THE WALKING DEAD - Recensione S07E03 The Wall

Buongiorno miei piccoli angeli putrefatti. 
Vi siete ripresi? O quantomeno ci state provando. Nemmeno la puntata più tranquilla e rilassata della scorsa settimana ci ha fatto calare quel senso di vuoto totale, quell'ansia, quel dolore martellante. Eppure noi siamo ancora qui perché noi siamo parte integrante del gruppo. Noi siamo Rick! 

Dovevano fare questa puntata. Dovevano "riabilitare" Daryl anche se so che per lo
zoccolo duro non ce n'era bisogno. Quando pensate a Daryl dovete ricordarvi TUTTI che è uno che ha vissuto l'inferno, quello vero. Per lui l'apocalisse zombie è quasi una passeggiata di salute e voi, che lo conoscete sin dall'inizio, dovreste saperlo meglio degli altri. Daryl non ha paura. Di niente. Daryl soffre, piange, sbraita, s'incazza, ma no. Non ha paura. Perché la paura ti rende vulnerabile. E non si può essere vulnerabili. 

Daryl è la perfetta contrapposizione a Dwight. Daryl non ha paura di morire
mentre Dwight farebbe qualsiasi cosa pur di non farlo e se da una parte è comprensibile, dall'altra ti fa amare anche di più Daryl. Perché va bene lo spirito di sopravvivenza, va bene il lottare per la vita, ma addirittura perdere la dignità no, questo mai. Sia chiaro, probabilmente io sarei peggio di Dwight ma ho sempre pensato che preferirei suicidarmi piuttosto che permettere a qualcun altro di decidere della mia vita, figuriamoci della mia morte. 


In questo episodio provano a tirare fuori l'umanità di Dwight. Quale? Quella di aver rubato una moto stupenda e averla poi distrutta? Quella di dar da mangiare del cibo per cani ad un essere umano? Quella di aver permesso a sua moglie di andare in sposa ad un pazzo solo per salvarsi la vita? Oppure quella di aver "ucciso" un suo amico senza dargli neanche la possibilità di morire in pace? Non c'è umanità in quest'uomo. Ci avete provato ma no, non ci siete riusciti. 

Dwight è un topo. Anzi, lo definirei la pulce di un topo. Perché è un parassita. Fa
fare il lavoro tutto agli altri per poi prenderne i frutti. E non m'importa se soffre per la sua ormai ex moglie e m'importa ancora meno  E' un sottomesso, per natura, e probabilmente è anche uno che ce la farà (anche se spero vivamente che Daryl lo faccia piangere). Perché uno che non ha un minimo di rimorso nel mostrare la polaroid di quello che restava di Glenn il giorno del massacro, non può non essere uno da biasimare. 

Negan. Vogliamo parlare di Negan? Nella sua testa è tutto normale. Un po' come il polipo. Lui è la testa e i suoi uomini, quelli che lo "servono", sono i suoi tentacoli che arrivano ovunque per servirlo. Lui dice a tutti cosa fare, come comportarsi, chi essere. Vuole un figlio e sua moglie deve darglielo. Punto. Non c'è appello. Non importa come arriverà al suo scopo ma avrà un figlio. Il che mi fa temere molto sia per Judith che per il povero figlio di Glenn. 

Lui dice a tutti chi essere. A tutti tranne a Daryl che sarà difficile da piegare
proprio per le motivazioni di qui sopra. Non ha niente da perdere, tranne la vita ma lo sappiamo tutti qual è il suo valore di questi tempi. Daryl combatterà e se ce ne sarà bisogno, fingerà, in fondo ha imparato dalla migliore. 
Allora io dico, forza Daryl. Sei tutti noi e non vedo l'ora di vederti abbracciare di nuovo Carol, proprio come hai fatto il quel bosco tante puntate fa. 

Per ora vi saluto, ma noi ci vediamo la settimana prossima. E mi raccomando, passate dalle nostre affiliate per un saluto. 

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Scritto da MiKyCaRtEr84

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