THE LAST OF US - Recensione 2x05 "Feel Her Love"

Mancano due episodi alla conclusione di questa seconda stagione di The Last of Us e i punti deboli di questa seconda annata iniziano ad emergere, specialmente dal punto di vista narrativo, dove cose accadono in maniera casuale e il pathos viene smorzato nel momento più sbagliato possibile. Diretto da Stephen Williams (Lost, Watchmen) e scritto dal co-showrunner Craig Mazin, "Feel Her Love" approfondisce ulteriormente la mitologia della serie e ci mostra uno dei confronti più attesi, ovvero quello fra Ellie e Nora.

RECENSIONE 2x01 "FUTURE DAYS"

"You're... you're her. The immune girl, you're... you're real."

RECENSIONE 2x02 "THROUGH THE VALLEY"

Ellie e Dina si recano all'ospedale dove si trova Nora e, durante il tragitto, incontrano altri Serafiti morti. Dina ribadisce a Ellie che intende aiutarla a compiere la sua vendetta e le due proseguono, imbattendosi in un gruppo di infetti predatori in un magazzino abbandonato. In una situazione di estremo pericolo, le due vengono salvate da Jessie, il quale, assieme a Tommy, è venuto a Seattle per cercarle, e, dopo aver seminato il WLF, i tre assistono all'uccisione di uno di loro da parte dei Serafiti. Dina viene colpita a una gamba da una freccia e Jessie la mette al sicuro, mentre Ellie va nell'ospedale a cercare Nora, finendo per inseguirla in un seminterrato, che era stato sigillato per via della presenza di spore aeree del Cordyceps. Nora viene infettata e, vedendo che Ellie invece è ancora sana, capisce che la storia sulla sua immunità è vera, e Ellie svela di sapere già cosa ha fatto Joel per salvarla, per poi picchiarla con un tubo per farsi dire dove si trova Abby. In un flashback conclusivo, Joel va da Ellie per svegliarla.

 RECENSIONE 2x03 "THE PATH"

COMMENTO: Come già anticipato in apertura, mancano due episodi alla conclusione di questa stagione e si iniziano a vedere in maniera più evidente i difetti di ritmo che hanno contraddistinto l'episodio precedente. Viene ribadita la duplice volontà di ricalcare il gioco originale mista a voler approfondirne la mitologia, un aspetto affascinante, ma che rischia di venire soppiantato dalla compressione narrativa a cui abbiamo assistito negli scorsi episodi. Tralasciando il lato tecnico-registico, sempre sul pezzo, bisogna partire dalla componente più interessante, ovvero l'approfondimento della mitologia della serie, nello specifico la scelta di voler conferire più realismo al Cordyceps, visto che, come ogni organismo che si rispetti, si evolve e inizia a creare spore aeree, un elemento che crea maggiore pericolosità e che caratterizzerà il momento chiave dell'episodio, di cui parleremo fra poco. Tale approfondimento funge da sfondo al resto della vicenda, con Ellie e Dina che continuano il loro percorso verso l'ospedale. A grande sorpresa, chi emerge più delle due è Dina, che viene scritta in un modo particolarmente umano e votata a sostenere le scelte di Ellie anche alla luce del suo passato. Per quanto riguarda Ellie, invece, nonostante Bella Ramsey ce la mette decisamente tutta per interpretare il personaggio, anche nei momenti di maggior tensione, sembra che abbia subito una sorta di edulcorazione per quanto riguarda il suo percorso di vendetta (che si riaccende come una lampadina non appena suona "Future Days" dei Pearl Jam, una cosa forse troppo buttata lì, e che meritava un approccio più graduale). E tale addolcimento di un racconto assai duro e devastante viene percepito anche nell'incontro fra lei e Nora, un confronto di grande tensione, che vede la seconda venire infettata dalle spore della sezione sigillata dell'ospedale (come viene raccontato nell'interessantissimo prologo) e capire che l'immunità di Ellie è reale, ma che viene smorzato in termini di pathos da una scelta un po' "paracula". Infatti, nel momento in cui Ellie prende a sprangate Nora per farsi dire dove si trova Abby, momento in cui qualunque serie HBO che si rispetti avrebbe mostrato il sangue e la crudeltà (forse rimandata ai prossimi episodi), vi è uno stacco, che ci porta in un flashback dove vediamo Joel andare a svegliare Ellie. Sappiamo perfettamente che il prossimo episodio sarà un lungo flashback su Joel e Ellie, ma perchè palesarlo in questo modo, come a dire, "ok, vi diamo Pedro così vi calmate"? A Pedro Pascal non si dice mai di no, ma questo epilogo fa' pensare che gli sceneggiatori vedano gli spettatori come dei dementi che non riescono ad accettare che determinate cose accadono e quindi gli servono esattamente quello che chiedono (c'è una parola per descrivere questo atteggiamento: fanservice). Al netto di tutto però, il momento "deus ex machina" di Jessie è alquanto gradevole e ci riporta in scena il personaggio di Young Mazino, usato davvero poco, così come Tommy, che speriamo di rivedere. Insomma un episodio molto buono, ma con delle evidenti problematiche, che si spera vengano risolte.

La seconda stagione di The Last of Us è vicina alla conclusione e inizia a mostrare evidenti problemi di gestione narrativa e di caratterizzazione di certe situazioni, contrapposte alla sempre apprezzata volontà di voler approfondire la mitologia della serie.

NEL PROSSIMO EPISODIO...

Promo per il sesto episodio:

RECENSIONE 2x04 "DAY ONE"

Ci vediamo con la recensione del prossimo episodio! Continuate a seguirci!

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Articolo di Ada Bowman

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