THE SHANNARA CHRONICLES - Recensione S01E06 Pykon



Dopo una quinta puntata che mi aveva lasciata un po' perplessa ma con un finale davvero spettacolare, questo episodio ritrova, almeno in parte, uno spirito più fantasy, mentre le (dis)avventure dei nostri eroi continuano e sembrano rendere la vittoria sui demoni sempre più lontana e improbabile.
S01E06: Pykon

Scritto da: Alfred Gough, Miles Millar
Diretto da: Brad Turner

Dopo un episodio che potremmo definire di passaggio e che è servito a mettere tutti i pezzi al loro posto, questo sesto episodio è diviso nettamente in tre diversi filoni narrativi di cui almeno due rimarranno fino alla fine di questa prima stagione, ormai non più molto lontana. Devo dire che non tutte le scelte fatte mi hanno convinta fino in fondo, ma penso che la trama abbia ritrovato un suo ritmo, che invece era mancato nell'episodio precedente, e un sapore decisamente più fantasy. Ma andiamo con ordine.


Ancora una volta la parte che forse mi ha convinta di meno è stata quella dei tre giovani protagonisti, ben fatta nel complesso ma che avrebbe avuto la potenzialità di aggiungere molto di più alla psicologia e al rapporto tra i vari personaggi. Con il sogno di Amberle prima e con il bacio tra lei e Wil verso la fine, si confermano definitivamente i sentimenti dell'elfa per il ragazzo e anche Wil sembra ormai aver fatto la sua scelta, anche se non si può dire niente di definitivo. Quello che forse non ci saremmo aspettati è la mossa di Eretria alla fine dell'episodio, quando, dopo essersi messa al sicuro con Cephalo, decide di tornare indietro ad aiutare i suoi due amici, nonostante la delusione per il bacio tra Wil e Amberle, compiendo il primo gesto apertamente disinteressato del personaggio. Personalmente apprezzo più le interazioni tra le due ragazze che quelle con Wil, forse perché meno scontate, e proprio per questo motivo non sono stata del tutto soddisfatta dalla scena nella vasca: è vero che è stato un momento di tensione evidente tra le due, ma avrei preferito un maggiore dialogo e scambio, mentre invece ci si è limitati a sottolineare la componente erotica, perdendo una buona occasione in favore del fanservice. Che sia chiaro, non ci trovo niente di male in un po' di fanservice, ma credo che in casi come questo sarebbe meglio sfruttare il momento per dire qualcosa di più sui personaggi.

Per quanto riguarda questo filone del viaggio non è successo niente di particolarmente originale, ma ha anzi seguito una trama piuttosto classica: i protagonisti devono raggiungere un posto, hanno degli incidenti durante il percorso, vengono rallentati da circostante sfavorevoli e qualcuno propone un passaggio più rapido ma misterioso e forse più pericoloso (Miniere di Moria, sto guardando voi!) che ovviamente porta dei guai. È un topos classico del fantasy, ma, per quanto prevedibile, riesce sempre a catturare l'attenzione dello spettatore, fosse anche per insultare i protagonisti che ci cascano sempre. La storia dell'antagonista e di sua figlia non è stata molto approfondita e i due personaggi sono sembrati un po' piatti, ma la trama funziona abbastanza bene e probabilmente servirà a far evolvere un po' anche Wil e Amberle; il primo infatti non è riuscito a salvare la bambina che li ha aiutati, mentre la seconda ha per la prima volta ucciso un uomo. L'arrivo del Mietitore non ha lasciato molto tempo per riflettere, ma sono fiduciosa che tutto questo avrà delle ripercussioni future. Sempre che i tre ragazzi riescano a uscire dal burrone in cui il solito Cephalo li ha fatti cadere.

