GAME OF THRONES- Ricercato vivo o morto. Intervista a Kit Harington.




Intervista di TheWrap a Kit Harington dopo le nomination per gli Emmy 2016.















E’ tornato dalla morte nel secondo episodio e ha ridotto in poltiglia con un pugno il sadico Ramsay Bolton nel nono episodio. Questi due momenti da soli fanno di Jon Snow, eroe della serie HBO “Game of Thrones”, l’uomo che manda in visibilio le folle in questa stagione televisiva. Ma Snow e l’attore che lo interpreta, Kit Harington, hanno anche un‘intera stagione del Trono di Spade da ricordare, una serie che quest’anno guida tutte le altre nelle nomination agli Emmy, ed è la regina incontrastata nella categoria Outstanding Drama Series.




“Nel Trono, ci sono sempre due o tre scene ogni stagione che sai saranno molto importanti”, ha detto l’attore ventinovenne britannico al TheWrap parlando della sesta stagione recentemente conclusa. “Mi sono reso conto che sulla carta questa sarebbe stata una stagione veramente importante, e volevo renderle giustizia.” 
L’ha fatto, e nel processo Jon Snow è stato uno dei pochi personaggi maschili ad uscire fuori da questa stagione con più potere di quello che aveva all’inizio. (Per lo più questa è stata una stagione femminile del Trono di Spade.).  Il personaggio di Harington era stato pugnalato a morte alla fine della stagione precedente, ma la sacerdotessa Melisandre (Carice van Houten) l’ha riportato in vita. Questo ha consentito a Jon di rinunciare al voto prestato ai Guardiani della Notte, e rinconquistare la casa dei suoi antenati, Winterfell, dal malvagio dominio dei Bolton. Questa è stata la piu grande e audace stagione per lo show televisivo più grande e audace; e contrariamente allo scorso anno, quando il suo personaggio era ufficialmente morto e lui era obbligato a mantenere il segreto, Harington  stavolta è libero di parlare della serie.  



L’anno scorso in questo peroiodo stavi cercando il modo di non parlare con nessuno vero?
[Risata] Sì. Ti dirò, era quasi piacevole, avere una scusa per non parlare della serie o rilasciare interviste. Potevo osservare il circo mediatico intorno allo show dall’esterno, ma allo stesso tempo al centro di tutto c’era la suspence riguardo a se fossi o meno morto.


Sophie Turner è venuta nel tuo camerino e scherzando ti ha detto che eri stato veramente un bastardo con lei, perché le avevi mentito sul fatto che Jon fosse morto per un lungo tempo.
Non lo so perchè ho scelto di ingannare Sophie più degli altri. Ho lasciato lei all’oscuro per più tempo, e tra le altre cose con me era stata così dolce. Mi ha scritto una lettera sul fatto che avrei lasciato lo show, dando per assodato che non sarei tornato. Siamo tutti molto uniti tra di noi sul set, come una famiglia, e lei si sente veramente come una sorella minore nei miei confronti. Quindi credo che alla fine le ho voluto farle uno scherzo come avrebbe fatto un fratello maggiore.


Mi è parso di capire che il tuo discorso di addio al cast e alla troupe, in quello che avrebbe dovuto essere il tuo ultimo giorno di riprese, non è uno dei tuoi momenti migliori.
No. Non è stato sicuramente uno dei momenti di cui sono più fiero, nemmeno come attore. Non ero del tutto convinto. Non volevo fare un grande discorso e cominciare a piangere, perché sapevo che avrei rivisto quelle persone l’anno dopo. Così ho fatto un po' un pasticcio, e ho detto a diversi di loro di non prendere tutto come oro colato.


Tra le due stagioni, hai avuto modo di pensare a come il ritorno dalla morte avrebbe influito sull’interpretazione del tuo personaggio? Ovviamente quell’esperienza ha notevolmente cambiato Jon.
Ci pensavo, ma allo stesso tempo noi non riceviamo il copione se non due settimane prima dell’inizio delle riprese della nuova stagione. Sapevo che sarei tornato in vita, ma non sapevo se sarei tornato cambiato come persona, magari come cattivo. Così non ho potuto programmare nulla, il che è stato difficile.
Poi ho ricevuto il copione, e ho scoperto che era tornato indietro come se stesso, il Jon che tutti conoscono. Inizialmente l’ho trovato fastidioso. Poi mi sono reso conto che la situazione era più complessa di quello che sembrava. Jon ha avuto una visione di quello che c’è oltre, cosa che accade solo a pochi in questo mondo, lui sa che non c’è vita dopo la morte. Questo adesso dirige quello che è e quello che vuole fare.


