LEGENDS OF TOMORROW - "Fly me to the moon (and back)" Recensione episodio 2x14 "Moonshot"


L’ultimo frammento della Lancia del Destino è custodito dall’ultimo membro della Justice League e, per evitare che finisca nelle mani della Legion of Doom , le Leggende dovranno trovare Commander Steel prima che lo facciano i cattivi. Così i nostri eroi scoprono di dover andare a Houston nel 1970 per salvare Elvis il nonno di Nate e non solo.


Cosa c’è di più patriottico e di più avventuroso dell’esplorare lo spazio?
Dopo un infruttuoso salto nel 1965, nel momento in cui Rip aveva lasciato Harry Heywood, la squadra ritorna sulla Waverider e, grazie al più veloce brainstorming della storia e all’aiuto di Gideon, scoprono che il nonno di Nate è alla Nasa nel 1970, proprio mentre è in corso il lancio dell’Apollo 13, con destinazione Luna. L’apporto dell’ex capitano Hunter arriva in ritardo e Sara non gli dà nemmeno il tempo di aprire bocca che ha già preso in mano la situazione e deciso cosa fare. E Rip ci rimane come un baccalà. Altro che Capitan Findus! Ma non c’è da preoccuparsi: sarà Harry a tirarlo su di morale dandogli un bel destro perché, come spiega in seguito, lui ha dovuto abbandonare la sua famiglia mentre Rip ha ancora la sua. Cosa che Nate gli spiegherà non essere affatto vera.

"Houston, abbiamo avuto un problema."


E sì, pare proprio che sia questa la vera frase che Jim Lowell, comandante della missione, abbia detto. Il che, curiosamente, si abbina meglio con quanto è accaduto ai nostri. Thawne è già riuscito, infatti, a sostituirsi ad uno dei membri dell’equipaggio prima ancora che le Leggende arrivassero alla Nasa e, sapendo che il frammento è nella bandiera americana piantata sul suolo lunare, fa sì che la missione non fallisca. Creando così un’anomalia temporale. Alla quale Sara e gli altri devono porre rimedio, agendo nello spazio e sulla Terra, nei 17(!) minuti che rimangono prima che vengano ristabiliti i contatti tra l’Apollo 13 e la sala di controllo, ovvero prima che il mondo intero li veda.
Così, Palmer si intrufola a bordo e segue Thawne nel modulo lunare dove, ahilui, viene beccato dal velocista, che però tanto veloce nello spazio non è. Nella colluttazione il LEM viene staccato dal modulo di comando e Ray deve farlo allunare. Ma il tempo scorre e serve un diversivo.

"Nice voice, Professor."


Vedere e sentire il professor Stein cantare The Banana Boat Song con Mick Rory è valso da solo l’intero episodio. La canzone, nota anche come Day-O, è stata utilizzata nella famosa scena della cena del film Beetlejuice - Spiritello porcello di Tim Burton. E ora, come allora, l’effetto è dissacrante e comico.
Victor Garber è un veterano di Broadway e può permettersi più di uno show canterino, altro che gli sbarbatelli di Glee!
Dite la verità: non è venuta anche a voi voglia di muovervi al ritmo?

2017: Odissea sulla Luna
Ray Palmer come Matt Damon in The Martian ma con la musica di 2001: Odissea nello spazio. Copy that. E basta?!? Povero Ray, nonostante la tuta da eroe, troppo spesso è trattato alla stregua di un HR Wells qualunque. Senza contare poi il fatto che dovrà fare team up con lo speedster più odioso di tutte le terre parallele. Ma se l’alternativa è rimanere su una landa desolata e priva di ossigeno…


Una scelta difficile
Nel frattempo gli Heywood, nonno e nipote, stanno pensando che se Harry tornasse indietro nel tempo, al momento in cui ha abbandonato la sua famiglia, il padre di Nate sarebbe cresciuto con entrambi genitori e non sarebbe diventato un bastardo patentato nei confronti del figlio.
Ma Amaya farà loro notare che così si creerebbe un’anomalia temporale e il mondo non sarebbe più stato lo stesso. Cosa fare allora? Scegliere la famiglia o il destino del mondo? La domanda su cui verte l’intera puntata è diretta anche alla stessa Amaya a cui un Nate disperato racconta il futuro. Ma Commander Steel si sacrificherà per consentire alla Waverider il rientro sulla Terra e permettere alla Leggende di salvarsi e mantenere inalterato il tessuto temporale.

"We are not heroes"
Resosi ormai conto che il capitano non è più lui, Rip si chiede quale sia il suo posto, che cosa sarà ora che si sente un emarginato, un disadattato. Sara non può che rispondergli che è come loro. Non un eroe, certo, ma una Leggenda.

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Articolo di Heather Purple

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