WATCHMEN - Recensione 1x01 "It's Summer And I Am Running Out Of Ice"


Nel Settembre 1986 la DC Comics iniziò a pubblicare il primo libro di una serie composta in dodici volumi di una delle opere fumettistiche più apprezzate e discusse di tutti i tempi. Watchmen, scritto da Alan Moore e disegnato da Dave Gibbons, divenne una delle pietre miliari nel filone fumettistico dedicato ai supereroi, introducendo dei nuovi canoni per il genere, più realistici e convenzionali di quanto fossero i fumetti di quel periodo, portando la figura del supereroe più vicina a quella della persona comune, quindi con pregi e difetti. Nel corso del tempo la serie divenne oggetto di ispirazione per moltissime altre opere, letterarie e non, e ha generato due adattamenti su schermo, il primo, film targato Zack Snyder, uscito nel 2009, il quale fu amato ed odiato allo stesso tempo, e una (mini)serie, creata da Damon Lindelof (Lost, The Leftovers) e prodotta da HBO, di cui analizzeremo il primo episodio, "It's Summer And I Am Running Out Of Ice", un prologo più ricco di quanto si possa immaginare, a dispetto delle apparenze...



-La storia insegna...: La serie si apre con una scena ambientata nel passato, per l'esattezza siamo nel 1921 a Tulsa, in Oklahoma. La scena mostra una donna afroamericana con il proprio figlio dentro un cinematografo, mentre viene proiettato un film muto incentrato sulla celebre figura di Bass Reeves (scelta non casuale, considerato che questo era il primo sceriffo afroamericano nella storia degli Stati Uniti). A un tratto un uomo entra e dice alla donna che devono scappare, mentre si sentono dei violenti rumori dall'esterno. La donna prende il figlio ed escono, scappando dalla violenta follia che in quel momento si stava scatenando in città. Gli abitanti della città, tutti afroamericani, venivano presi di mira e brutalmente uccisi dai membri del Ku Klux Klan (trattasi di un fatto realmente accaduto, ricordato appunto come il Massacro di Tulsa) e in mezzo al caos la donna riesce a far salire il bambino su una vettura, assieme ad altre persone, al fine di uscire dalla città. Così il bambino lascia sua madre e la vettura parte, ma questa viene travolta da un esplosione, da cui riescono a scampare solo il bambino, il quale si trova addosso un biglietto con scritto "prenditi cura di questo ragazzo" e una neonata, trovata da lui poco dopo. La scena si conclude con i due che guardano delle persone morte a terra e Tulsa ridotta a fumo e fiamme (una scena che ricorda chiaramente Lost e The Leftovers), mentre si allontanano.


-Il presente: L'azione si sposta nel 2019, dove vediamo un uomo che guida in strada, sulle note di un brano hip-hop, mentre una vettura della polizia gli va' dietro, finchè non lo invita ad accostare. L'agente scende dall'auto e notiamo che indossa un passamontagna giallo (i poliziotti devono girare col volto coperto per la loro protezione), e fa' all'uomo delle domande sulla sua vettura, la sua destinazione e tutto il resto. L'uomo sembra collaborare e una volta finito l'interrogatorio, l'agente torna in vettura e togliendosi il passamontagna, contatta la centrale per via di alcuni suoi sospetti circa l'uomo da poco incontrato. La voce dall'altra parte, che si fa' chiamare Panda, gli sblocca l'arma d'ordinanza (il cui uso era previsto solo in casi particolari), ma non fa' in tempo, poichè l'uomo usa la sua arma automatica, lasciando l'agente in fin di vita nell'auto. Dopo aver compiuto questo gesto, l'uomo indossa un passamontagna bianco con un disegno nero al centro (chiarissimo richiamo a uno dei prinicipali personaggi del fumetto, Rorschach).


-Precauzioni: Il capo della polizia di Tulsa Judd Crawford e sua moglie Jane assistono a una rappresentazione del celebre musical Oklahoma! (con una troupe di attori afroamericani), quando il primo viene informato di quanto avvenuto al suo agente. Così va nell'ospedale dove è stato ricoverato e si incontra con Wade, soprannominato Looking Glass, il quale sostiene che l'aggressione è opera del Settimo Cavalleggeri (un gruppo estremista composto prettamente da bianchi, i quali proseguono la crociata violenta contro gli afroamericani) e Judd si chiede perchè mai siano arrivati ad uccidere un agente di polizia. In seguito i due vanno a casa della moglie dell'agente ferito e Judd le spiega la situazione, chiedendole se suo marito ha mai parlato del suo lavoro con qualcuno che conosce. Lei dice che non lo ha fatto e alla fine si mettono d'accordo su una versione più plausibile da raccontare riguardo a quanto successo (piccolo easter egg: poco prima che Judd parli con la moglie del poliziotto ferito, si vede un servizio TV dedicato al Dottor Manhattan, personaggio del fumetto, il quale si trova su Marte a seguito dei fatti avvenuti in quest'ultimo).


