SPOILER ALERT: VI CONSIGLIAMO DI LEGGERE LA RECENSIONE SOLTANTO SE AVETE VISTO LA SERIE!!!
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Il 15 Luglio c'è stato l'annuncio delle nomination agli Emmy del 2025, e naturalmente The Bear ha avuto il suo spazio, con 13 nomination totali per la terza stagione. Tutto ciò è avvenuto due settimane dopo l'arrivo su FX (e in contemporanea per l'Italia su Disney+) della quarta stagione, che si poneva un compito di sicuro non facile. Infatti, dopo una terza stagione che puntava molto sull'introspezione e sull'approfondimento dei personaggi, sacrificando il racconto vero e proprio della trama, questo quarto ciclo di episodi coniuga piuttosto bene questi due aspetti, portando anche una ventata di cambiamenti fondamentali per il futuro della serie.
"There’s probably one really true thing about restaurants. [...] You are never alone."
La quarta stagione della dramedy firmata Christopher Storer riparte dall'evento che aveva concluso la terza stagione, vale a dire la prima recensione ufficiale del The Bear. Tale evento non fa' che peggiorare una situazione già critica, col ristorante che rischia di chiudere definitivamente e una pressione sempre maggiore che viene percepita da parte di tutti i personaggi. Non a caso sia la regia che il montaggio riflettono questo stato di incertezza e crescente tensione, ma vi è anche spazio per rafforzare le anime dei vari personaggi e le dinamiche che li caratterizzano. E quindi ecco che abbiamo varie storyline personali e più introspettive che fungono da sfondo perfetto a quella che è una vera e propria fase di cambiamenti, caratterizzata da una svolta importante: Carmy non ama più cucinare e lascerà il The Bear, con Sydney, ormai ascesa come guida del ristorante, e Richie che guideranno il tutto. Questa svolta porta anche a un cambiamento decisivo nella natura della serie, con questa che diventa sempre più corale e meno legata a Carmy e alla sua storia personale, la quale viene parecchio risolta in questa stagione, con dei momenti semplicissimi ma incredibilmente profondi. Forse la natura corale della serie non è ravvisabile in questa stagione, se si pensa che, ad esempio, abbiamo avuto meno momenti con Tina e Marcus rispetto alla scorsa stagione, ma abbiamo avuto allo stesso tempo l'affermazione di volti già noti, qualche nuovo interessante acquisto nei personaggi fissi, e la conferma di come la serie per la prossima stagione cambierà radicalmente. Il cast è ancora una volta il punto di forza di questa serie, dove possiamo senz'altro menzionare Jeremy Allen White, il cui Carmy sembra ormai essersi liberato di quell'immobilismo (voluto) che lo caratterizzava, Ayo Edebiri, ormai diventata il cuore della serie assieme a Ebon Moss-Bachrach, ma anche Lionel Boyce, Liza Colón-Zayas, Abby Elliott, il simpatico Matty Matheson, Edwin Lee Gibson, il cui Ebrahim è ormai una presenza fissa nella serie, la sempre iconica Jamie Lee Curtis, Will Poulter, l'onnipresente Jon Bernthal, Sarah Ramos, con una Jessica ormai inserita al The Bear e sempre più vicina a Richie e i cameo di Bob Odenkirk, Danielle Deadwyler e Brie Larson. The Bear, al netto di difetti che possono essere più o meno evidenti, a seconda del gusto personale, continua ad essere una serie validissima e che merita senz'altro tutto il successo che continua ad ottenere. Con una quinta stagione confermata, si può solo sperare che non la mandino troppo per le lunghe, per non rischiare di rovinare un gran bel prodotto.
RECENSIONE DELLA TERZA STAGIONE
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