GAME OF THRONES: recensione dell'episodio 6x02, "Home"


Dopo un primo episodio un po' sottotono che è sembrata più come una sorta di lungo riepilogo introduttivo, una panoramica generale su tutte le trame lasciate incompiute dalla quinta stagione senza nessun sviluppo rilevante (ad eccezione della chiusura frettolosa di Dorne), il secondo episodio riparte con la giusta dose di adrenalina e carica di quelle scene mozzafiato che sono il marchio di qualità della serie.

Il titolo dell'episodio è "Home" in italiano casa, ed infatti è proprio il ritorno a casa dopo un lungo pellegrinaggio, uno degli archetipi per eccellenza del romanzo fantasy, il leitmotiv che riesce ad unire tutte le diverse trame della puntata dando quel senso di unità e armonia che nella prima puntata sembrava assente.
Infatti, è proprio il desiderio del ritorno sia esso fisico o metaforico ad accomunare i principali personaggi di questo episodio: Bran che "ritorna" anche solo mentalmente a Grande Inverno, Theon che desidera un ritorno a Pyke, Jon Snow che ritorna nella terra dei vivi ma anche Tommen che ritorna da sua madre dopo la sua lunga assenza.

L'episodio si apre su Bran Stark, riprendendo le fila della sua trama dopo una lunga assenza durata un'intera stagione.
Vediamo il rampollo degli Stark perfezionare, grazie alla guida dell'enigmatica figura del Corvo con tre occhi, le sue abilità di metamorfo.
La sua visione ci riporta di nuovo a Grande Inverno, nel cortile interno della fortezza, dove un giovanissimo Eddard Stark è intento ad allenarsi con suo fratello minore Benjen, in una scena che crea un parallelismo con una delle primissime scene della prima stagione, causando un moto di nostalgia nei telespettatori:



In questa sequenza, assistiamo all'entrata in scena di uno dei personaggi destinati a ricoprire una parte sempre più rilevante nel futuro dello show: Lyanna, la sorella di Ned e il perduto amore di Robert Baratheon.
A giudicare dai promo e dalle anticipazioni delle prossime puntate, la storyline di Bran avrà un ruolo sempre più importante ai fini narrativi.
Infatti, sono previste altre "visioni" dedicate al passato dei giovani fratelli Stark (tra cui anche la discussissima scena della Torre della Gioia), espediente narrativo utilizzato per far luce su alcuni dei misteri più discussi della saga, come la vera identità della madre di Jon Snow, senza ricorrere alla tecnica ben meno interessante dei flashback.


Gli eventi sembrano precipitare, invece, nella Grande Inverno del presente, ormai saldamente in mano ai Bolton.
La nascita del figlio legittimo di Rose Bolton fa scattare la rabbia e la follia del suo figlio illegittimo, Ramsay, che si lascia andare ad una vera e propria carneficina. Dopo aver ucciso il padre, con una modalità che crea un ironico parallelismo con la morte di Rob Stark perpetuata proprio dallo stesso Rose:




 Ramsay si dedicherà anche alla matrigna e al fratellastro, dandoli in pasto ai suoi cani. La scena, già di per se inquietante è resa ancora più vivida e spaventosa da una recitazione magistrale da parte di un sempre più bravo Iwan Rheon:
nuova citazione preferita di sempre
L'altra sottotrama ci porta agli antipodi dei sette regni: ad Approdo del Re.
Qui ancora non entra nel vivo quella che dovrebbe essere la trama della stagione, ossia lo scontro tra la setta religiosa guidata dal leader carismatico ma con un nome ridicolo, l'Alto passero e la famiglia Lannister.
Lo scontro è nell'aria, ed è palese dal confronto tra il Lord comandante della Guardia reale e l'alto septon svoltosi al cospetto delle spoglie di Myrcella, un vero e proprio scontro di forza che ci porta a realizzare quanto ormai sia radicato e profondo il potere della setta religiosa nella capitale dei Sette Regni. 
Nel frattempo Cersei, confinata nelle sue stanze, sembra sempre più lontana dalla figura autoritaria e impetuosa delle scorse stagioni. Ovviamente segnata dalla morte della figlia, sembra abbattuta e desolata, apparentemente rassegnata a subire il suo destino; ma non per questo meno determinata a vendicarsi dell'umiliazione subita durante la celebre "walk of shame" utilizzando a tal proposito il mostro di Frankenstein Ser Gregor Clegane "la montagna", famoso per affrontare i problemi con diplomazia:


A Braavos, Arya Stark dopo aver passato due episodi a prendere botte, sembra essersi guadagnata il ritorno alla Casa del Bianco e del Nero.
Mentre sua sorella Sansa, è ancora bloccata nelle foreste intorno a Grande Iverno, è costretta a separarsi da Theon, deciso a tornare a casa nelle sue Isole di Ferro, convinto (non del tutto a torto) che Jon Snow non avrebbe apprezzato il trattamento riservato alla sua famiglia.
Ma il più giovane dei Greyjoy ignora che nel frattempo la
situazione sia decisamente cambiata: infatti suo padre Balon, nelle scene seguenti, viene ucciso dallo zio Euron Greyjoy, tornato a Pyke dopo lungo tempo con l'intenzione di reclamare per se il trono di sale.
Quindi si avvera anche l'ultima delle maledizioni pronunciate da Melisandre contro gli "usurpatori" del trono di Stannis Baratheon, e si conclude definitivamente quella che è nota con il nome di Guerra dei cinque re.
Viene introdotto, quindi, nello show uno dei personaggi più importanti e attesi da parte dei lettori: Euron Occhio di corvo, che fa decisamente una entrata in scena a impatto:



Dall'altra parte del Mar stretto, intanto, Tyrion dopo aver fatto alcune simpaticissime battute sugli eunuchi di fronte a due di loro, prende la coraggiosa decisione di liberare i draghi (finalmente, pensano tutti gli spettatori a casa):


L'ultima linea narrativa è quella della Bariera. Davos e i guardiani della notte rimasi fedeli, con l'aiuto dei Bruti guidati da Tormud, hanno ripreso il controllo della situazione, sbattendo finalmente in prigione (e fuori dalle scene) Ser Alliser Thorne e Olly il figlio di Satana.
Risolta la situazione Melisandre ha finalmente capo libero per fare quello che tutti i telespettatori si aspettino che faccia, ossia riportare tra i vivi Jon Snow.
Anche Davos, non più scettico verso i poteri della sacerdotessa di R'hllor come al solito, incoraggia Melisandre in questa impresa (con quella che a mio parere è sembrata decisamente una conversione forzata).

Ma quest'ultima ormai totalmente disillusa e demoralizzata dal fallimento delle sue profezie è restia ad usare la propria magia per riportare indietro il Lord Comandante dei Guardiani della notte (situazione resa perfettamente grazie ad una stupenda recitazione di Carice Van Houten).
Ma dopo le titubanze e le indecisioni, la sacerdotessa rossa procede con il rituale magico e dopo una pausa carica di suspense, ciò che tutti aspettavamo dalla scorsa stagione accade: Jon Snow con un taglio di capelli nuovo di zecca spalanca gli occhi e riprende a respirare:


Di tutta la puntata è proprio quest'ultima scena che convince meno. Forse complice anche il fatto che la scena era decisamente la più attesa da parte di tutti gli spettatori, e le aspettative erano fin troppo alte.
Ma la sensazione complessiva che si ha è che il tutto sia stato svolto in maniera fin troppo frettolosa e sbrigativa.
Ma nel complesso questo secondo episodio si è rivelato ben superiore al primo, riportando il livello della serie a quello delle prime stagioni, con una gestione perfetta dei diversi fili della trama, colpi di scena che scioccano lo spettatore, intrighi, magia e violenza a palate.


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Scritto da Francesca Lelli

2 commenti:

Danilo Storto ha detto...

Magari quella scena ha convinto meno anche perchè Kit Harington non è stato capace di sembrare un cadavere manco per mezzo minuto.
Ho rimpianto che non abbiano utilizzato una statua...

Francesca Lelli ha detto...

Sulle capacità attoriali di Kit Harington stendiamo un velo pietoso, da vivo e da morto ha mantenuto sempre la stessa espressione. Stesso livello di Bella Swan.