-Sister Night: Angela Abar, ex-poliziotta nello stato del Vietnam (nella storia del fumetto il Vietnam è uno stato americano), ritiratasi a seguito dell'attacco da lei subito nella Notte Bianca, precedente all'approvazione delle legge che consentiva agli agenti di polizia di indossare delle maschere, e ora proprietaria di una pasticcieria, mostra a dei bambini come si preparano dei biscotti (notare lo smile che si crea quando lei rompe le uova nella ciotola, riferimento a un simbolo importantissimo del fumetto, vale a dire la spilla di Edward Blake, detto il Comico). Mentre gli alunni fanno le consuete domande, uno di loro chiede se le Redfordations hanno pagato per la sua recente attività (altro elemento ripreso dal fumetto, visto che in esso il presidente degli Stati Uniti è Robert Redford, il famoso attore, e nella serie scopriamo che Nixon era riuscito ad abolire i limiti per i mandati presidenziali, pertanto Redford è presidente dal 1992 ed è noto per aver implementato le Redfordations, una sorta di risarcimento per le vittime di crimini razziali). La domanda fa' irritare Topher, il figlio di Angela, il quale lo colpisce con violenza, scatenando una piccola zuffa. In seguito Angela lo riaccompagna a casa e il ragazzino si giustifica dicendo che ha colpito il suo compagno prima che lo avrebbe fatto lei, definendolo un razzista. Durante il tragitto i due si bloccano di fronte a una pioggia di calamari (altro riferimento all'attacco a New York avvenuto nel fumetto ad opera di un mostro dalle sembianze di un calamaro, frutto di una messa in scena per riappacificare Stati Uniti e Russia). Una volta tornata a casa Angela riceve il messaggio in codice "Little Big Horn", segno che deve andare a lavoro. Così va in pasticceria, dove vi è un uomo anziano seduto su una sedia a rotelle, che sembra interessato all'apertura del negozio (il giornale che sta leggendo reca il nome di Adrian Veidt, noto come Ozymandias, uno dei protagonisti del fumetto) e una volta entrata, non va a vendere dolci, ma ad indossare il suo completo da vigilante (lavoro che lei compie sotto copertura, proprio a seguito della Notte Bianca) e a prelevare un uomo che sembra essere collegato al Settimo Cavalleggeri, per portarlo al quartier generale segreto della polizia, dove viene trasmesso un video minatorio fatto da questa setta per annunciare la loro missione.


-Raccogliere informazioni: I poliziotti discutono sulla linea da seguire per fermare il Settimo Cavalleggeri e vi sono delle divergenze, ma il dibattito si conclude con la decisione di Judd di autorizzare a tempo indeterminato l'uso delle armi da fuoco. Angela attende Judd nel suo ufficio, risentita per non averla chiamata prima riguardo al caso, e gli dice che ha prelevato un uomo che potrebbe dar loro ciò di cui hanno bisogno. Così Judd lo affida a Looking Glass e le sue tecniche di interrogatorio stile MK Ultra (piccolo omaggio a Lost), e questo capisce che sa qualcosa, ma non vuole parlare. Alla fine Angela prende l'iniziativa e dopo averlo picchiato per bene, ottiene l'indirizzo di uno dei covi del Settimo Cavalleggeri.


-All'ultimo secondo: Angela guida una squadra d'assalto alla fattoria dove si nascondono i membri della setta, impegnati a smontare degli orologi, mentre Judd supervisiona l'operazione. Vi è una sparatoria, dove muoiono diverse mucche e alcuni del Settimo, ma due di loro riescono miracolosamente a fuggire su un aeroplano. Judd cerca di raggiungerli con una sorta di modulo, ma purtroppo questo si schianta, con grande preoccupazione di Angela per il suo capo, il quale se la cava senza problemi.


-"Probabilmente chi pensate che lui sia...": L'azione si sposta in una tenuta in stile inglese, a cui vi ritorna un uomo anziano dopo un giro a cavallo (dalle indiscrezioni trapelate prima dell'uscita dell'episodio, sappiamo che quest'uomo non è altri che Ozymandias, l'artefice del finto attacco a New York avvenuto nel fumetto). L'uomo viene trattato con tutti i comfort dai suoi camerieri, da insoliti massaggi alle gambe, a una graziosa torta di compleanno e la canzoncina di rito. Dopo gli auguri di compleanno l'uomo si rivolge ai suoi camerieri, Philipps e Crookshanks, e dice a loro di avere una sorpresa, dal sapore criptico:

"O: I've started writing a play. It's a tragedy in five acts. When it's finished, I want the two of you to play the leading roles. 

 

P: And what do you call it, Master? 

 

S. The Watchmaker's Son."



-Preoccupazioni: Angela e la sua famiglia cenano assieme a Judd e sua moglie, dove si trovano a parlare di presidenti, vecchi lavori e del musical Oklahoma!. Dopo la cena, Angela discute con Judd sulla possibilità che il Settimo stia costruendo una bomba al litio sintetico, ricavato dalle batterie degli orologi e lei si dice preoccupata per ciò che avverrà.


