame tra il fratello di Laurel e Wes, ma porta nella serie un personaggio del tutto nuovo. Le continue telefonate sul numero di Dominic, non sono di Jorge, ma della madre di Laurel allontanata dai figli perché dichiarata pazza. 



La comparsa dal nulla della donna considerata bipolare, avrà delle conseguenze sulla vita di Laurel? Fin dove il legame tormentato tra Bonnie e Annalise si spingerà? Per avere risposta dobbiamo aspettare il prossimo episodio in onda nel TGIT di Shonda Rhimes. 
  
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Articolo di Francesca Baranello

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