GOTHAM - Recensione 2x14 "This ball of mud and meaness"



Bentornati all'appuntamento settimanale con la città di Gotham! Questa seconda metà di stagione sembra proprio decisa a portare la serie ad un livello superiore, continuando a fornire ottime puntate, tutte caratterizzate dal giusto approfondimento psicologico misto a momenti surreali, da scelte stilistiche sempre più vicine al mondo del fumetto e da un'ottima distribuzione della presenza in scena tra i vari protagonisti.


S02E14 "This Ball of Mud and Meaness"

Diretto da: John Behring
Scritto da: Jordan Harper

Ancora un ottimo episodio per Gotham, finalmente incentrato su Bruce e sul suo percorso personale che lo porterà, infine, a diventare Batman. Ma non c'è spazio solo per lui, nonostante l'episodio costituisca un punto di svolta decisivo per il suo personaggio, ma anche per dare il via a nuove trame e riprenderne altre dove erano state lasciate. Ma andiamo ad analizzare la puntata partendo dalla parte più significativa: l'evoluzione di Bruce.

Nello scorso episodio avevamo lasciato il ragazzo deciso a trovare l'assassino dei suoi genitori e prendersi la sua vendetta, infatti lo ritroviamo mentre prende da Selina la pistola che aveva chiesto e si mostra deciso a perseguire il suo scopo. E fino all'ultimo ci fa credere che ucciderà davvero Malone: non esita a lasciare Alfred in ospedale né a fuggire da Jim che lo aveva raggiunto nel folle locale di Jeri, tutto per ritrovarsi faccia a faccia con il temibile killer e avere l'occasione vendicarsi. Ma è proprio qui che si ferma, dopo un dialogo magistrale con Malone, che potrebbe essere tranquillamente uscito dalle pagine di un fumetto sia per quanto riguarda le inquadrature sia per le battute semplici e dirette. Parlando con quest'uomo senza scrupoli che nemmeno si ricorda dei Wayne, per cui l'omicidio non è una cosa personale ma soltanto lavoro, che commenta in maniera cinica i vari metodi di uccisione e racconta come una cosa qualunque il modo in cui ha avuto il suo soprannome, Matches (cerino), perché una volta ha bruciato un uomo, Bruce si trova finalmente faccia a faccia con un mondo che non conosce, a cui non importa niente di lui e della sua famiglia, dove il crimine è soltanto un lavoro. Diecimila dollari sono pochi per la vita di un uomo, ma Matches fa notare che il costo dei materiali è quasi nullo. Alla fine è quasi sollevato che qualcuno sia venuto ad ucciderlo perché non sopporta più la sua vita, ma è proprio a quel punto che Bruce capisce che il killer dei suoi genitori non è un mostro, è soltanto un uomo, figlio come tanti altri di una società marcia e corrotta, dunque non sarà la sua morte a porre fine a tutto.


Il percorso che porta Bruce ad arrivare a Malone è costruito benissimo, a partire dalla scena in cui Selina gli ricorda che le pistole esistono per un solo scopo, fino ad arrivare alla realizzazione finale che porta il ragazzo ad andare a vivere nelle strade, tutto serve a mostrare a Bruce quanto poco sappia del mondo, quanto l'omicidio che ha cambiato la sua vita non sia un evento straordinario di per sé, ma qualcosa che per altri è lavoro quotidiano. La scena in cui Alfred affronta Cupcake, che tra le altre cose mi ha fatto stimare ancora di più il maggiordomo, mette il ragazzo di fronte alla nozione che non tutto si compra col denaro, che alcuni semplicemente godono nel generare il caos, che esistono altre regole di cui lui non ha nessuna conoscenza. Anche le scene nel locale di Jeri, dove troviamo una bravissima Lori Petti con un trucco che rimanda molto a quello del Joker, mostrano un lato di Gotham che Bruce non aveva mai conosciuto, dove è in corso una sorta di venerazione dei Maniax e le azioni delle persone sono dettate da regole che il ragazzo non capisce. Infine il dialogo con Malone gli dà il colpo di grazia e gli fa capire che, se vuole davvero perseguire la giustizia, deve fare qualcosa di diverso dall'uccidere un uomo, che il suo compito deve essere molto più grande di così. E nelle parole che Bruce lascia ad Alfred, prima di partire alla scoperta del mondo, c'è la genesi del Batman che tutti conosciamo.

