THE WALKING DEAD: Recensione S06E09 No Way Out


Sono una tempesta di emozioni quindi scrivere qualcosa di sensato su questa meraviglia telefilmica sarà difficile ma prometto che ci provo. Ci provo perché una cosa bella come questa, sensazionale come questa, intensa come questa, merita non solo tutta la mia attenzione nello scriverne ma anche il vostro amore nel riceverla. Sono completamente, assolutamente, incautamente, innamorata di questo telefilm.

Regia: Greg Nicotero
Sceneggiatura: Seth Hoffman
Giudizio: 20/10 (Perché è decisamente più del doppio di quello che mi aspettavo!)


Il gruppo è ancora diviso ma, come legato da un filo invisibile, cerca di ricongiungersi, di riunirsi e lo fa affrontando sfide continue. Chi combatte contro gli zombie e chi contro uomini ancora vivi che minacciano e intimoriscono non rendendosi conto di chi hanno davanti. Enid e Glenn lottano per salvare Maggie. Rick e gli altri per trovare un riparo. Denise per salvare se stessa. Tutti pensano di essere soli nella lotta ma non è così. Ogni abitante di Alexandria, piano piano, realizza che tutto quello di cui ha bisogno è l'altro perché l'unione fa decisamente la forza, soprattutto se il tuo leader è un certo Rick Grimes. 

Si sente puzza di Nicotero dai primi istanti di episodio. Solo un 'folle' come lui può dar vita a quelle sezioni e a quelle scene. Non c'è difficoltà tecnica che tenga, Greg la risolverà per regalarci le più grandi sequenze della storia della televisione e lo farà con una steady cam! Certo, aiutato moltissimo dalla PERFETTA sceneggiatura di Hoffman. Per citare il mio amico JD, "Ce ne sono state di puntate epiche ma questa le batte tutte!" ed è vero. Apprensione e gioia si rincorrono, e tu sembri cambiare umore ogni 3 minuti che va benissimo se sei bipolare eh, ma quando ti trovi in ufficio, con dei colleghi, e te ne esci con urletti e giganteschi "Ma che cazzo!" continui, non è buono.

Ma torniamo alla puntata analizzando un sottogruppo alla volta... 

Il gruppo in movimento: Rick, Jessie, Sam, Ron, Carl, Judith, Padre Charles e Michonne.
Ci sono due momenti importanti per questo gruppo. Il primo, FONDAMENTALE, è quello in cui Rick consegna Judith a Padre Charles. Disperazione, forza d'animo, perdono... Nessuna di queste. Paternità, è la risposta esatta. Non si fida di Padre Charles, nel modo più assoluto ma sa che Judith ha molte più probabilità di salvarsi tra le braccia del prete che restando tra le sue. A questo punto decidono di dividersi e qui accade il dramma. Sam si fa prendere dal panico, si fa scoprire e di conseguenza uccidere. La madre, GIUSTAMENTE, viene presa da una crisi isterica che la fa essere facile preda degli zombie. Ron è sconvolto, come ovvio, solo che non connette il cervello e decide che è il caso di sparare all'uomo che sta tentando di salvarlo. Michonne è più veloce di lui e lo trafigge con la Katana, anche se il colpo parte comunque. Ai danni di chi? Di Carl, ovviamente, che viene colpito alla testa, all'occhio destro per la precisione. Inizia qui la corsa per portarlo all'infermeria. 

Denise: E' preda dell'esponente degli Wolves che non ha intenzione di ucciderla perché ha bisogno delle sue cure. Decidono di agire, di scappare. Denise è lenta, sta per essere morsa e il Wolves, per salvarla, viene morso. Lei lo vuole salvare ma non ha fatto i conti con lo spirito di sopravvivenza di Carol che lo uccide prima e fa domande poi. Denise fugge e corre verso l'infermeria. 

Enid e Glenn: Glenn ribadisce il concetto secondo cui ognuno di noi DEVE continuare a vivere al meglio delle sue possibilità per onorare quelli che sono morti. Ognuno ha contribuito a renderci quello che siamo e noi dobbiamo onorarli VIVENDO. Dale, Hershel, Andrea, Tyreese... Enid si convince e vanno a salvare Maggie che se la sta vedendo brutta. Gli zombie l'hanno accerchiata e stanno per far crollare la struttura dove si è rifugiata. Glenn la ama e sa che l'unico modo per salvarla è attirare su di se l'attenzione degli zombie ma sa anche che sono troppi per gestirli e che è un'impresa disperata. Ha ragione. Ora è lui quello accerchiato e sta per soccombere finché un certo militare rosso di capelli non sale in cattedra. 

