AMERICAN HORROR STORY - Considerazioni musicali 1: i big in AHS



La mia fortuna è quella di amare una serie che rimane, di stagione in stagione, incredibilmente sopra agli standard della televisione e del cinema.
Uno dei punti che, unito alla grandezza del cast, alla genialità dei registi e creatori e a tanto altro, fa sì che si possa fare questa affermazione è il ruolo della musica in AHS. Per deformazione professionale, ammetto che uno dei miei primi pensieri al termine di ogni puntata è la colonna sonora e il suo utilizzo all'intero del singolo episodio. Anche sotto l'aspetto musicale, American Horror Story non ci delude. Ci sarebbe davvero molto da dire e il materiale per cui rimanere affascinati abbonda incredibilmente. Per questo, la rubrica AHS - Considerazioni musicali sarà in continuo aggiornamento e avrà come punto di partenza delle semplici analisi delle sei stagioni passate. Ci saranno analisi delle musiche utilizzate in una singola stagione (fremo al pensiero di quella di Roanoke...) oppure analisi su eventi musicali ricorrenti, tecniche e strategie in comune tra una stagione e l'altra.

La Considerazione di oggi è un po' una premessa alle successive; è la base su cui posso permettermi di scrivere delle analisi più o meno tecniche riguardo alle musiche di AHS. Ogni serie tv o film che si rispetti dà molta importanza alla propria musica; d'altronde, insieme a tutto ciò che riguarda il profilmico, la trama e i dialoghi, essa è uno degli elementi chiave d'espressione artistica. La musica deve rappresentare ciò che stiamo vedendo (e viceversa) e i sentimenti che l'insieme dei mondi artistici ha il dovere di suscitare devono essere il più possibile sulla stessa lunghezza d'onda. Premetto che non sempre questo accade, anche in American Horror Story, per motivi ben precisi; ma di questo parlerò nella prossima “puntata”, tanto per rimanere in tema. In American Horror Story troviamo però sempre due realtà musicali ben differenti, una originale che vive grazie alla singola stagione, l'altra proveniente dal nostro mondo musicale che aggiunge vita alla stessa. In questa Considerazione, si parlerà della seconda.



Davanti a certi big della musica, poco ci sarà da scrivere di tecnico. E' curioso tuttavia cercare di comprendere il perchè di certe scelte da parte di Ryan Murphy. Che sia un amante della musica è fuori discussione; proprio questa sua passione lo ha spinto a inserire in una serie tv horror musiche già ben note e che apparentemente si allontanano dal genere in questione. Cantanti e gruppi quali David Bowie, Lana Del Rey, Stevie Nicks, Nick Cave, Joy Division, Depeche Mode, Led Zeppelin e tanti tanti altri si inseriscono di frequente negli episodi e in alcuni casi, come in Freak Show, diventano un leitmotiv vero e proprio, tanto da influenzare ad esempio il vestiario dei personaggi (si pensi alla splendida Elsa Mars vestita d'azzurro). Come spiegherò meglio nella prossima Considerazione musicale, Ryan Murphy ama particolarmente i contrasti (rimando alla recensione dell'ultima puntata di Roanoke: AHS - Recensione episodio 6x10); questo elemento è ben chiaro anche grazie all'utilizzo che il creatore fa delle musiche dei big. Prendiamo ad esempio Seven Wonders, brano legato alle sette prove che le streghe della congrega devono affrontare per scoprire chi tra loro sarà la prossima suprema. Al di là del forte legame sempre presente tra la tematica della canzone e quella dell'episodio (lo stesso vale per gli altri succitati brani), il contrasto è evidente: una grande ed inaspettata parentesi musicale, di “relax”, all'interno dei classici elementi che caratterizzano una serie horror impregnata di suspense, tensione e macabri colpi di scena.



Altro esempio: Gods and Monsters di Lana Del Rey / Jessica Lange. Un brano che rappresenta appieno i sentimenti di Elsa Mars, “intrappolata” nel suo stesso mondo del Fraulein Elsa's Cabinet of Curiosities, ma che al tempo stesso dà slancio alla vicenda, per contrasto, con l'arrivo di Edward Mordake. Una scena stupenda, caratterizzata dal sorriso di Elsa durante la sua esibizione “proibita” durante la notte di Halloween, dallo sguardo profondamente misterioso di Mordake, dalle luci fortemente in contrasto, tra il rosso del palcoscenico e il verde del demone (Wes Bentley); una musica, insomma, che accompagna un forte disagio per lo spettatore.


Termino, senza dilungarmi troppo, alla probabilmente più chiara forma di contrasto musicale all'interno di American Horror Story. Si tratta di una canzone americana scritta da Shirley Ellis, elaborata per la nostra gioia all'interno del manicomio di Briarcliff: The Name Game. Arrivederci alla prossima Considerazione musicale, in cui si vedranno nello specifico due momenti particolarmente emozionanti della seconda e terza stagione. Intanto, buon ascolto!



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Articolo di Mauro Canali

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