Sono molto contenta che finalmente si sia arrivati ad un punto fermo nel percorso di Bruce, ad una vera svolta che inizia a farci vedere l'uomo che diventerà e sono contenta della scelta di non fargli uccidere Malone, visto che il tabù più importante di Batman è quello dell'uccidere i criminali. Come ho già detto, finora il personaggio di Bruce era quello che mi sembrava più debole, a volte si riuscivano a vedere dei tratti che potevano rimandare al suo futuro come Batman, ma erano sempre molto deboli e frammentari. Quest'ultima puntata invece è riuscita a mostrarci una vera evoluzione, a far capire al ragazzo che l'omicidio dei Wayne non è niente di speciale per la città di Gotham, che cose come queste succedono tutti i giorni, dunque se l'obiettivo è la giustizia e non la vendetta non è uccidendo uno dei tanti criminali che si risolve il problema. La decisione finale di andare a conoscere davvero il mondo è il primo vero passo del suo addestramento come Batman.

Ma passiamo a parlare di un altro personaggio molto amato e per ora quasi assente: Nygma. Mi è piaciuto molto come hanno ripreso, seppur brevemente, la sua storyline; ormai dell'Ed che conoscevamo non è rimasto più nulla, il confronto interiore è stato vinto dalla sua parte completamente folle e paranoica che lo porterà a mettere sempre in atto le sfide di intelligenza tipiche dell'Enigmista. E, a quanto pare, inizierà da Jim. Sono davvero curiosa di vedere dove porterà la storia di Miss Kringle e quale sarà l'evoluzione futura del personaggio, che in questo episodio ci ha mostrato per la prima volta il simbolo che lo caratterizza: il punto interrogativo verde che disegna sulla foto di Jim, rendendolo ufficialmente la sua prima sfida come Enigmista.

Ma le novità non sono finite per i nostri villain preferiti, infatti anche in questo episodio abbiamo assistito alle disavventure di Pinguino e ad una sua apparente redenzione causata dalle torture di Hugo Strange. La scena iniziale della puntata, l'incubo di Oswald mentre subisce il trattamento, è stata una delle mie preferite, onirica e profondamente simbolica, così come tutte la sequenza al manicomio. L'espediente del gelato e il successivo trucco del coltello servono a mostrare ancora una volta quanto il professor Strange sia un uomo senza scrupoli, un freddo scienziato che ha un approccio distaccato con tutti i suoi esperimenti e non ha nessuna remora ad utilizzare cavie umane nei modi più terribili pur di arrivare al suo scopo che a questo punto sono davvero curiosa di scoprire quale sia. Oswald d'altra parte sembra essere caduto del tutto vittima di Strange e del suo complicato lavaggio del cervello, ma sarà davvero così? Per quanto tempo Pinguino rimarrà una pedina nelle mani di qualcun altro, dopo tutta la fatica che aveva fatto per conquistarsi un suo posto nel mondo? Di certo in questa puntata mi sono sentita malissimo per lui e ancora una volta non posso che applaudire alla bravura di Robin Lord-Taylor che riesce sempre così bene a trasmettere le emozioni di Oswald, per il futuro del personaggio staremo a vedere.

In generale ho trovato questo episodio molto ben fatto e ho apprezzato l'interpretazione delle due guest star, entrambi molto bravi. La scena al locale di Jeri è stata una sorpesa gradita, un rimando ai Maniax della prima metà di stagione e uno molto forte all'iconografia del Joker, uno dei villain più amati e influenti dell'universo di Batman, resi benissimo da una bella interpretazione di Lori Petti, che spero di vedere ancora. Di certo non potremo vedere di nuovo Matches Malone, ma la sua scena con Bruce è stata a mio avviso la più bella e intensa di questa puntata, una prova davvero notevole per Michael Bowen che è riuscito in un tempo limitato a trasmetterci tutta la stanchezza e il cinismo di un uomo che ha vissuto la sua esistenza come criminale, uccidendo per denaro e cadendo sempre più nel baratro della disillusione, al punto che è contento che qualcuno sia venuto a punirlo per i suoi crimini perché gli dà una speranza che una giustizia superiore esista davvero.

Dal punto di vista visivo e dei dialoghi Gotham sembra sempre più improntata verso uno stile fumettistico che io apprezzo molto in una serie come questa; dialoghi semplici e diretti, inquadrature che rimandano alle vignette, colori caratteristici, uno su tutti il verde di Nygma, e scorci di vicoli e ambienti che sembrano disegnati. Spero che la serie continui di questo passo perché per adesso è il meglio che abbiamo mai avuto da Gotham in questi due anni. 

Voi cosa ne pensate?

Come sempre, un saluto alle affiliate!





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Scritto da Venere B.

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