THE X-FILES - "Ghouli". Recensione 11x05


Ghouli è il quinto episodio dell’undicesima stagione di The X-Files. Dopo la parentesi della scorsa puntata un po' sopra le righe, in questa c’è il ritorno alla mitologia della serie.



 Il titolo della puntata si rifà al mostro Ghouli che appare sul percorso dei due agenti mentre stanno svolgendo le indagini su un normale caso. Al centro dell’investigazione ci sono due ragazze. La rivelazione è la scoperta che l’artefice di tutto è una vecchia conoscenza di Mulder e Scully. Dietro il nome di Jackson Van De Kamp, si nasconde William, il figlio dei due agenti, anche se come abbiamo appreso nelle precedenti puntate la paternità di Mulder è messa in dubbio. 



 Per la prima volta dopo anni, Mulder e Scully incontrano il figlio dato in adozione, ma davanti a loro si ritrovano un estraneo. Il ragazzo è lo stesso che ha creato il mostro Ghouli e che ha messo in pericolo la vita di due ragazze. La creatura a cui ha dato vita, forse a seguito di un esperimento che gli è sfuggito, ha fatto del male alle due uniche persone che forse provavano dei sentimenti per lui. 



La prima apparizione di William adulto nella serie, non ha avuto quella forza che ci aspettavamo da un personaggio così importante, non tanto per l’evoluzione della serie, ma per lo sviluppo del rapporto tra Mulder e Scully. Il ragazzo, che ha DNA alieno quindi è speciale e fuori dal comune, ci viene presentato come un adolescente annoiato che gioca con la vita degli altri per noia e divertimento. Il centro dell’episodio in realtà è il legame tra i due agenti e le emozioni che stanno vivendo ora che hanno rivisto e conosciuto loro figlio. Scully è in preda ai sensi di colpa, come si può vedere durante il monologo davanti al corpo del figlio. Mulder, invece, tenta di proteggerla dal dolore che tutti questi anni è stato sopito. Per la seconda volta in questa stagione, i loro ruoli si invertono. Dana che è sempre stata quella lucida, si lascia andare ad un momento di sconforto e all’istinto di madre. Mulder, l’irrazionale per eccellenza, cerca di agire con raziocinio e lucidità. Per la prima volta agisce con moderazione, invita Scully a non farsi accecare dal pregiudizio e di non giungere subito a conclusioni affrettate, senza prove concrete. Nonostante cerchi di essere il più razionale possibile, la fiducia che ripone nei confronti della sua partner, lo spingono a fidarsi totalmente di lei e del legame madre e figlia che l’avvicina a William.



Per quanto riguarda William, è un ragazzo in piena adolescenza e in balia dei suoi poteri. Mulder e Scully, provano un senso di protezione nei suoi confronti a causa delle difficoltà che sta vivendo. Alla fine della puntata, non si rivela un adolescente del tutto superficiale. Mentre si trova alla stazione con le sembianze del suo autore preferito, ha un momento di saggezza inaspettato. L’incontro con Scully, la vera madre è molto profondo e tenero, come a confermare l’indissolubilità del legame che esiste tra di loro, anche se ne è del tutto inconsapevole. La puntata poteva essere sviluppata in modo diverso, dando maggior risalto ad un personaggio fondamentale nella vita di Mulder e Scully. In realtà non è riuscita a centrare in pieno l’obiettivo, lasciandoci con un po' di amarezza. Per capire come evolverà la storia e le vite dei due agenti, non ci resta che seguire il resto della stagione. 

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Articolo di Francesca Baranello

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