PRISON BREAK - Pregi e difetti della nuova serie




Il revival/sequel di Prison Break sta per arrivare sui nostri schermi, in questo articolo valuteremo i pro e i contro di questo nuovo progetto.


Anche i fans che si sono allontanati dal finale di Prison Break hanno dell'affetto residuo per l'improbabile serie. La prima stagione ha abbinato alla sua insolita premessa - un uomo che fa evadere di prigione suo fratello e una gang di disadattati, in parte grazie ad un elaborato piano tatuato sulla pelle - con un cast ben scelto che sapeva come tirar fuori il meglio da una serie violenta con una base di azione. Dominic Purcell e Wentworth Miller hanno interpretato i due fratelli in maniera efficace in ogni circostanza e le star Robert Knepper, Paul Adelstein e Sarah Wayne Callies hanno aggiunto un'incredibile performance all'avventura melodrammatica. 

Per questo motivo è sconcertante che il ritorno di Prison Break non prenda spunto da tutto quel potenziale e ci offra una storia d'incarcerazione che è meccanica, tortuosa e sinistra.


Per ragioni che non riguardano la narrazione, ma che la riducono, il set si trova nello Yemen, in una prigione così umida  che al confronto la precedente prigione dei fratelli sembrava una spa di lusso. Il cambio di location avrebbe avuto un senso se qualcuno dei nuovi personaggi fosse memorabile o se ci fossero dei validi motivi per Michael di essere lì. Ma il passato di Michael continua ad essere oscuro, nonostante la performance piena di carisma di Miller. E' difficile generare interesse sul perchè si trovi lì e con chi.


Il fratello di Michael, Lincoln Burrows (Purcell), il più grezzo e istintivo dei due, naturalmente cerca di far uscire suo fratello di prigione, e la storia si fa ancora più oscura. Ad un certo punto, una donna che stava aiutando Lincoln è assalita da un terrorista dell'ISIL, dopo che è stata minacciata e picchiata. La serie di personaggi del Medioriente buttano giù Prison Break e non aiutano a dare frizzantezza.

La parte migliore della nuova serie sono le performance vivaci di Knepper e Adelstein, rispettivamente T-Bag e il viscido Paul Kellerman che continuano ad avere il giusto approccio ai loro personaggi che rubano la scena e Knepper in particolare è una sorpresa in ogni momento. Ti distrae dai vari aspetti della nuova stagione che non hanno senso (ad esempio, Lincoln che è quasi sul lastrico, ma che riesce a trovare i soldi per finanziare la spedizione nello Yemen. Anche C-Note (Rockmund Dunbar) e Sucre (Amaury Nolasco) sono presenti, ma non fanno nulla di rilevante nelle prime tre ore.

Sembra che ci siano delle apparenti ragioni per cui Scofield - che si presumeva fosse morto alla fine della prima serie in onda - sia vivo in una prigione da qualche parte nel mondo. Ma questa nuova incarnazione non è così stuzzicante da passare oltre l'affidarsi a sfortunati stereotipi, ad un'atmosfera spesso spiacevole e svolte della trama non eccezionali. Prison Break dà il suo meglio quando parla dell'avventura di persone che vogliono evadere, con pochi personaggi e relazioni con energia e consistenza, ma purtroppo questa volta non si riesce a tenere il ritmo.

Fonte: Variety 


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Articolo di Chiara F74

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