11.22.63 - S01E01 The Rabbit Hole - Recensione


Il 15 febbraio, President Day, è andato in onda il primo strepitoso episodio di 11.22.63. 

80 minuti di assoluta perfezione!
Beh, magari assoluta no, ma andiamo a commentare insieme la prima parte di questa promettente miniserie! 


Vi abbiamo già presentato sia la serie che il romanzo. Recuperate tutti i nostri articoli qui!

11.22.63 è il tentativo, per ora riuscito, di Hulu, una piattaforma di streaming, di fare il botto. Per il momento possiamo dire che l'obiettivo è decisamente alla loro portata, dal momento che si sono assicurati una serie con firme di altissimo livello!

Scritto da Bridget Carpenter
Directed da Kevin Macdonald

Voto: 8

Ma bando alle ciance! I primi 80 minuti di questa mini serie in otto parti sono letteralmente volati! Rispetto al libro ci sono molte differenze, ma come diceva Stephen King, chi ha letto il libro lo riconoscerà nella serie e chi non lo ha letto riuscirà a farsi catturare dalle atmosfere e dalla trama fin dal primo minuto. E così è. 


Iniziamo e finiamo con Harry Dunning che legge il suo tema in classe. Jake insegna al liceo, anche al corso serale per adulti, e Harry è il bidello un po' lento, che ha scritto un tema in modo eroico raccontando di come la sua famiglia sia stata trucidata con un martello dal padre la notte di Halloween del 1960. Questa prima parte ha quindi una struttura circolare, finisce dove tutto inizia, almeno da un punto di vista narrativo. 

La prima parte è una lunga introduzione. Conosciamo Jake, l'eroe per caso, quasi per sbaglio, poco convinto, ma con la voglia di fare la differenza, di fare finalmente qualcosa che possa lasciare il segno, e Al, il mentore, la guida, il motore immobile, colui che porta Jake ad affrontare la sua missione. Nel ristorante di Al si nasconde la tana del consiglio, un passaggio, attraversando il quale si atterra (letteralmente) direttamente nel 1960, e più precisamente alle 11.58 del 21 ottobre. Ogni volta è come se fosse la prima volta e al ritorno saranno passati solo 2 minuti, non importa se sia stati nel passati per cinque minuti, cinque giorni o cinque anni!

Negli anni Al ha elaborato un piano, avendo a disposizione uno strumento tanto potente, decide di sfruttarlo per impedire l'assassinio del presidente Kennedy (appunto il 22 novembre 1963) e tutte le conseguenze che quel tragico evento avrà, con lo scopo di avere un mondo migliore. Ma il cancro lo ferma e tornando al ristorante trova Jake, l'eroe per caso, divorziato e senza grandi prospettive, e lo coinvolge affinché porti a termine la sua missione. Jake inizialmente è riluttante, ma poi la morte di Al lo convince a fare un tentativo, dopotutto come si può rinunciare a una tale possibilità?


L'assassinio di Kennedy è un evento che ha scioccato gli Stato Uniti e il mondo intero e, anche dopo mezzo secolo, è un tema che ha molta presa sul pubblico, in particolare quello americano. Chiedersi "cosa sarebbe successo se Kennedy non fosse morto" è un po' come in Europa chiedersi "cosa sarebbe successo se Hitler fosse stato fermato prima di mettere in atto la sua soluzione finale" (che in effetti è oggetto di diversi romanzi e film). Il tema quindi non è proprio una novità, ma King riesce ad affrescare un mondo nuovo, vivo, che ti cattura e ti trattiene e a proporre la sua personale visione. E' possibile cambiare il passato? Le migliori intenzioni portano a ottimi risultati? 

James Franco riesce e rendere bene la titubanza iniziale, il vorrei-ma-non-posso-chi-sono-io-per-cambiare-il-mondo e poi l'euforia di trovarsi nei mitici Sixties, con tutti i cambiamenti necessari (capelli corti, barba perfetta, vestito, cravatta e cappello) e inizia l'avventura seguendo le indicazioni di Al e indagando su George de Mohrenschildt, un uomo che era stato vicino alla CIA e ad Oswald (che arriverà negli USA con tutta calma 2 anni dopo). 

L'atmosfera si fa inquietante quando Jake inizia a provare sulla sua pelle che, come lo aveva avvertito Al, il passato non vuole essere cambiato. Il passato cerca di impedire, quindi, che Jake possa fare qualcosa che modifichi il corso degli eventi ed è talmente determinato a preservare se stesso, che alla fine Jake desiste. Decide di lasciare perdere, ma prima di tornare nel futuro, passa a trovare il suo amico Harry Dunning proprio prima di Halloween... 

La storia scorre, rispetto al romanzo la trama è, comprensibilmente, semplificata, sebbene con qualche ingenuità, che non ne pregiudica il gusto. La telefonata di Jake al padre è abbastanza inverosimile, cosa avrebbe potuto dirgli? Ma a parte qualche dettaglio, la storia regge, immersa in un ambiente arioso, solare, ampio. La Carpenter ha fatto un ottimo lavoro di adattamento, riuscendo a mantenere l'atmosfera e farci visitare gli anni '60 con gli stessi occhi sgranati e il sorriso sul viso di Jake. In conclusione questo pilot è ben scritto, ben recitato e ben girato. Caratteristica la fotografia, i costumi e la musica. 80 minuti intensi, pieni e che lasciano la voglia di scoprire di più, di averne ancora.
Lasciano la voglia di scoprire se Jake aiuterà il suo amico Harry, se cambierà idea e cercherà di salvare Kennedy, se Oswald ha agito da solo, se c'entra la CIA, se Jake si sentirà a casa, come si guadagnerà da vivere (scommettere forte non sembra una buona idea!), se stringerà dei legami... Chi ha letto il romanzo sa che il materiale di King è immenso, c'è tutto (e tanto purtroppo sarà tagliato, ma ne parleremo a parte) l'amore, l'amicizia, il lavoro, i sogni, il futuro, la missione per cambiare il mondo, lo spionaggio, la tensione, l'inquietudine e la paura. C'è tutto! La serie sarà all'altezza? Dal pilot sembra proprio di sì, io sono molto entusiasta. E voi? Cosa ne pensate? Lasciateci un commento! 


Curiosità:
- La città di Harry in origine non era nel Kentacky, ma nel Maine, era una certa Derry.... kinghiani, vi ricorda qualcosa? Ma nella trasposizione per non fare confusione con la precedente opera di King è stato deciso di cambiare l'ambientazione.
- Il telefono di Jake era un Nokia e non un Iphone e il suo nome nel passato non era James Amberson, ma George. Probabilmente è stato cambiato per non confonderlo con George de Mohrenschildt. 
- Jake e Sadie parlano di Uomini e Topi, nel romanzo è descritta una recita scolastica basata su questo romanzo, ed è una parte del libro che ho amato. Nella serie non la vedremo, accontentiamoci della citazione! 
- Tenete d'occhio l'uomo con la tessera gialla!



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Articolo di Anna Galimberti

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