LEGENDS OF TOMORROW - Recensione episodio 2x15 "Fellowship of the Spear"

Dopo l’omaggio al mitico George Lucas, creatore dei beniamini di tanti fanciulli e fanciulle (ah, quanto mi piace Harrison Ford in tutte le salse) di tutte le età, l’ultimo episodio delle Leggende è stato dall’inizio alla fine l’epico racconto di un altro grande inventore di eroi impavidi, il leggendario J.R.R. Tolkien.


My old friend
Dite la verità. Quando avete visto comparire “special guest star” lì, in basso a sinistra, non vi siete al contempo riempiti di gioia e di disperazione? Io ho pensato ‘eccolo, c’è, evvai!’ e immediatamente dopo “oh no, poi se ne andrà, mannaggia la pippetta!’.


Ma andiamo con ordine.

Le leggende sono ora in possesso della lancia del destino. Ma che farne?
Tralasciando gli usi raccapriccianti per i quali Mick Rory si è già servito (mitico Mick, il potere disarmante della semplicità) il “divino artefatto” non è ancora completo e sarà necessario penetrare nel covo della Legion of Doom per appropriarsi dei frammenti mancanti. E dove mai sarà questo covo? Ovvio, al di fuori dello spazio e del tempo, nel Vanishing Point, nel punto di non ritorno. Insomma lì dove il nostro amatissimo Leonard Snart ha dato la vita per salvare i suoi compagni. Che idiota! La tristezza che ho provato nel vedere quel luogo è pari al senso di perdita provata da Rory. Che magone!
Ma c’è un furto da compiere e lui è un ladro, quindi bando ai sentimentalismi, tanto lui non ne ha perché è solo un cattivo finito per caso nella squadra dei buoni. E se invece…
Presto, il tempo stringe e Thawne potrebbe accorgersi da un momento all’altro degli intrusi. Giusto un attimo per trasformare la capsula contenente i frammenti in un miliardo di coloratissime jelly beans e mangiarne uno. Io ho un vecchio mobile. Quando Jax ha 2 minuti…


Il mio tesssss-oro


Finalmente, tutti i pezzi sono stati trovati, la lancia è completa ma, attenzione, il solo contatto può trasformare chi la impugna in un piccolo Gollum del tempo. Sfruttando le debolezze, i desideri, i rimpianti, la lancia prometterà a chi la possiede di ricreare il mondo, così come si vuole. E cosa ci sarebbe di male? Tutti vorremmo poter cambiare il corso della storia. Ma il potere assoluto corrompe, nonostante le migliori intenzioni. Quindi giù le zampe e vediamo come distruggerla prima che sia la lancia a distruggere il tessuto temporale. Ed è qui che inizia la vera storia della Compagnia dell’Anello, pardon della Lancia, che tornerà indietro nel tempo per incontrare Tolkien. L’unico uomo al mondo a conoscere il luogo in cui riposa sir Gawain, cavaliere delle Crociate e custode del sangue di Cristo (l’unica cosa che può distruggere la lancia) è un sottotenente inglese di stanza nel nord della Francia durante la prima guerra mondiale.


Così, mentre il professor Stein e Jax rimangono di guardia alla Spear of Destiny, Amaya e i Backstreet Boys (oddio, muoio!) vanno sul campo di battaglia alla ricerca del giovane scrittore. Solo che Mick viene improvvisamente distratto dal suo compito e, allontanatosi, racconta tutto a quella che crede essere un’apparizione della buonanima, che in qualità di amico sincero gli spiega che tanto, qualsiasi cosa faccia, gli altri lo reputeranno sempre un delinquente. Soltanto lui, Snart, lo apprezza per quello che è e gli suggerisce di rubare la lancia per loro due e giusto per convincerlo che non è un’illuminazione allucinazione gli molla un cazzotto che sembra proprio vero.



Il tempo è galantuomo?
Nel frattempo, Rip e Nate trovano Tolkien e lo portano sulla WaveRider dove, dopo l’iniziale reticenza, accetta di aiutarli. Amaya, invece, è rimasta sconvolta dal dolore e dalla sofferenza che ha visto tra i soldati feriti e che, inevitabilmente, le hanno ricordato ciò che ha visto accadere nel futuro alla sua gente e alla sua famiglia. Mick, dal canto suo, non sa che pensare del suo recente incontro con il suo partner di un tempo e, sebbene ancora confuso, accompagna gli altri in una cattedrale di Amiens dove scoprirà di non essere il solo a vedere Snart. La Legione, infatti, è tornata indietro nel tempo e l’ha recuperato prima che si unisse alle Leggende e diventasse, come dire, meno cattivo.
Purtroppo il suo “ritorno” scatena la sfiducia della squadra nei confronti di Mick, il quale si rende conto che la predizione di Leonard si è avverata. Agli occhi dei suoi nuovi compagni lui è, e sarà, un criminale. Così, mentre Amaya si lascia convincere malvolentieri a non usare il potere della lancia per salvare il mondo e a distruggerla, Rory ascolta le parole di quello che, in fondo, ha sempre considerato l’unico di cui fidarsi. In fondo, non è poi così stupido. E nemmeno così cattivo. Vuole cambiare il passato per cambiare quello che è, per non trasformarsi nel piromane che ha ucciso i suoi genitori. Per diventare una versione migliore di stesso. Ce la farà?


Malgrado le speranze di Nate, i quattro psicopatici sanno come far funzionare la lancia, grazie a Malcolm. E non si fanno alcuno scrupolo nel metterla in funzione per i propri scopi, alla faccia di Barry Allen e delle sue linee temporali alternative.

Perchè il tempo è galantuomo, ma non quando è nelle mani della Legion of Doom.

Cosa ci aspetta nel prossimo episodio? Quanto saranno stravolte le esistenze dei nostri eroi? Riusciranno ad annullare gli effetti nefasti della Lancia del Destino? E, soprattutto, rivedremo l’affascinante villain Captain Cold?



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Articolo di Heather Purple

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