STAR TREK: SHORT TREKS - Recensione "Children of Mars"


Il 9 Gennaio 2020 si è concluso il secondo ciclo di Short Treks con un cortometraggio che riporta lo stile al live-action e riagganciandosi in maniera fine alla prossima produzione del franchise, vale a dire Star Trek: Picard. "Children of Mars" propone una vicenda semplice, dal taglio sperimentale, che sfocia in un dramma reso da brevi e efficaci attimi. Diretto da Mark Pellington (già regista del corto "Q&A") e scritto dal trio composto da Alex Kurtzman, Kirsten Beyer e Jenny Lumet, il corto mostra il rapporto fra due bambine alla vigilia di un evento radicale per le loro vite.


-Così diverse...: Il corto si apre con la presentazione delle due protagoniste, Kima, di una specie aliena non resa nota, e Lil, un umana, i cui rispettivi genitori lavorano come operai al bacino spaziale di Utopia Planitia, su Marte. Le due allieve frequentano la WSA a San Francisco, ma non sembrano andare così d'accordo, dato che Lil urta Kima col suo zaino, facendole cadere le sue cose e causando così il suo ritardo nell'entrare a scuola. Una volta arrivata Kima mostra il suo disappunto, urtando Lil in aula prima di sedersi. Durante la lezione Lil disegna una caricatura del loro insegnante e riesce a trasferirlo alla postazione di Kima, facendo ricadere la colpa su di lei. Poco dopo Kima fa cadere Lil in biblioteca e le due finiscono per azzuffarsi nel corridoio, separate dai loro insegnanti.


-...ma incredibilmente uguali: Lil e Kima vengono messe in punizione nell'atrio della scuola, una di spalle all'altra. All'improvviso il preside della scuola nota un segnale rosso sul suo PADD e viene raggiunto da una segretaria in lacrime, con lo stesso segnale. Un allarme scatta nella sala e un enorme schermo riporta una notizia dell'ultima ora, in cui Marte è stata attaccata da misteriosi esseri sintetici e che circa 3000 persone, fra abitanti di Marte e personale della Flotta, sono decedute. Mentre gli studenti e gli insegnanti sono terrorizzati, delle strane navi attaccano l'orbita di Marte. Il notiziario afferma che la Flotta Stellare ha già dispiegato una task force sul luogo dell'attacco e che l'ammiraglio Jean-Luc Picard ha commentato la vicenda, definendola devastante. Lil e Kima piangono per i loro genitori e il corto si conclude con le due che si tengono per mano.

VERDETTO

Il sesto cortometraggio del secondo ciclo di Short Treks è caratterizzato da una vicenda che affonda le sue radici in temi fondamentali per il tessuto stesso del franchise. Una storia di diversità, sui rapporti nell'adolescenza e sull'unione nei momenti più tristi della propria vita, raccontanto con efficacia e una brevità disarmante, grazie alla quasi assenza di dialoghi e all'utilizzo di musica extradiegetica per raffigurare le varie sequenze, fra cui spicca la versione di Peter Gabriel di "Heroes" (ricordate dove l'avete già sentita?). Ma in tutto questo sorge un quesito di grande importanza: in che modo questo cortometraggio può definirsi prequel di Star Trek: Picard? L'attacco su Marte mostrato nei minuti finali, e menzionato in alcuni promo della serie nei mesi scorsi, sembra essere l'aggancio a ciò che vedremo fra pochi giorni e che potrebbe aver portato l'allontanamento di Picard dalla Flotta Stellare, aggiungendo ancora più intrigo alla nuova serie, a seguito del fatto che anche la distruzione di Romulus aveva favorito questo suo allontanamento, senza dimenticare il riferimento all'universo di Star Trek: The Next Generation, come la citazione nei titoli di coda, la presenza di Utopia Planitia o la scelta di ambientare il tutto nel giorno del Primo Contatto. Insomma l'antologia di cortometraggi Trek si chiude in modo insolito e interessante, creando una solida base per le prossime iterazioni di Star Trek a cui assisteremo.

IL PAGELLINO


A seguito dell'inaspettato interesse suscitato dal primo ciclo di Short Treks, i quali si riagganciavano, direttamente e non, agli eventi della seconda stagione di Star Trek: Discovery, il secondo capitolo di questa esperienza ha confermato la necessità di queste estensioni narrative, in un universo ricco di storie e vicende da raccontare e di metodi che rendono possibile tale rappresentazione. Abbiamo avuto sei cortometraggi, contro i quattro del primo anno, dove si è dato spazio alla varietà di stile e all'approccio narrativo per le varie vicende, dispensando racconti per tutti i gusti. Si parte dai primi tre, collegati anch'essi a Discovery, dove il primo e il terzo hanno decisamente suscitato molta soddisfazione tanto per i personaggi coinvolti (alimentando speranze su una serie incentrata su Pike e co.) quanto per le vicende trattate, con notevole varietà di tono per ognuna, a dispetto del secondo, che ha superato, lasciatecelo dire, il limite del demenziale, assolutamente non adeguato ai canoni di Star Trek. Il quarto e il quinto corto hanno riaperto l'orizzonte del franchise all'animazione, già adottata più di trent'anni fa, con due storie leggere, rilevanti e con un pizzico di nostalgia, specialmente per il secondo di questi, per poi arrivare infine al sesto e ultimo, una vicenda drammatica, dallo stile sperimentale, che ha aperto una finestra sul futuro della saga, rappresentato dall'attesissmo ritorno di Jean-Luc Picard. Alla fine il ciclo Short Treks è divenuto a tutti gli effetti un appuntamento importante e parte integrante dell'universo di Star Trek, anche se sottovalutato da gran parte del pubblico, e ci fa davvero ben sperare per il futuro del mondo creato da Gene Roddenberry, che non vediamo l'ora di scoprire episodio dopo episodio.

Grazie per aver seguito questo ciclo di Short Treks insieme a noi! Continuate a seguirci per tutte le news e recensioni sul mondo Trek!

Un saluto alle affiliate
Serie tv Concept
Multifandom il mondo che non c'è
Cinema, Movie and Pop
Talk About Telefilm
Telefilm obsession: the planet of happiness -   

Non perdere neanche una notizia! Seguici sulla pagina Facebook o sul nostro Gruppo o su Twitter.
Condividi su Google Plus

Articolo di Ada Bowman

0 commenti: