Twin Peaks - "Così la morte si congiunge alla resurrezione" David Lynch ci immerge in un esplosione atomica


“L’intero paese è stato illuminato da una luce accecante, con l’intensità di mille soli. Era d’oro, porpora, viola, grigio e blu. Ha illuminato ogni cima, crepaccio e crinale delle montagne vicine con una luminosità e bellezza che non può essere descritta, deve essere vista per poter essere immaginata” così, il generale Thomas Farrel scrive del primo test sulla bomba atomica, nel 1945, nel New Mexico. 

Parole molto simili all’esperienza audiovisiva che Lynch ha creato, guidandoci all’interno di un esplosione atomica. Ti ritrovi trascinato e avvolto da un'esperienza sensoriale talmente potente da lasciare senza fiato a singhiozzare davanti allo schermo. 

È assordante ,ti annienta e ti circonda, rompe le barriere di qualunque schermo,  ed è qualcosa di bellissimo e inquietante.  Lynch, ci aveva avvertito. Quel quadro nell’ufficio di Gordon Cole, interpretato da lui stesso, non era casuale, con Lynch non lo è nulla. E ha deciso di creare una sequenza che entra a prepotenza nella storia del cinema, ed è talmente bella che anche se non ne si capisse il senso, anche guardandola senza conoscere "Twin Peaks", non si può non coglierne la potenza e il valore artistico. Non si può non restare attoniti a guardare, terrorizzati e attratti allo stesso tempo dal fungo atomico e dal fumo, mentre percepiamo l’esplosione in tutta la sua forza distruttiva che frastuona sulle note di “Threnody for the victims of Hiroshima”, in un crescendo di musica e terrore avvolti in uno splendido rimando visivo a "2001 Odissea nello spazio", e sonoro a "Shining", con cui un grande, grandissimo regista ne cita un altro di altrettanta levatura. Così, David Lynch (coadiuvato dai maestri Duwayne Dunham, che si occupa del montaggio della serie assieme a lui, e Peter Deming, direttore della fotografia, non dimentichiamolo) ci immerge nel primo test nucleare, il Trinity, inserendolo perfettamente nella mitologia di Twin Peaks.

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IL Generale Groves, Robert Oppenheimer e gli altri scienziati ispezionano il Ground Zero

Il Trinity, è il test che ha dato inizio all’era dell’armamento nucleare, il momento in cui “Il genio è uscito dalla bottiglia”, un espressione idiomatica degli Stati Uniti, analoga al nostro “Scoperchiare il Vaso di Pandora”. Questa espressione delinea l’inizio, lo sprigionamento di qualcosa di malevolo.
E cosa non ci racconta Lynch, se non della degradazione spirituale dell’uomo e della genesi del male. Un male divino, sì, ma che nasce dalle conseguenze dirette delle azioni dell’uomo che dilania la sua natura compiendo un azione che deforma e distrugge la vita. È da questo male, che viene generato anche BOB.

In questa sequenza tanto bella quanto straziante, assistiamo a un essere (probabilmente la “madre” dei primi episodi che esce dalla glass box e uccide i due giovani amanti) che genera uova e particelle e tra questi c’è l’anima, l’essenza di BOB, col suo consueto e inquietante ghigno sul volto, che scende sulla terra, tramite l’esplosione atomica, infettando qualsiasi forma di innocenza.

Come BOB ha fatto e farà con Laura. Già ai tempi, Lynch e Frost avevano lasciato a libera interpretazione la figura del killer interpretato da Frank Silva. Poteva essere una figura reale, oppure una metafora  per raccontare una vicenda terribile in un modo in cui avremmo potuto affrontarlo. Dale Cooper lo dice a Harry Truman quando questi si dimostra incredulo riguardo alla figura di BOB. “Cosa preferiresti credere, Harry? Che un padre abbia abusato per anni della propria figlia, per poi ucciderla?”
La verità è che Leland e Bob erano ormai due entità indistinte, due facce della stessa medaglia. La dicotomia della natura umana, in cui qui prevale il male, che porta a una genesi. Una creatura deforme si schiude da un uovo nel deserto e entità malvagie si moltiplicano e scendono sulla terra.

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Approfondiamo ora la vicenda del Trinity e del Progetto Manhattan. Il progetto Manhattan ha origine in seguito alle scoperte del fenomeno di fissazione nucleare. Leo Szilard, infatti, un fisico ebreo  ungherese, aveva formulato la teoria di una possibile reazione a catena di fissioni nucleari in grado di autosostenersi. Preoccupato delle implicazioni globali e politiche delle sue scoperte, e, soprattutto, del possibile uso militare di una bomba a energia nucleare da parte della Germania Nazista, tentò, insieme ad altri due eccellenti fisici ebrei ungheresi, Edward Teller e Eugene Wigner, di impedire che i Tedeschi potessero accedere alle miniere di uranio del Congo Belga.

La questione, venne poi portata all’attenzione del presidente Roosvelt, e si rese conto che si trattava “di fare in modo che i nazisti non facciano saltare in aria noi". Così decise di costituire un comitato consultivo per l’uranio sotto la guida del capo del National Bureau of Standards, Lyman Briggs.


S-1 Executive Committee at the Bohemian Grove, 13 Settembre del 1942. Da sinistra a destra: Harold C. Urey, Ernest O. Lawrence, James B. Conant, Lyman J. Briggs, E. V. Murphree e Arthur Compton

Il nome vi dice qualcosa? Eh sì, ha lo stesso cognome del nostro Maggiore Garland, non dico che siano parenti diretti, forse è soltanto un omaggio o un easter egg pensato fin dalla prima stagione. Dopotutto, anche lo sceriffo  Harry Truman porta il nome del presidente che diede l’ordine di sganciare le bombe su Hiroshima e Nagasaki. Lynch e Frost dunque avevano già dall'inizio in progetto di ricollegarsi alla questione nucleare nella mitologia di Twin Peaks. 
Interessante, oltretutto, è la figura di Robert Oppenheimer, fisico statunitense, costruttore della prima bomba atomica e direttore del Progetto Manhattan.
Lui non ha mai negato la sua parte di responsabilità nella distruzione di Hiroshima e Nagasaki, e ha sempre espresso frasi molto forti riguardo il suo operato. “I fisici ora hanno conosciuto il peccato” disse dopo l’esplosione a Hiroshima.


Robert Oppenhimer con a fianco l'esplosione della bomba atomica di cui ha diretto il progetto

E non è forse stato il peccato a richiamare la genesi del male che Lynch ci ha mostrato?

Fu lo stesso Oppenheimer ancora, a scegliere il nome del test Trinity, ispirandosi ad alcune poesie di John  Donne, le più accreditate delle quali sono :


"Batter my Heart"
Batter my heart, three-personed God; for you 
As yet but knock, breathe, shine, and seek to mend;
That I may rise and stand, o’erthrow me, and bend
Your force to break, blow, burn, and make me new.
I, like an usurped town, to another due,
Labor to admit you, but O, to no end;
Reason, your viceroy in me, me should defend,
but is captived, and proves weak or untrue.
yet dearly I love you, and would be loved fain,
But am betrothed unto your enemy.
Divorce me, untie or break that knot again;
Take me to you, imprison me, for I,
Except you enthrall me, never shall be free,
Nor even chaste, except you ravish me.

Sfascia il mio cuore, Dio uno e trino; per ora
tu solo bussi, sussurri, risplendi e cerchi di rimediare
perché io possa risorgere e sorreggermi,
rovesciami e usa la tua forza 
per spezzarmi,travolgermi, bruciarmi e farmi nuovo.
Io, come una città usurpata, in possesso di un altro, io provo
a farti entrare, ma senza fortuna.
La ragione, in me tuo viceré,
mi dovrebbe difendere ma è
prigioniera e si mostra debole o infida.
Pure teneramente io t’amo e vorrei essere
riamato. Ma fui promesso al tuo nemico.
Divorziami, sciogli, spezza il nodo,
rapiscimi, imprigionami: se tu
 non m’incateni non sarò mai libero,
casto mai se tu non mi violenti

L’umanità, in questa poesia, è come una città destinata a Dio ma occupata dal diavolo. Anche in questo caso c’è un richiamo alla dicotomia della natura umana, tanto cara a Lynch. L’uomo è buono, ma non riesce a esserlo perché abitato da una parte oscura. Dovrebbe riuscire, grazie alla ragione e al buon senso a sconfiggere la parte malvagia in ciascuno di noi, ma, troppo deboli, veniamo sopraffatti dal male, capaci di conoscere i nostri sbagli, ma non di correggerli. Siamo perduti dai tempi del peccato originale. Il poeta, infine, prega e cerca l’alienazione e l’annientamento di se in Dio per essere un credente. In inglese, “Ravish” vuol dire sia essere in estasi, che violentare, entrambi i significati si adattano perfettamente al significato di totale devozione.

E correlata al Trinity Test viene spesso associato anche questo passaggio di un ulteriore poesia di John Donne "Hymne To God My God, in my sickness: “As West and East / In all flat Maps—and I am one—are one, / So death doth touch the Resurrection.”
"Oriente e Occidente su ogni carta dispiegata (e io ne sono una) si uniscono, Così la morte si congiunge alla resurrezione”. 
Dalla morte portata dalla bomba atomica, vediamo il male risorgere e moltiplicarsi.

In seguito all’esplosione, Oppenheimer recitò anche un verso sanskrito dalla Bhagwadgita.
“Se la radiosità di mille soli
Fosse esplosa una volta nel cielo,
sarebbe stata come lo splendore di Dio.
Sono divenuto Morte
Il distruttore dei mondi.”
Chi se non Bob, richiama i versi finali di questa poesia? Non è forse lui la forma archetipica di deviazione e male assoluto?
E dopotutto, il nome Robert, non è forse il nome completo di Bob?


Lynch ha, per l’ennesima volta e ancora di più, costruito un'opera d’arte, senza che resti arte astratta fine a se stessa, giacché coinvolge, fa provare forti emozioni e non ci viene incontro, semmai ci spinge verso di lei per spronarci a riflettere e a ragionare, e, anche non capendo proprio tutto, ci porta a dibattere, a voler esprimere il nostro pensiero e a voler capire. Ci smuove, e questa è la forma d'arte più pura.


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Articolo di Cristina F.

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