A SERIES OF UNFORTUNATE EVENTS - Recensione 2x03 - 2x04 "The Ersatz Elevator"

Look away, look away                                                               Non guardare, non guardare,
look away, look away,                                                               non guardare, non guardare,
this show will wreck you evening                                           questo show rovinerebbe
your whole life and your day,                                                  la tua vita notte e giorno,
every single episode                                                                    ogni singolo episodio
is nothing but dismay                                                                 provoca sgomento,
so look away,                                                                                tu non guardare,
look away, look away.                                                               non guardare, non guardare.


Eccoci tornati con la recensione delle puntate 3 e 4, che corrispondono al libro "The Ersatz Elevator" - "L'ascensore ansiogeno" in italiano.

Questa volta i Budelaire vengono lasciati da Mr. Poe al 667 Dark Avenue, per la precisione nell'attico dei coniugi Squalor. Quelli che all'inizio sembrano i soliti adulti della saga, ossia inutili e sordi alle parole dei bambini, si rivelano i peggiori tutori che potessero avere. Come mai? Beh perché Esmé è in combutta con Olaf e Jerome... Beh, Jerome è semplicemente uno zerbino agli ordini della moglie - che tra l'altro nemmeno prova qualcosa per lui. I protagonisti devono quindi cavarsela da soli anche questa volta: devono cercare di non farsi rapire da Olaf e allo stesso tempo salvare i Quagmire. Mentre gli adulti sono impegnati a pranzo, e Esmé è impegnata ad assicurarsi che tutti siano vestiti in modo in, che mangino solo in posti in e che bevano solo bevande in, i Budelaire tornano all'attico e scoprono che uno dei due ascensori è "ersatz", ossia "fasullo" in tedesco.  Come spesso succede, Snicket lascia indizi qua e là sulla trama e i colpi di scena, ma è difficile accorgersene prima che accadano veramente. I Quagmire vengono trovati e i Budelaire promettono loro di liberarli, ma ricordate... Questa è una serie di sfortunati eventi, quindi nulla può andare nel verso giusto.

La scena di Sunny che risale il pozzo dell'ascensore usando i suoi denti è una delle scene che mi è rimasta più impressa dai libri, e lasciatemi dire che sono un po' delusa del risultato finale. Non so quale sia il budget di Netflix per questa serie, ma credo che con un po' di lavoro in più sul CGI l'effetto sarebbe stato totalmente diverso. L'ennesimo colpo di scena che infittisce la trama è dato dalla scoperta da parte dei Budelaire di un tunnel che collega il 667 di Dark Avenue con la loro casa. Come noi, anche loro sono frustrati da tutti i segreti che i loro genitori avevano, ma non sono mai liberi di indagare perché c'è sempre qualcosa di più urgente da fare. In questo caso, salvare i Quagmire. Si precipitano quindi all'asta tenuta da Gunther ed Esmé, ma si concentrano sull'articolo sbagliato, tratti in inganno dalle lettere V.F.D.. Olaf riesce a scappare per l'ennesima volta portandosi dietro i Quagmire e Jerome si rifiuta di riprendere con sé i bambini, così Violet, Klaus e Sunny si dirigono verso il villaggio "V.F.D.", nella speranza di trovare almeno lì delle risposte alle loro infinite domande.

Al pari con la trama principale, ritroviamo nella sottotrama Olivia e Jacques, anche loro alla ricerca dei Quagmire. Olivia viene infatti arruolata in un lampo nel V.F.D. e si unisce a Jacques nel suo compito. Come al solito, però, nonostante tutti i loro sforzi, gli adulti in questa saga sono destinati a non avere successo - nel migliore dei casi - o a fare una brutta fine - nel peggiore.

Una delle cose più interessanti dell'episodio ce la dice Esmé Squalor: "Voglio rubare a voi come Beatrice ha rubato a me". Date le continute dediche di Lemony a Beatrice, possiamo immaginare che le due persone coincidano, e che l'amore perduto dell'autore sia la stessa persona che ha derubato Esmé. Di cosa, ancora non ci è dato saperlo.

Anche in queste puntate i riferimenti più o meno attuali non si fanno attendere: Sunny che indossa la pelliccia di Esmé fa molto Jon Snow de Il trono di spade; Esmé stessa all'asta ricorda molto Effie Trinket di Hunger Games; Jacques e Olivia che scalano l'edificio fanno molto 007 e Olaf all'asta sente un "Otto e mezzo" dal sig. Fellini.

Degni di nota e di lode sono i dialoghi in generale, che trovo sempre geniali per un motivo o per l'altro, e le riflessioni linguistiche (che, inutile dirlo, rendono moooolto di più in inglese) sono una chicca per chi come me è appassionato di lingue.

Una cosa che invece mi sento di bocciare in toto è la canzone cantata da Olaf alla fine del primo episodio mentre Lerry il cameriere e Jacqueline cercano di far guadagnare tempo a Olivia e Jacques. Per carità, Neal Patrick Harris ha interpretato benissimo il suo ruolo e sappiamo che canta molto bene, ma l'ho trovata una inutile perdita di tempo. Pure il ballo di vittoria di Esmé e il Conte, per quanto divertente, l'ho trovato esagerato.

Visto che credo di aver blaterato a sufficienza, vi saluto e vi do appuntamento alla prossima recensione.

Valutazione finale: 7,5/10

Citazione preferita dall'episodio: "Of course it is quite possible to be in the dark in the dark, as well as to be not in the dark not in the dark. But there are so many secrets in this world that it is likely that you are always in the dark about something, whether you're in the dark in the dark or in the dark not in the dark. And so you'll eventually fall into the deep and dangerous pit dug by several ballerinas, which is dark in the dark in the park."

Menzione d'onore per: Violet Budelaire. Anche lei è di una bellezza staordinaria.

Un saluto alle affiliate:  I Drogati Di Telefilm - Crazy Stupid Series - Serie tv Concept  - Multifandom il mondo che non c'è

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Articolo di Anna Franchini

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