Ho apprezzato il tocco vagamente horror della fortezza, con macchine di tortura a metà tra il fantasy e il residuo tecnologico, ambienti lasciati a loro stessi e la stessa figura di Mag, definita giustamente da Wil "bambina inquietante". Mentre i personaggi non sono stati costruiti con particolare cura, trovo che gli ambienti siano stati fatti molto bene, sia nella scelta dell'arredamento che nella scelta dei colori e la scena in cui Amberle rischia di venire torturata è riuscita ad inserire un momento quasi da film horror grazie anche al macchinario piuttosto disturbante in cui si trovava.

Seppur breve, mi è piaciuta la parte del viaggio di Ander verso il confine, che conferma ancora una volta, insieme alle azioni di Arion a palazzo, quale sia il fratello intelligente rimasto nella famiglia: infatti la mossa apparentemente azzardata di lasciare che Slanter offici i riti per gli gnomi caduti porta prima dei guai, ma infine serve a far capire allo gnomo che ci sono problemi più grandi della guerra tra le loro razze e che in un momento come questo può esistere onore  e rispetto anche tra nemici. Anche questo è un topos classico del fantasy e mostra come Ander sia in realtà il più saggio e più adatto a regnare, quello davvero in grado di comprendere le priorità e forse di portare la pace in futuro e dei nuovi alleati contro i demoni nell'immediato. Vedremo se più avanti ci sarà una temporanea unione dell'esercito elfico con quello degli gnomi, io sono pronta a scommettere di si.

Passiamo adesso alla parte che mi sta piacendo di più, cioè quella che si svolge a palazzo, dove il Camaleonte ha ormai preso il posto di Eventine ed è più o meno libero di fare ciò che vuole. Infatti riesce a convincere Arion che Allanon sta agendo contro di loro ed è in realtà in combutta coi demoni, portando infine alla morte del druido. Personalmente non sono affatto convinta che Allanon sia morto, anzi spero proprio che non sia così, dal momento che è rimasto l'unico a palazzo ad avere un cervello funzionante e forse in grado di fare qualcosa. Comunque, ancora una volta Arion si rivela essere il più facilmente manipolabile, con in mente solo il pensiero di diventare re per poter essere libero di agire come crede e si lascia convincere dal Camaleonte con una facilità sconcertante, anche se in questo caso trovo che sia un comportamento pienamente in linea con il personaggio e non mi è sembrato per niente eccessivo o forzato.

Anche in questo filone ha fatto la sua comparsa un elemento tipico del fantasy classico: la spada magica. Spacciata per l'unica spada in grado di uccidere il Dagda Mor, sembra che in realtà sia una spada dal potere molto più oscuro e pericoloso, come spesso accade per le soluzioni apparentemente troppo facili; c'è da dire che il fatto che l'abbia voluta recuperare il Camaleonte non depone proprio a suo favore. Di sicuro è stata in grado di uccidere o almeno allontanare Allanon, un compito non certo facile. La scena del ritrovamento nella cripta nascosta mi è piaciuta molto nonostante l'impostazione piuttosto classica; trovo che questa serie abbia già abbastanza elementi originali nella sua parte più vicina al post-apocalittico, quindi l'inserimento di alcuni elementi più iconici del fantasy non risulta eccessivo, ma anzi crea un buon bilanciamento.

Nel complesso questa puntata mi è piaciuta, anche se alcuni momenti potevano essere gestiti meglio, e ho apprezzato il sapore decisamente più fantasy rispetto alle altre. Adesso come adesso una vittoria contro i demoni sembra quasi impossibile, dal momento che hanno preso possesso del palazzo e apparentemente eliminato la minaccia principale rappresentata da Allanon, quindi sono ansiosa di vedere cosa succederà nelle prossime puntate. Spero davvero in un ritorno del druido, sia perchè le sue parti erano tra le più interessanti sia perchè sto davvero apprezzando la perfomance di Manu Bennet e mi dispiacerebbe davvero non vedere più questo attore. Voi cosa ne pensate di questa puntata? Vi è piaciuta?

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Scritto da Venere B.

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