Sasha, Abraham e Daryl: Non smetterò mai di dirlo. Badass è uno stile di vita! La mente
trova soluzioni laddove il normale pensiero non arriva e mai arriverà! Ma andiamo con ordine... I nostri vengono fermati da un gruppo di motociclisti che non mancano di mostrare i denti. Ringhiano e danno consigli (decisamente da riutilizzare quel "Bite, chew, swallow and repeat") solo che non hanno fatto i conti con l'essere badass come status mentale. Proprio mentre Abraham e Sasha stanno per essere uccisi, Daryl tira fuori la sua arma segreta e fa letteralmente saltare in aria tutti gli uomini di Negan (attenzione a questo nome perché ne farà di danni!) con il bazooka per cui Abraham aveva quasi perso la vita. Riescono a tornare ad Alexandria e proprio Abraham salva Glenn.

A questo punto sono di nuovo "tutti sotto lo stesso cielo". E qui, a questo punto la svolta vera. Tutta Alexandria decide di combattere e lo fa, dio se lo fa! Machete che scendono sulle teste degli zombie come pioggia d'inverno, coltelli e cacciaviti usati per colpirli, pistole, mitragliatrici... INSIEME si riprendono Alexandria, come comunità. Uccidono una mandria immensa che ha mietuto vittime illustri e sono pronti a raccogliere i pezzi, a ricostruire. POESIA ragazzi. Poesia vera! Vi metto, di seguito la sequenza PIU' BELLA mai realizzata perché merita davvero di essere vista (e rivista. E rivista!).







Parliamo di sensazioni, perché alla fin fine, ci vogliono. E' stata una puntata
ECCEZIONALE, come non se ne vedono mai in tv, e chiunque abbia l'ardire di dire il contrario lo fa solo per rompere i coglioni al prossimo. Non è questione di gusti ragazzi miei, è obiettività. Lineare, semplice, senza fronzoli. Diretta al punto. PUNTATA PERFETTA! Hype come se piovesse, dolore, morte, amore, passione... E si, perché di passione si tratta quando Rick abbandona il capezzale del figlio per uccidere gli zombie. Non sa cosa fare, non può aiutare, non VUOLE soffrire e fa quello che sa fare meglio: incanalare la rabbia verso il problema. Uccide zombie da troppo tempo per non sapere che è un'azione meccanica che lo calma e, per di più, contribuirà a tenerli lontani dall'infermeria, salvando così la possibilità che suo figlio si salvi. 


Cosa c'è di più poetico di un padre che NON si abbandona al dolore ma combatte per la speranza?! Così facendo, combattendo, chiama a se tutti quei fili invisibili che legano Il Gruppo (solo un gruppo così merità la lettera maiuscola) e li conduce a lui. Li fa combattere per e con lui. Gli trasmette la forza di cui necessitano per vincere e per coinvolgere anche chi non era ancora pronto. Tutti combattono per il bene comune. Combattono per salvare se stessi e la loro città. Combattono. E dimostrano che lo sanno fare, e anche bene. E colpo su colpo si riprendono la città, città che domani potrà essere ripulita e ricostruita perché loro lo sanno. Sono più forti degli zombie e persino delle pallottole, visto che Carl si riprende anche se con un occhio di meno. 

Non c'è niente da fare. Il Leader è e sarà sempre uno solo. E non importa quanta merda la vita, il nuovo mondo, i vari Negan, decideranno di spalargli addosso. Io ho fede in lui e SO che risolverà sempre tutto. Perderà alleati e amici lungo la via ma non perderà MAI la capacità di guidare le persone nella giusta direzione. Il Leader è speranza, il Leader è uno e uno soltanto, il Leader è Rick Grimes. 

Vi saluto amici miei. Mi ha fatto tanto piacere ritrovarvi! GRAZIE DELL'ASCOLTO! Micaela.


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Articolo di MiKyCaRtEr84

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