DOCTOR WHO - Recensione dell'episodio 10x03 "Thin Ice"



Cilindro e cappotto, signori, il grande gelo del Tamigi è arrivato! Ci siamo lasciati così al termine di Smile, il secondo episodio di questa decima stagione, con Bill e il Dottore catapultatosi a Londra nel 1814. Un terzo episodio dedicato al passato, quindi, ed un primo confronto tra il Signore del Tempo e la sua nuova companion. Andiamo a vedere di che cosa stiamo parlando.



ATTENZIONE: SPOILER!



L'idea di un rapporto basato su un sottile strato di ghiaccio, quella è l'idea che ci ha lasciato la prima parte di Thin Ice, il terzo episodio della decima stagione. Vivere con il Dottore, o viaggiare con il Dottore, non è mai stato semplice, lui sarebbe il primo ad ammetterlo. Bill ne ha avuto un primo assaggio proprio in quest'occasione, dove ha assistito per la prima volta non solo alla morte di una persona innocente, bensì di un bambino. Alla fredda reazione del Dottore, Bill gli ha esposto i dubbi che alle volte l'assaliscono sulla natura del misterioso insegnante di cui, alla fine dei conti, sta imparando a conoscerne gli aspetti passo dopo passo. Il Dottore si trova a dovere ammettere di avere perso il conto delle persone che ha visto morire e di poter affermare lo stesso per quanto riguarda le persone che egli stesso ha ucciso. Su questo conflitto, questo conoscersi, si basa Thin Ice, che dopo molto tempo ci ha finalmente riportati alla Londra ottocentesca per la quale Doctor Who ci ha insegnato a provare molto affetto e riconoscenza. Il passato si è infatti rivelato spesso una grande occasione per mescolare eventi storici e plot di finzione, in modo che il risultato sia inaspettatamente verosimile. Così un mostro marino diventa la causa del grande gelo che congelò il Tamigi al punto da permettere ai mercanti londinesi di installare una fiera sul ghiaccio e ad un elefante di passeggiare indisturbato tra i visitatori. Così come indisturbati sono gli orfanelli, un tòpos delle rappresentazioni ottocentesche su cui un personaggio molto caro a noi Whovian, Charles Dickens, ha in più occasioni riflettuto. Un gruppo di monelli di strada sono al centro delle preoccupazioni di Bill, ma anche degli oscuri piani del villain di turno.



Il terribile Lord Sutcliffe, uomo dei suoi tempi, tiene prigioniera la creatura sotto il Tamigi per portare avanti i suoi oscuri progetti industriali. Notevole lo stupore del Dottore quando si accorge che stavolta il nemico è un umano, affermando che la presenza di un individuo non terrestre avrebbe perlomeno giustificato l'assenza di umanità. Sutcliffe è un pretesto per permettere a Bill di capire qualcosa in più della persona che ha accanto, dei suoi valori e della sua integrità. L'eterna lotta tra bene e male è infatti il vero focus dell'episodio, il sottile confine tra salvare e salvarsi. Una battaglia interiore che più di una volta è emersa all'interno di questa serie e che ad ogni nuova companion ha avuto occasione di rinnovarsi, di essere rielaborata e di approfondirsi. Ricordiamo l'incredibile indecisione e diniego di Clara quando l'Undicesimo Dottore lasciò il posto a un vecchio strampalato dall'accento scozzese.

Al termine dell'episodio, Bill scopre che il gesto del Dottore di truccare il testamento di Lord Sutcliffe ha funzionato e che un orfanello è stato riconosciuto come suo legittimo erede. Dal suo canto, il Dottore riconosce l'importanza delle parole della sua compagna, che gli hanno dato la giusta motivazione.



Un episodio dai sapori familiari ma sempre piacevoli da riconoscere. Un happy ending quasi da christmas special, anche se il vero speciale natalizio di quest'anno preannuncia tutt'altro che un lieto fine. Non è infatti tutto rosa e fiori e questo misterioso giuramento che il Dottore avrebbe fatto e che Nardole non esita puntigliosamente a ricordargli sembra martellarci in testa, ricordandoci che il tempo sta per scadere, ma per chi? Per il dodicesimo Dottore sicuramente. Non sono molti gli episodi che ci dividono dal suo addio e, tuttavia, ci sono quesiti ancora più urgenti. Chi si cela dietro al caveau? Il bussare è inequivocabile e siamo pronti a scommettere che avrà a che fare con l'annunciato e inspiegabile ritorno del Master.

Thin Ice è dunque un episodio ricco di vecchie suggestioni e nuovi misteri. Una ricetta che, per quanto riguarda Doctor Who, ha sempre funzionato.





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Articolo di Fabio Scala

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