STAR TREK: STRANGE NEW WORLDS - Recensione 3x03 "Shuttle to Kenfori"

Terzo appuntamento con Star Trek: Strange New Worlds, questa volta all'insegna dell'orrore. Dopo il doppio debutto che chiudeva temporaneamente la questione Gorn e offriva un po' di leggerezza, in questo terzo episodio ci addentriamo in una missione più avventurosa e non priva di pericoli, con tanto di omaggio al cinema horror del passato, una trauma che diventa un problema e dilemmi etici da sfatare. Diretto da Dan Liu e scritto da Onitra Johnson e Bill Wolkoff, team di fedelissmi della serie, "Shuttle to Kenfori" porta Pike e M'Benga in una missione contro il tempo per salvare Batel, mentre Ortegas inizia ad avere qualche problema a causa del suo trauma personale.

"I could have stopped it. But a mass murderer gave me the opportunity to kill him. And I did. Willingly. I would do it again. So yes. His blood is on my hands. Was that dishonorable? I don't know. But there was justice. I lied to protect the monster that still lives inside me. Should the day come when he is needed again."

Il terzo episodio riprende alcune questioni aperte negli episodi precedenti e decide di dar loro una svolta, senza dimenticare la missione della settimana. Infatti Pike e M'Benga devono recarsi sul pianeta Kenfori, collocato nella zona di spazio contestata fra Federazione e Impero Klingon, per trovare una particolare pianta in grado di curare Batel, le cui condizioni stanno peggiorando. Durante la missione i due si troveranno di fronte a dei zombi (non a caso Kenfori è un gioco di parole con il nome Ken Foree, attore che prese parte a Dawn of the Dead di George Romero e il titolo dell'episodio è un palese riferimento a Train to Busan), creatisi a causa della mutazione provocata dalla pianta che stavano cercando, e a dilemmi morali importanti, che muovono l'episodio. Da una parte abbiamo Batel che ha scelto di incorporare il DNA Gorn per sopravvivere, scelta che Pike inizialmente non prende benissimo e dall'altra vediamo M'Benga trovarsi faccia a faccia col proprio passato, dato che anche una pattuglia Klingon si reca sul pianeta, guidata da Bytha, figlia dell'ambasciatore Dak'Rah, ucciso dal medico dell'Enterprise nell'episodio "Under the Cloak of War". Questo incontro porterà M'Benga a rivelare la verità riguardante la morte dell'ambasciatore, momento che rende il personaggio di Babs Olusanmokun più sfaccettato e intrigante, e che comporta in seguito il sacrificio di Bytha per mettere in salvo lui e Pike. Nel frattempo a bordo dell'Enterprise le cose si complicano, poichè Spock tenta di calmare il dolore di Batel facendo una fusione mentale con lei e scoprendo qualcosa di insolito nella sua mente (elemento narrativo che verrà sviluppato in futuro) e Ortegas, sempre più in balia del trauma a seguito del suo incontro con i Gorn, agisce di testa sua per cercare di salvare i suoi compagni, ma finisce per metterli in pericolo, cosa che spinge Una a sospenderla. Insomma sembra che la natura serializzata della serie si stia mescolando a quella verticale e, almeno finora, ciò non desta alcun problema.

Il terzo episodio della terza stagione di Star Trek: Strange New Worlds ci porta in una missione contro il tempo, fra zombi, Klingon, traumi e dilemmi etici. 

RECENSIONE 3x01 "HEGEMONY, PART II" e 3x02 "WEDDING BELL BLUES" 

Ci vediamo con la recensione del prossimo episodio! Continuate a seguirci!

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Articolo di Ada Bowman

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