La terza stagione di Star Trek: Strange New Worlds non dimentica la propria provenienza e in questo quarto episodio essa viene celebrata, con un racconto a cavallo fra la metanarrazione e il giallo investigativo, anche se vi sono dei punti deboli da considerare. Diretto dal veterano di Star Trek Jonathan Frakes e scritto da Dana Horgan e Kathryn Lyn (che hanno già scritto alcuni episodi della serie), "A Space Adventure Hour" vede La'an al centro della sperimentazione di una tecnologia familiare per i fan del franchise, che la porterà a diventare protagonista di un giallo estremamente particolare.
"You don’t think some kid out there is going to see this show and spend the rest of their life searching the stars? You don’t think a person can love a piece of art or music or a story so much that it heals them? Shows them parts of themselves they’d never even seen before? And give them hope? A show like this could’ve gone on forever. Given generations of fans a place to feel seen, to belong, something to believe in again, no matter who they were or where they came from."
RECENSIONE 3x01 "HEGEMONY, PART II" e 3x02 "WEDDING BELL BLUES"
Il quarto episodio vede la tentata introduzione di una delle tecnologie più apprezzate della saga di Star Trek: il ponte ologrammi. Sì, viene naturale chiedersi perchè si arrivi a parlare del ponte ologrammi nel 22esimo secolo e la risposta viene fornita all'interno dello stesso episodio, ma ci arriveremo con calma. Il tutto si apre con La'an, a cui viene affidata una missione di sperimentazione, ovvero testare la tecnologia del ponte ologrammi, la quale avrebbe dato un modo per svagarsi a chiunque avesse partecipato a viaggi spaziali piuttosto lunghi. Con l'aiuto di Scotty, che ormai sta diventando ogni giorno sempre più vicino a vestire i panni dell'ingegnere capo dell'Enterprise, e di uno Spock piuttosto vicino a lei, il capo della sicurezza utilizza come soggetto del test un oloromanzo della sua infanzia (palesemente ispirato agli oloromanzi di Dixon Hill, visti in Star Trek: The Next Generation), ma qualcosa va storto, dato che il ponte ologrammi inizia a togliere troppa energia all'Enterprise, rischiando di mandare la nave all'interno di una stella di neutroni (altra dinamica ripresa dalle serie passate). Quello che spicca di più è senz'altro la parte metanarrativa e investigativa, con tutta la vicenda centrale dell'oloromanzo che si rifà palesemente dalla serie classica, con personaggi che traggono ispirazione da personalità reali dietro tale serie e impersonati dai membri dell'equipaggio dell'Enterprise (menzione d'onore a Paul Wesley, che interpreta un attore shakespeariano ispirato a William Shatner e a Anson Mount, che da' il volto al creatore della serie "The Last Frontier", un evidente omaggio a Gene Roddenberry). Ogni dettaglio dell'oloromanzo, sin dal prologo, rievoca l'atmosfera della serie classica (con tanto di effetti audio identici, titoli di testa, e dei blooper inseriti nei titoli di coda davvero esilaranti), così come il suo senso e la sua importanza nel futuro, elementi che vengono ricordati da Joni Gloss, il personaggio con le fattezze di Uhura. Ma, se da una parte abbiamo un intreccio avvincente e che si risolve in maniera interessante, con tanto di foreshadowing da parte di Scotty sull'uso futuro del ponte ologrammi, dall'altra si iniziano a vedere le prime crepe, rappresentate da una certa velocità nell'esaurire la questione Ortegas, che viene già reintegrata in servizio a seguito degli eventi dell'episodio precedente, e, soprattutto, dalla presentazione di una dinamica romantica fra Spock e La'an. I due si erano avvicinati amichevolmente nel secondo episodio, quando il Vulcaniano prendeva lezioni di ballo da lei per fare buona impressione su Chapel quando sarebbe tornata sull'Enterprise, ma dall'aiutare un collega e amico a finire per baciarsi è un volo pindarico di non poco conto, rendendo la dinamica fra i due poco naturale e assai forzata. Si spera che nei prossimi episodi tale problema venga corretto, dato che le dinamiche fra i personaggi sono una delle cose più significative delle serie Trek. Insomma un episodio che intrattiene sulla vicenda principale e esaurisce delle sottotrame in maniera frettolosa e forzata, il che è un peccato.
La terza stagione di Star Trek: Strange New Worlds allieta i fan con un episodio metanarrativo e che rievoca il passato del franchise, con i primi difetti che iniziano ad emergere.
RECENSIONE 3x03 "SHUTTLE TO KENFORI"
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