WESTWORLD - Recensione episodio 2x01 "Journey Into Night"

 
Dopo due lunghissimi anni d'attesa il nostro parco preferito ha finalmente riaperto i battenti.
Con Journey Into Night si dà inizio alla nuova stagione di Westworld che già da questa season
première apre molte "porte" (ci arriveremo) e aggiunge nuovi dubbi. 

Ma partiamo dall'inizio. 

Come avrete notato, gli opening credits sono cambiati e al posto della solita donna che spara a cavallo troviamo un bufalo che, scappando, spacca una parete di vetro, mentre una donna tiene tra le braccia un neonato. Conoscendo il simbolismo di Westworld, in molti hanno provato ad interpretare queste due scene: la prima, quella del bufalo, sembrerebbe rappresentare il mondo degli androidi che si ribella e che si scaglia verso i limiti imposti a Westworld, mentre la seconda rimanderebbe a Maeve e al suo forte istinto materno. Inoltre avrete notato che il vitruviano della prima stagione è stato sostituito da una donna, a rimarcare, ancora una volta, il ruolo centrale dei personaggi femminili in questa serie e ancor più in questa stagione. 

Journey Into Night (titolo scelto da Ford per la sua ultima storia) si apre con Dolores e Bernard in una situazione a noi familiare in cui però i ruoli sono invertiti. I due stanno parlando ma è Dolores a tenere le redini  e a fare le domande, aiutando Bernard a ricordare il sogno che le stava raccontando: lui da solo su una spiaggia mentre lei e gli altri robot se ne vanno, abbandonandolo in mezzo all'acqua che sale. La cosa più interessante di questa scena è che non è chiaro se quello che vediamo sia Bernard o Arnold

Da questo breve prologo in poi è chiaro che Westworld continua nel suo progetto di raccontare diverse trame e sottotrame che si intersecano su più piani temporali. 

 
La prima è quella di Dolores che sta portando avanti una vera e propria rivolta: è un'esecutrice spietata, totalmente diversa dal personaggio della prima stagione, e tiene stretto al suo fianco Teddy che, seppur meno convinto di lei, la seguirebbe in capo al mondo.
La ragazza ha le idee chiare sul tipo di vendetta che cerca e soprattutto sa che contenere la rivolta dentro i confini di Westworld sarebbe inutile. Per questo è più che mai decisa a ribaltare anche il "mondo fuori".

Contemporaneamente vediamo il nostro caro Man in Black (o William, o Billy, qualunque sia il modo in cui volete chiamarlo) miracolasamente sopravvissuto al massacro della prima stagione e unico veramente contento di poter "giocare" con gli hosts ad armi pari. Durante l'episodio William incontra Ford nelle sembianze del robot bambino da lui costruito il quale gli fa sapere di aver creato un gioco appositamente per lui. Ora che William ha raggiunto il centro del labirinto deve trovare "the door", la porta, e questo sappiamo già che sarà il nuovo enigma della stagione.

Mentre l'Uomo in Nero inizia il suo viaggio, Maeve si trova nei laboratori dove è in atto una carneficina ai danni sia degli uomini che degli androidi. La donna è tornata sui suoi passi perché vuole ritrovare la figlia (o quella che lei vive come tale) e per farlo ha bisogno dell'aiuto di Lee Sizemore, uno degli ultimi sopravvisuti al massacro, e del suo amato Hector. 


Ma la storyline più intrigante è certamente quella di Bernard che vediamo in due timeline differenti: la prima è quella a distanza di circa 12 giorni dallo sterminio di Wyatt, quando viene ritrovato su una spiaggia in uno stato di semi-coscienza. Non ricorda bene cosa sia successo in quelle due settimane ma è convinto di aver ucciso alcuni hosts ribelli che sono stati ritrovati in un bacino d'acqua sconosciuto.
La seconda invece vede Bernard insieme a Charlotte, entrambi in fuga subito dopo il massacro di Dolores: ancora una volta il robot è in preda ai glitch e alla confusione che cerca in tutti i modi di nascondere alla collega. Charlotte d'altra parte è troppo intenta a mantenere altri segreti. Uno tra tutti è che la Delos ha raccolto, e sta raccogliendo, dati sensibili su tutti gli ospiti  come il DNA (elaborato da misteriosi androidi bianchi) e i video delle loro abitudini all'interno del parco.


Il ritorno di Westworld è violento e a tratti confusionario, ma d'altronde questo episodio aveva il triste compito di agganciare l'esplosivo season finale alle novità della nuova stagione, ponendosi appunto come introduzione piuttosto che come azione vera e propria.

Ancora una volta la serie spicca tra gli altri prodotti seriali per l'impeccabilità della fotografia, così aperta e pulita e al tempo stesso cruda e feroce.
Visivamente questa puntata mantiene alta la qualità della serie ma quello che manca forse è un vero e proprio punto di partenza per le nuove storie: la struttura continua e ripetersi, così come alcune delle frasi canoniche della serie (Shakespeare ormai è stato citato fino allo sfinimento), e questo rende difficile intravedere qual è la direzione intrapresa dagli autori.
Sicuramente però l'introduzione della tigre e degli altri parchi fanno sperare in diversi nuovi scenari che aiuteranno la serie a non scadere nella continua ripetizione di se stessa.

Per quanto riguarda i personaggi bisogna ammettere che non è ancora facile empatizzare con loro, soprattutto con Dolores e William le cui storie sono a tratti fredde e distanti oltre che estremamente violente (ma questo non per forza è un punto a sfavore). Bernard d'altra parte è il personaggio più comprensibile e soprattutto è il punto di incontro tra tutte le sottotrame: lui è l'unico in grado di cambiare le carte in tavola una volta che deciderà in che fazione schierarsi. 

Cosa ne pensate di questo primo episodio? 

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Articolo di Francesca

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