THE FLASH - Captain Cold: villain, antagonista o antieroe?

La notizia del ritorno del capitano più glaciale delle DC live-action è stata accolta con enorme gioia da tutti i suoi fan. Me compresa.


Abbiamo amato fin da subito Leonard Snart e me ne sono chiesta il perché. Se l’eroe è Flash, perché il suo nemico Captain Cold è entrato immediatamente nei nostri cuori?

Credo che si possa trovare la risposta nelle loro differenze e nelle loro similitudini, nel loro rapporto peculiare e ambivalente, nel ruolo che occupano all’interno del meccanismo narrativo.


Chi è Leonard Snart? E qual è il suo rapporto con Barry Allen?

La prima volta in cui abbiamo incontrato Leonard Snart non c’erano dubbi: è il cattivo. Intrigante, affascinante ma pur sempre il cattivo.


Già nel primo episodio in cui compare (1x04), Len uccide ben tre persone. Le prime due gli sono di intralcio (il socio bizzoso e il ricettatore che gli vende le super armi) mentre l’ultima è solo una vittima non intenzionale. Un danno collaterale, perché credeva davvero che Flash sarebbe stato veloce abbastanza da salvarlo dal gelido raggio mortale. La sua vera intenzione era di testare, di provare empiricamente la sua teoria sul velocista. Un uomo è morto? Pazienza, è l’eroe a doversene preoccupare. Il suo obiettivo e il suo ruolo sono altri.

Già, ma quali sono?

Sembrerebbe che alla fine di quell’episodio tutto si sia risolto nel semplice furto di un diamante e nella fuga rocambolesca di Snart. Non è così. Leonard avrebbe potuto uccidere facilmente Flash, dopo averlo intrappolato nel ghiaccio. Ma non l’ha fatto. Perché? Semplicemente perché non voleva farlo.


Un comportamento piuttosto inconsueto per un villain. Quale cattivo che si rispetti lascerebbe volutamente in vita il suo acerrimo nemico, conscio del sicuro intralcio che quest’ultimo gli creerà in futuro? Che scopo ha?

Era il gioco il suo vero scopo. La partita a scacchi che stava per iniziare col nuovo giovane avversario e che si sarebbe protratta lungo i successivi incontri. D’altronde che gusto ci sarebbe a giocare se di fronte non si avesse un avversario alla propria altezza? Un avversario adeguato, che possa rendere il gioco più eccitante e imprevedibile, la sfida più adrenalinica, la vittoria ancor più soddisfacente?

E, in fondo, anche il rovescio della medaglia è valido. L’eroe esiste perché esiste il suo antagonista, in grado di metterlo in difficoltà, di tenerlo in allerta, di spingerlo a superarsi.


Due facce della stessa medaglia?


Potremmo definire Barry Allen (e, di conseguenza, Flash) come un eroe “lineare”.
I suoi genitori l’hanno fatto sempre sentire estremamente amato. E anche dopo averli persi, il dolore, la rabbia per il torto che ha subito sono stati temperati dall’amore e dal sostegno che ha trovato in Joe e Iris. Il suo senso della giustizia, la fiducia nella verità e nel bene e, soprattutto, nelle persone non sono stati intaccati, semmai amplificati dalla sua terribile esperienza.

Anche quando tenta di discostarsi da sé non accade mai che il suo lato oscuro prenda realmente il sopravvento, i suoi non sono che piccoli cedimenti. Rimane il bravo ragazzo che è sempre stato, l'eroe più preoccupato di salvare le persone che di catturare i cattivi. Il buono per eccellenza, i cui sensi di colpa lo affliggono, lo costringono a rivedere costantemente gli errori, anche quelli a fin di bene, commessi in passato.

In quanto a Leonard Snart, possiamo annoverare tra i suoi migliori attributi l’ironia pungente, l’arrogante sicurezza e uno spiccato senso della più assoluta noncuranza della legge. Tutte cose che gli vengono spesso perdonate grazie al suo fascino da “adorabile canaglia”.


Al pari di quella di Barry, anche la sua infanzia è stata difficile, anche se in maniera diversa. Da bambino è stato in balìa di un padre violento e ladro fallito, che usava portarlo con sé durante i colpi e da cui ha dovuto difendere se stesso e la sorellina. La figura più simile ad un adulto amorevole è stata il nonno, che per intrattenerli portava i nipoti in un locale da dove era possibile spiare la vicina centrale di polizia. Cresciuto così, con la più totale sfiducia nell’umanità e con il più totale sprezzo per regole che non fossero le sue, Leonard è abituato ad agire con freddezza e calcolo e ben poco riguardo per gli altri. Le sue azioni non contemplano rimorsi o rimpianti perché non perde tempo a rimuginare sul passato.

L’esatto contrario di Barry. La sua metà cattiva, sembrerebbe.


E allora, di nuovo, perché Snart non vuole liberarsi di lui?

Io credo che sia incuriosito dalla sua personalità. Credo che quello che Snart non riesca proprio a capire è che ci sia qualcuno così altruista da mettere la vita degli altri, anche di sconosciuti e persino di cattivi, prima di qualsiasi altra cosa. Per lui, cresciuto in un ambiente e in una famiglia in cui le manifestazioni di affetto erano i lanci di bottiglia e gli schiaffi, la fede di Barry nella bontà degli uomini lo sconcerta e lo intriga. Certo, ne deride l’ingenuità ma al contempo rimane affascinato dal tenero ragazzino che, nel bosco, quasi lo implora di non uccidere più. Affascinato dalla franchezza e dal desiderio di giustizia con i quali Barry gli si pone, inizierà a maturare nei suoi confronti una profonda stima, pur rimanendo suo nemico e tradendone la fiducia. Fino ad arrivare a salvargli la vita da Jake Simmons e a metterlo in guardia dai piani di Mardon e Jesse, sebbene abbia buon gioco nel mascherare il vero motivo che sta dietro ad entrambe le decisioni.


E qui sta la bellezza di un cattivo come Captain Cold, nella sua capacità di evolversi, di non rimanere ancorato ad una piatta e semplicistica definizione del suo personaggio. La sua tensione alla sfida con se stesso lo porterà, contro la sua stessa volontà, a diventare un uomo migliore. Non un eroe, sia chiaro.

Per uno come Leonard, che agisce al di fuori dei rigidi meccanismi della legalità e della moralità, sentirsi dare dell’eroe è qualcosa di assolutamente intollerabile.


Sarà il suo essere un antieroe il motivo per cui Flash si rivolgerà a lui. Per sconfiggere se stesso, infatti, Barry avrà bisogno di qualcuno completamente diverso da sé, che agisca al di fuori delle regole, qualcuno che lavori per il bene ma con un tocco di insolenza beffarda.

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Articolo di Heather Purple

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