Hai cominciato la stagione con due interi episodi nei quali stavi semplicemente sdraiato morto sul tavolo.
Si. Ero su quel tavolo traballante…pensavo sarebbe stato quasi piacevole stare per due episodi sdraiato lì, ma è stato veramente frustrante. Tutti quanti fanno il loro lavoro intorno a te, e tu devi stare lì fermo, e nudo, per settimane. Mi sono appisolato diverse volte su quel tavolo, e svegliarsi all’improvviso nel mondo del Trono di Spade è stato terrificante.



Quanto hai lavorato sulla scena del risveglio? E’ vero che tutto quello che hai fatto è stato aprire gli occhi e respirare, ma quello è stato un respiro fondamentale.
E’ stato un respiro cruciale, ed è per questo che l’abbiamo fatto un migliaio di volte. L’hanno voluto in ogni modo possibile. Avevano ragione a essere scrupolosi in quella maniera ma alla fine mi stavo davvero annoiando.






L’episodio della Battaglia dei Bastardi è per la maggior parte incentrato su una feroce battaglia fra l’esercito di Jon Snow e quello di Ramsey Bolton, logisticamente è stato uno sforzo enorme. Per te quale è stata la parte più difficile?

Girare quelle sequenze è stato veramente caotico.  Era stata studiata splendidamente e ben orchestrata, ma quando siamo arrivati sul campo e ci siamo resi conto della vastità di quello che ci proponevamo di fare, abbiamo iniziato ad improvvisare.  In alcuni momenti è stato confusionario, anche solo cercare di mettere insieme il punto al quale eravamo arrivati, per poter rappresentare al meglio le emozioni del personaggio in quel momento.
Tutta la scena della battaglia per alcuni versi è stata molto divertente, per altri estremamente difficile. Non dubito che sia tra le cose più complicate da girare per una serie TV. Anche pensando alle caratteristiche naturali del set è facile capire che il lavoro è stato faticoso. E io ero sempre nel fango. [Ride] Tutti gli altri avevano un bel castello caldo, e io ero da qualche parte su un campo travolto dai cavalli.


Per anni ci sono state teorie dei fan su chi fossero i veri genitori di Jon, e ora è risultata fondata la teoria più condivisa: sua madre è Lyanna Stark, la sorella di Ned Stark, e suo padre è Rhaegar Targaryen. Tu hai delle teorie su cosa significherà questo a lungo andare?
Si ce l’ho, ma non ne voglio parlare. Se parlo delle mie teorie, qualcuno le prenderà come oro colato perché interpreto il personaggio. Inoltre trovo che non sia utile alla mia interpretazione pensarci, perché Jon non sembra curarsene molto. Se lui verrà a conoscenza della verità prima o poi, come spero avverrà, sarà un bel momento da interpretare.


Così adesso aspetti e ti chiedi quando Jon Snow morirà in maniera definitiva?
[Risata] Sì. Però c’è una cosa, mi sento il più sicuro tra i personaggi nel Trono per adesso. Forse non lo dovrei dire. Potrei morire nella prossima stagione, ma mi sento molto tranquillo per questa. Visto che sono tornato in vita nel secondo episodio, sarebbe una brutta trama se morissi nel 4. Per cui mi sento abbastanza tranquillo per questa stagione.


Ovviamente il trono di spade ti ha reso molto visibile come attore, anche se questo significa che non puoi tagliare i capelli o cambiare il tuo look tra le stagioni. Quale è stato l’impatto che questo ha avuto sulla tua carriera?
E’ stato un grande aiuto. Quando mi hanno fatto presente che avrei potuto essere arrabbiato per non poter fare altri lavori a causa nel Trono, o per non cambiare il mio aspetto, ho pensato che dovevano essere fuori di testa. Se dovessi tornare indietro e scegliere di nuovo se fare o meno il Trono, direi assolutamente si, il 100% delle volte. Perché mi ha aperto tantissime porte, e mi ha portato su una strada che non avrei mai sognato alla scuola di recitazione. Lo amo, e mi mancherà tantissimo quando tutto sarà finito.


A proposito della scuola di recitazione, che tipo di carriera desideri?
Volevo fare teatro. Ho fatto gli studi per il teatro classico. Non avevo fatto nessun tipo di studio per la carriera cinematografica, come comunque non ne vengono effettuati all’accademia di recitazione Britannica. Così avevo immaginato che avrei lavorato all'RSC o avrei trovato lavoro al National, due dei maggiori teatri di Londra. Questo era il piano, lavoro e altro lavoro e vedere se riuscivo a sopravvivere.


Fonte:thewrap.com


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Scritto da silvia di cola

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