-Come allora...: Judd riceve una telefonata, dove viene informato che l'agente ferito ha ripreso conoscenza, così si precipita subito all'ospedale, ma qualcuno gli buca le gomme dell'auto, facendolo sbandare. Angela e suo marito stanno facendo sesso e vengono interrotti da una misteriosa telefonata da parte di un uomo che conosce Angela e il nome di suo padre. Lei gli domanda chi è e la voce gli dice di incontrarsi in un posto per vedere una certa cosa e la invita a non mettere alcuna maschera, perchè sa chi è davvero. Angela si prepara e da' una pistola a suo marito, dicendogli di sparare a chiunque entrerà che non sia lei. Così Angela va all'appuntamento e vede una scena agghiacciante; Judd impiccato a un albero e accanto a lui l'uomo sulla sedia a rotelle, con il biglietto avuto dal bambino del prologo, confermando che entrambi sono la stessa persona e l'episodio si conclude con la goccia di sangue di Judd che cade sul suo distintivo (proprio come nel fumetto, quando il Comico venne assassinato), sulle note di "Pore Jude is Daid", (brano del musical Oklahoma!, incentrato su un uomo impiccato di nome Jude e che ha ispirato il titolo di questo primo episodio).

VERDETTO

Dopo lunga attesa e molto parlare di questo nuovo adattamento dell'opera di Alan Moore, il primo episodio si dimostra molto al di sopra delle aspettative, offrendo moltissimi spunti di riflessione sulla trama e sui temi trattati. È altamente probabile che la maggior parte delle persone che hanno visto questa premiere non conoscono appieno il fumetto, e purtroppo la conoscenza di quest'ulitmo è OBBLIGATORIA per capire meglio gli eventi narrati, altrimenti il tutto potrebbe apparire una serie di situazioni senza senso (ecco perchè per questa prima recensione si è optato a un commentario delle varie scene e dei vari easter egg e riferimenti culturali fra parentesi in ogni paragrafo, un approccio che verrà applicato anche agli episodi successivi). Tornando a parlare dell'episodio in se', questo riesce a presentare bene l'intreccio centrale della serie, con una caratterizzazione ricca e varia, come si addice a un prodotto targato Damon Lindelof. Fra gli aspetti più rilevanti possiamo menzionare la transizione fra le due epoche proposte, ben rappresentata in tutti gli aspetti, come la musica e la scenografia, la presentazione graduale dei personaggi, i quali sono un misto fra i vecchi nomi del fumetto di Moore e nuovi protagonisti, che sembrano ben incastrarsi nel contesto qui proposto, e la cosa più importante, cioè l'utilizzo di una storia di finzione per portare avanti un racconto sociale forte e incredibilmente attuale, non tradendo lo scopo che Moore si era prefissato con l'opera originale. Questa tendenza di raccontare storie di vita attraverso vicende "supereroistiche", lanciata proprio col fumetto di Moore, sta diventando di dominio pubblico, sia al cinema che in TV (basti pensare ai film dell'universo Marvel, ma in modo più radicale possiamo annoverare la serie Amazon The Boys e il film Joker, forse il "cinecomic" più dirompente mai realizzato finora) e Watchmen sembra essersi unito a questa corrente, conseguendo a pieni voti, almeno finora, lo scopo di proporre la realtà attraverso la finzione (la scelta di aprire l'episodio con un fatto realmente accaduto e i molteplici riferimenti alla cultura americana dimostrano la riuscita di questa linea narrativa). Insomma il nuovo prodotto di casa HBO si presenta decisamente bene, lasciando moltissimi spunti per proseguire la trama e raccontare vicende interessanti, come il Settimo Cavalleggeri, che riprende la figura di Rorschach e anche il nome del celebre reggimento del generale Custer, un modo per descrivere come delle immagini celebri possano essere usate come simboli di qualcosa di totalmente opposto a quello che significano davvero, la sinergia fra vecchi e nuovi personaggi, fra cui emergono in maniera rilevante Angela Abar, impersonata alla grande dall'attrice premio Oscar Regina King, e Jeremy Irons nel ruolo di Ozymandias, il cui scopo a trent'anni dai fatti del fumetto sono avvolti nel mistero, senza dimenticarsi la realizzazione del sogno di Lindelof di far morire il presunto protagonista nel primo episodio in uno dei suoi prodotti, vale a dire Judd Crawford, interpretato dal veterano di Miami Vice Don Johnson. In conclusione promuoviamo a pieni voti questa (mini)serie (la definiamo così dato che Lindelof ha proposto questo sequel della storia di Moore come evento limitato, ma visto come HBO ha trattato il fenomeno delle miniserie, potrebbe proseguire con altre stagioni, anche se lo showrunner non potrebbe esserci in un eventuale seconda stagione) e consigliamo di vedere l'episodio accompagnandolo con una ricerca attenta sull'opera di Moore, per goderne a meglio ogni singolo istante.


Nel secondo episodio, intitolato "Martial Feats of Comanche Horsemanship", vedremo Angela ripercorrere un attacco subito dalla sua famiglia mentre interroga il presunto responsabile di un omicidio e una rappresentazione va in scena per un pubblico composto da una sola persona, riferimento all'oscura trama concernente Ozymandias.



Ci vediamo con la recensione del prossimo episodio! Continuate a seguirci!

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Articolo di Ada Bowman

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